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Villaggio Coldiretti, grande successo per le aziende molisane: prodotti andati a ruba

Si è chiuso ieri, 29 settembre, il Villaggio Coldiretti a Bologna. Una straordinaria  kermesse che ha visto anche il Molise protagonista, con le sue aziende partecipanti che hanno esaurito i loro prodotti prima della chiusura. Un segnale, questo, estremamente positivo che ha dimostrato l’eccellenza dei nostri prodotti andati letteralmente a ruba.

A rappresentare la regione nel cuore della ‘food valley’ italiana, dove si realizza oltre un terzo della produzione agricola nazionale e nascono le eccellenze del Made in Italy alimentare, da venerdì 27 a domenica 29, nell’area compresa tra il Parco della Montagnola e piazza XX settembre, sono state la Masseria D’Onofrio di Bonefro ed il caseificio Di Iulio di Sant’Elia a Pianisi.

villaggio coldiretti bologna

Pasta, prodotti da forno, farine e olio anche a base di canapa ma anche caciocavalli e tanti altri formaggi a pasta dura o filata, che hanno consentito ai numerosissimi visitatori (oltre 600mila nell’intero weekend) di assaporare un po’ della nostra terra, ribadendo ancora una volta che il Molise esiste ed è una terra tutta da scoprire anche dal punto di vista enogastronomico.

Alla tre giorni del Villaggio Coldiretti con il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo non sono mancate le personalità delle Istituzioni e del mondo politico, dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha sottoscritto con la Coldiretti il Patto del Parmigiano per un ‘Green new deal’, al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, dal Ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, al segretario della Lega Matteo Salvini, dal Governatore della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini all’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, ma anche l’ex premier Romano Prodi, l’europarlamentare Paolo De Castro, Pier Ferdinando Casini (presidente dell’Interparlamentare italiana) e Alfonso Pecoraro Scanio.

Spazio anche alla lotta al cambiamento climatico, con migliaia di studenti scesi in piazza assieme ai giovani agricoltori, e alla solidarietà con la fondazione Campagna Amica che ha donato alla Fondazione San Petronio, legata alla Caritas, una tonnellata e mezza di prodotti tipici di alta qualità raccolti grazie all’iniziativa la “spesa sospesa”.

 

Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha commentato così la manifestazione e quanto emerso dalla visita di Giuseppe Conte: “Un riconoscimento del ruolo del settore agricolo come modello di sviluppo sostenibile nell’esprimere apprezzamento per le parole del Premier, che si è impegnato a non intervenire sul gasolio agricolo e sulla fiscalità in agricoltura accogliendo di fatto le sollecitazioni della Coldiretti. Un provvedimento – ha ricordato Prandini – che non porterebbe alcun beneficio immediato in termini di utilizzo di energie alternative ma determinerebbe solo aumento dei costi che peserebbe sulla competitività dell’agroalimentare nazionale e costringerebbe semplicemente molti pescatori, agricoltori e allevatori a chiudere la propria attività con un devastante impatto ambientale ed occupazionale soprattutto nelle aree interne più difficili. Strategica anche la volontà di investire sulle energie rinnovabili come il biometano agricolo, la nuova frontiera dell’economia circolare e dello sviluppo sostenibile”.

“Apprezziamo anche – ha continuato Prandini –  l’impegno del Premier per l’emanazione dei decreti applicativi per l’etichettatura di origine degli alimenti, per dare la possibilità ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli, a sostegno della quale la Coldiretti ha realizzato una vasta campagna a livello nazionale ed europeo.

Nell’intervento del Premier è importante anche la volontà di dare priorità alla tutela del Made in Italy con tre principi da difendere in tutte le sedi: tracciabilità, sicurezza e qualità, a partire dagli accordi di libero scambio dove bisogna lavorare sulla reciprocità per ottenere sempre il rispetto della parità di condizioni e controlli efficaci per quanto riguarda le norme sull’impatto ambientale, economico e sociale. A sancire il patto del Parmigiano Reggiano è infine particolarmente rilevante – ha concluso Prandini –  l’annuncio del Premier di voler rafforzare la disciplina dei reati agroalimentare di tutela del Made in Italy, riconoscendo il grande lavoro fatto da Gian Carlo Caselli, responsabile dell’Osservatorio Agromafie di Coldiretti”.