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Tunnel e parcheggi, ricorso al Consiglio di Stato. La ditta va avanti: “O si fa l’opera o si apre a risarcimenti milionari” foto

Franco De Francesco, titolare della impresa che si è aggiudicata il progetto di riqualificazione del centro di Termoli, conferma che ieri è stato depositato a Roma il ricorso contro la sentenza del tar Molise che all’inizio di giugno aveva sollevato alcune obiezioni relative ad atti di competenza regionale, bloccando l’opera. Un’opera che l’attuale Amministrazione non vuole, come ha ribadito in campagna elettorale il sindaco Roberti. De Francesco replica: “Se il Consiglio di Stato ci dà ragione si parte, se invece decide che si deve rifare la Via ci sarà un ritardo. Ma in ogni caso noi siamo regolari aggiudicatari. Se si ferma la riqualificazione si apre a richieste di risarcimenti importanti”.

La ditta De Francesco di Castelpetroso, che si è aggiudicata il progetto definitivo per 19,9 milioni di euro della riqualificazione del centro di Termoli, ha depositato ieri – 17 settembre – il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar Molise arrivata lo scorso 6 giugno, solo due giorni prima del ballottaggio per le Amministrative che aveva assegnato la vittoria elettorale a Francesco Roberti.

Con quella sentenza i giudici del Tribunale Amministrativo di Campobasso avevano censurato nell’iter autorizzativo due segmenti di competenza della Regione Molise che per due volte, per iscritto, aveva ribadito che non occorre la Vas, cioè la Valutazione Ambientale Strategica, non allegata alla corposa documentazione perché, anche secondo l’ufficio legale del Comune (sotto l’ex sindaco Angelo Sbrocca, da sempre grande sostenitore del progetto) era stata superata dagli studi forniti. Per il Tar invece occorreva, e di conseguenza ha annullato gli atti del Comune relativi alla questione Vas.

“Con questo ricorso – spiega a Primonumero.it l’imprenditore De Francesco – noi chiediamo al Consiglio di Stato di riconoscere la legittimità degli atti presentati sia per quanto riguarda la Vas che la Via, Valutazione Impatto Ambientale”.

I giudici molisani hanno sottolineato che la Regione ha sbagliato a valutare solo il parcheggio multipiano, invece che il progetto nel suo complesso. Secondo la ditta che da anni sta portando avanti il progetto per realizzare il tunnel, il parcheggio interrato sotto piazza Sant’Antonio, la riqualificazione di Pozzo Dolce con strutture ricettive e residenziali a gestione privata e il teatro da 800 posti, invece, l’istruttoria dell’Arpa e la determina della Regione si riferiscono a tutte le opere. In pratica un equivoco che “al quale speriamo che il Consiglio di Stato possa porre rimedio”.

In ballo ci sono un’opera da 20 milioni di euro, la gestione trentennale del parcheggio sotterraneo da 600 posti auto e rotti, una drastica trasformazione del “volto” del centro urbano che è stata oggetto di una tenace battaglia politica, prima ancora che giudiziaria, e che ha visto l’attuale Amministrazione presieduta da Roberti opporsi alla riqualificazione così come è stata concepita dal predecessore Sbrocca e dalla sua maggioranza.

L’attuale governo cittadino ha scelto di non presentare alcun ricorso contro la sentenza del Tar, che al contrario è stata la scelta intrapresa dall’aggiudicatario, la De Francesco Costruzioni. “Noi andiamo avanti, sull’opera sono state investire risorse economiche e umane, tempo e denaro, e riteniamo che vada incontro alle esigenze di modernizzazione e servizi della città di Termoli” chiarisce lui, smentendo radicalmente che sia in corso qualche negoziazione per rimodulare il project financing e ammorbidirlo rispetto alle necessità politiche della nuova amministrazione comunale.

Il Tar – ricorda Franco De Francesco – aveva confermato senza dubbio che noi siamo l’aggiudicatario. L’aggiudicazione resta definitiva e noi dobbiamo poter esercitare il nostro diritto”.

Come e quando questo avverrà è ancora incerto dati anche i tempi notoriamente lunghi della giustizia. Se il consiglio di Stato dovesse dare ragione al ricorrente, per la riqualificazione di Termoli si aprirebbe la strada della immediata eseguibilità, fatte salve nuove disposizioni decise in Consiglio Comunale. Se i giudici superiori del diritto Amministrativo invece dovessero confermare le censure del Tar Molise, si dovrà procedere a sanare le questioni di Vas e Via. “Ci sarà un ritardo rispetto ai tempi ipotizzati – sintetizza De Francesco – ma comunque si andrà avanti sulla stessa strada, quella della realizzazione”.

Qualora il Consiglio comunale di Termoli, con una decisione di natura politica, scegliesse di revocare gli atti e fermare l’opera, per il titolare della ditta non esistono dubbi circa “la richiesta che avanzeremo di risarcimenti. E’ evidente, ma io mi auguro che l’opera si possa fare, considerando anche che Termoli ha un bisogno assoluto di parcheggi e nessuno può affermare il contrario e che, per quanto riguarda il tunnel, è stato inserito nel Piano del Traffico che a sua volta è contemplato nel Piano Regolatore del Porto di Termoli”, un progetto da 27 milioni di euro del quale è già stato finanziato il primo stralcio.

Nell’attesa che si arrivi a una conclusione sul fronte giudiziario, la palla passa alla politica che, come accade sempre quando ci sono di mezzo grandi opere controverse, è chiamata a bilanciarsi tra linee di programmazione, programma elettorale e rischio di pagare indennizzi elevati in caso di revoca. In questo caso si parla di svariati milioni di euro di risarcimento. Difficili da quantificare con esattezza (secondo i legali a occhio e croce sarebbero almeno 5 o 6) ma abbastanza da porre un fondato motivo di responsabilità in tutti i soggetti coinvolti. Tanto che lo stesso De Francesco suggerisce: “Chi si assumerà la responsabilità politica di pagare importi così alti per stracciare un’opera che ha concluso, praticamente, il suo iter autorizzativo?”.