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Via i murales dall’ex Romagnoli: cancellati i volti di Polpetta, Mariano e delle glorie rossoblù. “Tutto come da accordi” foto

Gli esponenti dell'associazione Malatesta motivano la “scomparsa” delle opere che immortalavano alcuni dei protagonisti dell’epopea sportiva rossoblù e non solo: “Al momento della realizzazione ci siamo accordati con i familiari delle persone scomparse e con l’associazione Giovani Talenti Molisani sul fatto, che proprio per la natura artistica di quegli spazi, sarebbero stati cancellati nel corso degli anni per dare inizio ad altri eventi e a nuovi artisti”.

Un cortocircuito. Oppure, semplicemente, un equivoco. La cancellazione dei murales nell’area del Vecchio Romagnoli non ha mancato di suscitare musi lunghi e malcontento, soprattutto perché a troneggiare su quella facciata sono state – fino a qualche giorno fa – le effigi di alcuni dei personaggi più rappresentativi della storia (sportiva e non) del capoluogo.

Ora, con la prossima edizione del “Draw the Line” alle porte, quel “pezzo” di cemento tornerà a costituire la tela per i lavori che altri prestigiosi artisti realizzeranno nel corso dell’attesa manifestazione. Ed è proprio questo particolare ad aver costituito il pomo della discordia.

Da un lato gli associati Malatesta, che rivendicano la natura stessa di quell’accordo che portò, ai tempi, all’allestimento della murata. Dall’altro chi non ha visto di buon occhio la scelta di rinnovare la murata.

La cancellazione dei murales? “Era un accordo preso in fase di realizzazione – spiega Nino Carpenito, dell’associazione Malatesta – Avevamo sottolineato che, nel momento in cui quello spazio sarebbe servito, saremmo tornati a usarlo. Chi prende gli accordi deve rispettarli. Noi stiamo già cancellando tutto, abbiamo già avvisato le varie famiglie. Questo polverone non serve a nulla: bisognerebbe essere più uniti, senza creare divisioni inutil”.

Concetti espressi e rimarcati anche nella nota inoltrata dalla stessa associazione nelle scorse ore: “L’area dell’ex Romagnoli, da troppi anni versa in una condizione di degrado e abbandono. Ormai dal 1999 la nostra associazione, investendo tempo e denaro, continua a dipingere i muri che perimetrano l’intera area. In questi 20 anni sono stati invitati numerosi artisti a colorare quei muri, organizzando eventi o semplicemente realizzando opere di diversi generi. Generalmente – continua il comunicato – i writers più vicini ad un lavoro di ricerca artistica tendono a esprimersi in campi più protetti, come nelle “hall of fame”, spazi a disposizione dei writers in cui dipingere legalmente e su cui si sovrappongono nel corso del tempo diverse opere, proprio perché quel muro rappresenta uno spazio artistico su cui praticare e fare aggregazione”.

Sulla destinazione del muro in questione: “In questi anni abbiamo dato spazio anche ad immagini dedicate a persone scomparse ed idoli che hanno fatto la storia del calcio Campobassano ed ai quali siamo estremamente legati per diverse ragioni. Al momento della realizzazione ci siamo accordati con i familiari delle persone scomparse e con l’associazione Giovani Talenti Molisani sul fatto, che proprio per la natura artistica di quegli spazi, sarebbero stati cancellati nel corso degli anni per dare inizio ad altri eventi e a nuovi artisti. Dopo 4 anni dall’ultimo evento, quest’anno abbiamo deciso di intervenire nuovamente in quell’area dando inizio all’edizione 2019 del DrawtheLine. Dell’ iniziativa abbiamo messo al corrente le famiglie interessate nonché l’associazione Giovani Talenti Molisani. Nello specifico, circa 3 anni fa con gli organizzatori di detta associazione, ci siamo accordati per la realizzazione, essendo stati contattati dagli stessi come referenti per quei muri. Abbiamo sottolineato immediatamente che il lavoro non sarebbe rimasto lì in eterno ma al massimo un paio di anni”.

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Eppure l’inghippo non ha tardato a palesarsi: “Purtroppo – si legge nella nota dei Malatesta – Il referente dell’associazione Giovani Talenti Molisani, insieme ad alcuni consiglieri comunali che avrebbero sicuramente responsabilità sul degrado di quell’area, stanno sollevando un polverone inutile ipotizzando interrogazioni comunali e fomentando l’opinione pubblica pur di farne un “caso”. Noi ribadiamo il massimo rispetto ed il legame indissolubile per le persone rappresentate su quei muri e non è nostra intenzione offendere nessuno. Siamo pronti a dialogare con tutti per spiegare le nostre ragioni e trovare soluzioni alternative.Quello che noi chiediamo è prima di tutto la lealtà sugli accordi presi anche con una stretta di mano e guardandosi in faccia. Chiediamo rispetto per il lavoro che in questi anni stiamo portando avanti per dare una possibilità a questa nostra amata città“.

Fine della questione? “Ai posteri l’ardua sentenza”. Intanto, le vecchie opere hanno ormai lasciato spazio al nuovo “bianco”. E, soprattutto tra i sostenitori di fede calcistica rossoblù, una certa contrarietà ha cominciato a diffondersi, vista la presenza “iconografica” di molti protagonisti dell’epopea sportiva del “Lupo”.