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Il Comitato promuove il raddoppio ma detta le condizioni: coprire la stazione senza interrare i binari foto

Alla vigilia della visita dei vertici di ferrovie a Termoli, Carmela Sica mette sul piatto le richieste del Comitato che si oppone da anni ai pannelli anti-rumore: "Noi chiediamo di risolvere il problema coprendo i binari: si può fare e i costi sarebbero contenuti".

Il Comitato ‘Cittadini in Rete’ torna a far sentire la propria voce sulla questione delle barriere antirumore proposte da Rfi. Lo fa in una conferenza stampa a meno di un giorno dalla venuta dei vertici Ferrovie al Comune di Termoli e nel ‘punto zero’, nei pressi della rotonda di Mimmo Cannone dove le barriere per il contenimento acustico avrebbero inizio. Per finire dove? È questa la prima domanda che il Comitato si pone, provocatoriamente, allertando i cittadini che quello proposto è un progetto “spezzatino” e che le barriere negli anni a venire verranno riproposte altrove, finanche nelle zone del lungomare.

cittadini in rete

A parlare è Carmela Sica, la presidente del Comitato che batte sui suoi cavalli di battaglia, difesi sin dal 2001 quando il progetto fu originariamente proposto. E si chiede perché in tutta Italia i cittadini si siano opposti al piano di contenimento acustico di Rfi che prevede delle barriere antirumore antiestetiche (alte 8 metri, è il massimo possibile anche se per la conformazione del centro di Termoli dovrebbero essere ancora più alte) e non funzionali. “La stessa Rfi sa benissimo che non risolvono il problema del rumore”. Quello che verrà proposto ai cittadini che abitano nei pressi del tracciato ferroviario sono ‘infissi fono-isolanti a ricircolo d’aria forzata’. Che però costringerebbero i cittadini a “tapparsi in casa”.

Regioni e territori “più avveduti” hanno chiesto variazioni  al progetto, ricorda il Comitato.  “Non è il Molise che blocca l’Italia, tutti gli italiani si sono opposti a questi piani di risanamento acustico. È un modo offensivo di trattarci”.

barriere antirumore

Carmela Sica contesta soprattutto il metodo, nessuna contrarietà al raddoppio ferroviario, che peraltro è un progetto già in essere e bloccarlo non si potrebbe. Così come non si vuole lo spostamento della stazione dal centro di Termoli: “Siamo gli unici che la vogliono davvero difendere così com’è”. Nessun interramento dunque, solo la copertura insonorizzata dei binari, con un progetto alternativo diverso da quello voluto da Sbrocca che parla di ‘interramento della stazione’. La copertura indicata dal Comitato andrebbe dal cavalcavia dell’Università fino a via cavalieri di Vittorio eneto. Una sorta di “scatola” insonorizzata che, aggiunge la presidente del Comitato, “con un progetto europeo si potrebbe qualificare e trasformare in parcheggi o viabilità alternativa”.

Ci si oppone inoltre al fatto che le valutazioni di Rfi siano state fatte su un progetto del 2001 bocciato nel 2004. A rincarare la dose è Ciro Stoico, un cittadino candidato e non eletto in una delle liste pro Roberti. Ad intervenire anche il consigliere regionale del 5 Stelle Valerio Fontana che ha ribadito il ‘no’ della Regione con una mozione approvata quasi all’unanimità (votarono contro solo i consiglieri dem) nell’estate 2018.

sica e fontana

Ora però si chiede di mettere da parte le diatribe politiche e di remare tutti dalla stessa parte. Il riferimento è alle recenti esternazioni di Sbrocca contro Roberti e Roberti contro Sbrocca. “Siamo compatti, facciamolo per Termoli”. Quindi domani, con i vertici di Ferrovie, “bisogna opporsi al progetto, ma solo per ritardarlo chiedendo nel frattempo nuove prescrizioni, una soluzione alternativa”. Altri lo hanno fatto – la stessa Campomarino che ha chiesto di spostare il tracciato dalla costa – e dunque perché non Termoli, si chiede il Comitato? “Finora non abbiamo avuto il coraggio di farle, facciamolo domani perché se perdiamo questo ‘treno’ non lo prenderemo più”. Per Sica e gli altri è dunque ancora possibile fare qualcosa, “noi continueremo a raccogliere le firme in tal senso”.

Il tutto nella consapevolezza che bloccare il raddoppio non si può: il progetto di Rfi è definitivo, e se domani – giovedì – il Comune di Termoli esprimerà un diniego, seppure motivato, non ci saranno ripercussioni concrete. Il doppio binario è una opera strategica, i cui lavori (complessivamente finanziati per 700 milioni di euro) sono già cominciati. Se anche il “faldone” della discordia dovesse andare in consiglio dei Ministri, fin troppo scontato immaginare la risposta: “Rfi può procedere”. E a quel punto Termoli potrebbe ritrovarsi con un piatto indigesto già servito, e nessuna mitigazione ottenuta.