Addio Michele, un cuore d’oro amico di tutti. Il dolore di una comunità e la lettera di un amico

I ricordi, il sorriso, la riflessione sulla vita umana che dura meno di un attimo. Ma la generosità e il cuore di Michele Traglia, 41 anni, aprono a parole di amore e gratitudine. Mentre i carabinieri ricostruiscono la dinamica dell’incidente fatale, che sembra dovuto al ribaltamento del piccolo trattore che Michele guidava durante la raccolta delle olive in contrada Sabbioni, forse per una pendenza del terreno, la salma è stata trasferita in obitorio in attesa della decisione del magistrato che potrebbe disporre l’autopsia, specie in considerazione della giovane età dell’uomo e della sua esperienza di mezzi agricoli.

Michele Traglia è morto oggi per un trattore ribaltato nei campi, a Guglionesi. Lascia la moglie e due bambini, ma anche un ricordo bellissimo, sebbene straziante, nelle persone che lo hanno conosciuto e hanno condiviso con lui pezzi di vita. Quello che resta, in questo momento difficile in cui la comunità di Guglionesi, San Giacomo degli Schiavoni e gli amici di Termoli si stringono attorno alla famiglia, sono il suo sorriso, la sua generosità, il suo amore per la vita, la natura, la genuinità delle cose.

Mentre i carabinieri ricostruiscono la dinamica dell’incidente fatale, che sembra dovuto al ribaltamento del piccolo trattore che Michele Traglia guidava durante la raccolta delle olive in contrada Sabbioni, forse per una pendenza del terreno, la salma è stata trasferita in obitorio in attesa della decisione del magistrato che potrebbe disporre l’autopsia, specie in considerazione della giovane età dell’uomo e della sua esperienza di mezzi agricoli.

Michele Traglia lascia la moglie e due bambini. E la sensazione di una perdita incommensurabile. Questa è la lettera che ha scritto Nicola Cappella, un compagno di scuola e un amico, e che riassume i sentimenti di tantissima gente.

Spesso si dice che la vita è un attimo.  Falsissimo. E’ ancora meno. Non fai in tempo al alzarti al mattino, prepararti per andare al lavoro e metterti in attività, che ecco arrivano notizie che ti lacerano, che non riesci a spiegarti e che vorresti non fossero vere.

E così il destino ci ha portato via un ragazzo meraviglioso, altruista, generoso e sorridente. Michele Traglia è volato via stamattina in seguito a un fatale incidente nei campi.

Conoscevo Michele da quasi 30 anni. Abbiamo condiviso 4 anni di liceo nella stessa classe, poi le nostre strade si sono divise ma non ci siamo mai persi di vista. E’ difficile trovare le parole per descrivere lo stato d’animo di tutti coloro che lo hanno amato. E chissà che ricordo ne verrà fuori qui: lo sgomento, la tristezza, l’indignazione e l’incredulità creano un mix di sensazioni ingovernabili.

Michele era un ragazzo speciale. Con un cuore enorme. E non era difficile capire il perché. Ho avuto la gioia e l’onore di conoscere anche papà Costanzo e mamma Grazia, due persone squisite. Erano fatti solo di amore. Niente invidie, ipocrisie, cattivi atteggiamenti. Era una famiglia perfetta. Quante volte da ragazzini ci ritrovavamo il pomeriggio a casa di qualcuno di noi a cercare di studiare. Eh sì, dico cercare perché spesso si faceva tutt’altro. Eravamo tutti come fratelli e avevamo talmente tanti interessi in comune che iniziavamo a parlare, parlare e parlare. E lo studio… aspettava.

 

Da casa di Michele non si poteva uscire prima di cena. Guai a rifiutare gli inviti a restare di mamma Grazia, dolce e premurosa. Aveva solo quel figlio e quando io e i miei amici riempivamo la casa era come se per quella sera ci adottasse tutti. E che dire di papà Costanzo? Una persona stupenda. Un uomo distinto, tanto istruito quanto alla mano, tanto padre quanto amico. Si era legato molto a me, a maggior ragione quando scoprì di conoscere perfettamente mio padre.

 

Eravamo tutti così in quei tempi. Una sola grande famiglia: io, i miei amici e tutti i parenti annessi. Da due genitori così splendidi non poteva che venirne fuori un concentrato di amore e di bontà di nome Michele. Mentre scrivo queste righe nella speranza di poter creare un minimo di conforto a tutti coloro che come me lo amavano, trattengo a stento le lacrime e mi tornano davanti agli occhi tutti i momenti trascorsi insieme . E non sono pochi. Le nostre marachelle a scuola, i pomeriggi trascorsi a pescare, a “studiare”, a giocare a calcetto, la gita scolastica a Firenze nel 1997 e a Barcellona l’anno successivo…tutti momenti in cui abbiamo vissuto alla grande.

Caro Michele, dopo il diploma abbiamo preso strada diverse. Ci siamo ritrovati in seguito a momenti difficili. La morte di mio papà (non dimenticherò mai quanto andavate d’accordo) e poi quella dei tuoi genitori. Il padre prima e la mamma poi. Eri figlio unico e hai affrontato da solo questi momenti terribili ma nel frattempo una famiglia te l’eri creata. Una moglie deliziosa e due piccole meravigliose creature che dovranno andare avanti senza di te.

Non potrò mai capacitarmi dell’accaduto, porterò per sempre nel mio cuore i momenti di spensieratezza condivisi nella fase più bella della nostra vita: l’adolescenza. Io, te, i due Marco, Annibale, mio fratello Antonio e tutta la tua (e nostra) classe, la mitica V D del liceo scientifico “Alfano da Termoli” per la quale eri un grandissimo amico. Voglio immaginarti tra le braccia dei tuoi genitori che hai tanto amato e che la vita ti ha portato via a distanza di pochissimi anni, e voglio sognare che tu possa guidare dall’alto la tua famiglia facendo arrivare tutto l’immenso amore di cui eri fatto.

Non ti dimenticherò mai…

Il tuo amico Nicola”