Abuso di alcol e consumo di droghe, viaggio di Cittadinanzattiva nelle scuole

L’avvocato Silvio Tolesino della rete “Giustizia per i diritti” che fa capo all’associazione, ha incontrato gli studenti delle terze, quarte e quinte dell’istituto Tecnico Industriale di Campobasso. A loro ha spiegato i rischi delle dipendenze sotto l’aspetto umano, sociale e giudiziario

Alcol e droga. Non solo marijuana o le cosiddette “droghe leggere” ma anche cocaina ed eroina: ulteriormente preoccupanti. Sono questi i tasselli che compongono il mosaico delle dipendenze da sostanze d’abuso.

Il problema, secondo le ultime stime del Centro Nazionale delle Ricerche (Cnr) aggiornate al 2018, riguarda quasi un ragazzo su tre, di età compresa tra 15 e 19 anni: tanti sono quelli che hanno fatto uso almeno una volta nella vita di una sostanza psicoattiva illegale. Se invece vogliamo regionalizzare i numeri, è ormai da oltre un anno che a Campobasso e provincia è in atto una crociata delle istituzioni a cominciare dalla Procura contro l’uso e l’abuso di sostanze stupefacenti, fenomeno diventato dilagante che supera i dati nazionali se quegli stessi numeri si rapportano al numero e al tipo di popolazione (siamo di meno e siamo sempre più vecchi).

In provincia sono decine e decine le famiglie distrutte, disperate e impotenti rispetto a figli che si ritrovano già a soli 13/14 anni in un mondo più grande di loro. Che conoscono soltanto per spot o slogan dannosi (spesso suggeriti da una musica opinabile), per colpa di amicizie sbagliate e di influenze tutt’altro che salutari.

Anche Cittadinanzattiva lotta contro il fenomeno. E lo fa andando nelle scuole, incontrando i ragazzi e provando a spiegare loro i rischi che la droga oppure l’alcol possono avere non soltanto sulla salute ma anche soprattutto sotto il profilo sociale e giudiziario.

L’avvocato Silvio Tolesino, proprio con la rete “Giustizia per i diritti” di CittadinanzAttiva ha incontrato gli studenti delle terze, quarte e quinte classi dell’istituto tecnico Industriale di Campobasso.

Un lungo faccia a faccia con i più giovani – durato tre ore – per parlare, codice ed esperienza forense alla mano, tutti i contro di una strada che spesso conduce in tunnel senza uscita. I ragazzi? A metà tra la voglia di contestazione e la necessità di capire meglio e di più avranno certamente incassato il messaggio.