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Stazione, l’ex sindaco insiste per coprire i binari: “L’accordo era vicino, poi è arrivato Toninelli” – SONDAGGIO

Angelo Sbrocca sulla paventata delocalizzazione dello scalo. “Per fortuna Rfi ha detto No”. Tutto il centrosinistra torna a chiedere che il Comune si batta per l’interramento dei binari così da risolvere anche il problema dell’inquinamento acustico e scongiurare la realizzazione di pannelli antirumore. “Col ministro Delrio avevamo avviato il cosiddetto Nodo Termoli. Con Toninelli mai avuto dialogo”

L’idea di spostare la stazione ferroviaria dal centro di Termoli a Pantano Basso sembra tramontata. “Un incubo è finito” ha commentato l’ex primo cittadino Angelo Sbrocca che torna a parlare dopo il No di Rfi ai sindaci di Termoli e Campomarino, ieri a Roma. E Sbrocca è tornato a ribadire quella che a suo modo di vedere resta l’unica soluzione. “La copertura della linea ferrata, non della stazione. Si ricucirebbe la città e non ci sarebbe bisogno dei pannelli anti rumore, che nessuno vuole”.

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A quasi due settimane dalla notizia della proposta lanciata da Francesco Roberti e Piero Donato Silvestri, col sostegno della Regione Molise, durante la conferenza di servizi sul raddoppio ferroviario Termoli-Lesina, il centrosinistra termolese fa sentire univoca la sua voce.

Solo che nel frattempo le cose sono cambiate. Dopo un secondo vertice al Ministero, la proposta di Roberti e Silvestri è tornata in soffitta. Si è invece tornato a discutere dell’interramento dei binari. Addirittura l’assessore regionale Vincenzo Niro si sarebbe impuntato, pretendendo che Rfi si pieghi a questa esigenza e che metta in conto, nel giro di qualche anno, lo spostamento dei binari almeno per l’altro grande problema della linea Adriatica molisana, cioè la frana di Petacciato.

Da quanto trapela, in attesa di un nuovo vertice a Termoli la settimana prossima, non c’è ancora un accordo, ma Rfi e Ministero potrebbero optare per realizzare il raddoppio fino a Pantano Basso e non completarlo sino a piazza Garibaldi, così da evitare la realizzazione delle barriere antirumore, particolarmente osteggiate dal comitato ‘Cittadini in rete’, ma anche dal Comune.

“Quella della delocalizzazione è una soluzione improponibile. Basti guardare la stazione di Vasto, è un esempio lampante” ha esordito Sbrocca. “Fino a che c’era il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, con lui e l’Ad di Ferrovie Maurizio Gentile abbiamo portato avanti il cosiddetto Nodo Termoli”.

Conferenza centrosinistra stazione

Si trattava infatti di un accordo più ampio. “La prima parte riguardava la delocalizzazione della sottostazione elettrica che oggi si trova nei pressi del parco Sant’Alfonso. Inoltre la cessione di alcune aree di risulta per la realizzazione di una ciclopedonale da viale Trieste al cimitero e fino al mare. Fra queste aree era compresa anche via Dante, che abbiamo già acquisito e realizzato. La seconda parte – ha proseguito Sbrocca – riguardava l’interramento della linea ferrata”.

C’è di più. Secondo l’ex sindaco la realizzazione delle barriere va al di là del famoso raddoppio ferroviario. “Ricordo che è in essere una convenzione con Ferrovie dal 2006 e va rispettata o rimodulata”. Una convenzione che obbliga Ferrovie dello Stato a trovare rimedio al rumore del passaggio dei treni entro 15 anni. Saremmo quindi quasi in scadenza. “Le soluzioni possono essere quella di mitigare le sorgenti rumorose e quindi i binari, poi creare espedienti antirumore sul percorso, quindi i pannelli e in terza ipotesi dei percettori, cioè infissi antirumore nelle case. Perché il problema delle barriere antirumore riguarda tutta la dorsale Adriatica”.

Chiaramente occorrerebbe evitare sia la seconda che la terza soluzione, tenendo conto che finora la prima, laddove è stata testata, ha fallito. “Siamo assolutamente contrari alle barriere come indicate da Rfi e progettisti perché è una soluzione al problema ma non la migliore”. Perciò la soluzione sarebbe quella dell’interramento. “Con l’abbassamento della linea ferrata raggiungiamo due obiettivi: quello ecocompatibile cioè ovviare all’installazione delle barriere antirumore, tramite una piastra fonoassorbente coibentata che evita il rumore. Il secondo obiettivo è sanare la frattura che la linea ferrata ha creato a Termoli”.

Un progetto che sicuramente sarebbe dispendioso. “Noi abbiamo valutato una mini fattibilità e chiesto a Rfi se fosse possibile farlo con un loro finanziamento o se fosse necessario un partenariato pubblico-privato o anche dei finanziamenti europei. Altrove è stato fatto o è in fase di studio. Noi eravamo in procinto di formare il Nodo Termoli. Il dialogo si è interrotto quando è diventato ministro Toninelli. Con lui non abbiamo mai avuto rapporti” ha spiegato il consigliere di opposizione rispondendo a una domanda.

La richiesta a Roberti è quella di “continuare a trattare, dal punto di vista tecnico e politico, per questa soluzione. Il tema non ha colori politici”.

Conferenza centrosinistra stazione

Duri i commenti degli altri esponenti di centrosinistra presenti. “La scelta di questa Amministrazione è scellerata, non ho ben compreso le ragioni, se non quella dei pannelli antirumore, per giustificare la delocalizzazione – ha detto Oscar Scurti -. Ma le più importanti stazioni d’Italia sono tutte in posizioni centrali, e poi quella di Termoli ha una storia, è conosciuta. Inoltre la cittadinanza non è per niente d’accordo”.

“Una scelta che mostra una visione politica e di città che non è la nostra, ben più concreta. C’è chi ha protestato per 100 metri di strada chiusa e non ha detto nulla sull’ipotesi di spostare la stazione” per Andrea Casolino.

“La proposta avanzata da Roberti è assolutamente anacronistica e comporterebbe la morte della stazione, infliggendo un duro colpo all’economia e al turismo” secondo Manuela Vigilante.

“Il Pd – ha dichiarato la commissaria del partito a Termoli Maria Chimisso – è un partito che guarda alle infrastrutture per lo sviluppo sociale e il miglioramento complessivo dei territori. Insistere per non fare i miglioramenti mi fa venire un dubbio, che si segua l’idea della decrescita felice”.

“Siamo per migliorare la realtà esistente e quindi tenere la stazione in centro” ha concluso Giorgio De Luca.

La stazione dei treni resta in centro: qual è la soluzione migliore?

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