Via Matris verso la riapertura: “Aree a rischio delimitate”. Comune a caccia di soldi per la messa in sicurezza

Dopo i sopralluoghi condotti dall’amministrazione insieme al Servizio geologico regionale, la riapertura sembra più vicina. Intanto, si lavora al reperimento delle risorse necessarie ad avvalersi della consulenza di una squadra di rocciatori, la cui valutazione sarà necessaria per capire le reali condizioni dell’area in questione. Il primo cittadino di Campobasso in Consiglio comunale: “Zona pavimentata e pedonabile da potersi ritenere sicura anche nell’evenienza di ulteriori crolli”.

Via Matris, qualcosa si muove. E, fortunatamente, stavolta non si tratta di massi rocciosi. La riapertura del famigerato sentiero che abbraccia collina Monforte, chiuso da un anno e sulle cui sorti si è a lungo dibattuto negli ultimi mesi, potrebbe infatti non essere un’ipotesi così remota. A sottolinearlo è stato lo stesso sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, nel corso del Consiglio Comunale del 12 settembre; non senza tiepide “punzecchiature” alla precedente amministrazione: “La via Matris fu chiusa senza ordinanza dalla precedente sindacatura. Ogni accesso nella zona della via Matris, giusto per chiarire, è stato fatto in assenza di una prescrizione che ne avrebbe evitato un accesso. Ad ogni modo – ha spiegato il primo cittadino rispondendo alla mozione presentata da Mario Annuario (Fratelli d’Italia) – abbiamo proceduto in questo mese ad attuare una serie di sopralluoghi anche con la collaborazione del Servizio Geologico Regionale. Questi sopralluoghi hanno evidenziato problematiche che già si conoscevano e altre che richiederanno la presenza di rocciatori per poter essere approfondite”.

Ecco, sarà dunque proprio la consulenza tecnica dei rocciatori il primo step verso il possibile e agognato lieto fine. Un elemento prioritario, questo, persino dinanzi all’importanza di certe variabili economiche; che pesano non poco e che potrebbero per altro vedere il sostegno da parte della Regione.

“Dobbiamo prima intervenire con i rocciatori – ha spiegato Gravina a Primonumero – che devono dirci lo ‘stato dell’arte’ di tutta la collina; prima della parte attualmente interessata dal crollo e poi anche di tutto il resto, perché le pareti rocciose sono instabili per natura. Sarà sicuramente un discorso molto delicato da gestire, ma al momento non c’è una quantificazione. Con la Regione ad ogni modo già mi sono fatto avanti”.

Serve prudenza, certo, ma pure una certa solerzia per consentire alla cittadinanza di riabbracciare finalmente uno dei luoghi più rappresentativi del capoluogo.

Sicuramente bisognerà attendere ancora un po’; sia per stabilire con certezza l’ammontare della spesa complessiva, sia per capire la misura del supporto finanziario che via Genova intenderà sobbarcarsi. Sperando, in ogni caso, che i buoni propositi non si trovino a naufragare nella “melina” e nei rimbalzi di certe lungaggini burocratico-politiche. Attese ancor più estenuanti, su questo particolare capitolo, rappresenterebbero davvero un ulteriore spreco: di aspettative, soprattutto.

E proprio in ottica d’intervento, lo scorso marzo, l’ex sindaco Battista e l’ex assessore Ramundo avevano ventilato rispettivamente la possibilità di impiegare tecniche moderne per scongiurare il rischio di nuovi crolli (applicazione di resine e cemento nella roccia) e la necessità di uno studio geologico approfondito per affrontare la questione in maniera dettagliata.

Obiettivi comuni, strategie diverse rispetto alla gestione di marca pentastellata.

Al momento, però, l’era dei “lucchetti a tempo indeterminato” sembra finalmente sul viale del tramonto. Il suggestivo passaggio potrebbe infatti essere restituito alla città, quanto meno nella sua componente a fruizione pedonale:

“La collina Monforte, per quella che è la sua conformazione attuale, è soggetta a riconosciute problematiche comunque per gran parte gestibili – ha concluso il sindaco del capoluogo – e dopo i vari approfonditi sopralluoghi effettuati in compagnia dei Vigili del Fuoco e del Servizio Geologico Regionale, abbiamo ritenuto che la zona pavimentata e pedonabile sia da potersi ritenere sicura anche nell’evenienza di ulteriori crolli. Per ora abbiamo ripristinato la recinzioni e con l’introduzione di un’apposita segnaletica, che informerà i passanti che potranno restare in sicurezza nell’are pedonabile da non oltrepassare, abbiamo intenzione di riconsegnarla alla città nel periodo più breve possibile”.

Consiglio comunale Campobasso

Qualche restrizione potrebbe però rendersi necessaria nei mesi più rigidi: “Fino a che non verranno effettuati ulteriori interventi più specifici, in alcuni mesi dell’anno, come quelli invernali, nei quali piccoli smottamenti sono più prevedibili, potremmo pensare di tenerla chiusa. I vigili del fuoco hanno dato la loro disponibilità per alcune operazioni da compiere. Ma oltre alla riapertura della via Matris, stiamo lavorando alla progettazione di una riqualificazione dell’intera collina Monforte. Ci sono fondi regionali da poter utilizzare per questo”.

Il numero uno di palazzo San Giorgio si è pronunciato però anche sulle operazioni di pulizia del parco, attualmente ancora “sotto chiave”: “Abbiamo verificato la possibilità di utilizzare personale della Sea per ripulire la zona. Si tratta di interventi che fino a prova contraria, da statuto, la Sea può effettuare – ha commentato Gravina – Tutti gli interventi di manutenzione degli operatori sono stati effettuati in aree sicure, sicurezza confermata da chi ci ha accompagnato nei sopralluoghi.”