Tumori, mortalità e ambiente: la paura di Venafro avrà risposte dalla scienza. Parte lo studio col Cnr di Pisa

Firmata la convenzione tra i centri della piana venafrana e l’Asrem (con il pieno sostegno della Regione che ha finanziato il progetto), è stata ufficialmente avviata l'indagine scientifica sulla zona che da anni vive nella paura e nell'incertezza che patologie e decessi anche tra i più giovani siano legati a potenziali rischi ambientali

Non è solo Terra dei fuochi o Ilva. Quando si pensa a territori “malati” che causano danni alla salute delle popolazioni, il pensiero va automaticamente all’area tra Napoli e Caserta tristemente nota per lo sversamento e i roghi di rifiuti tossici oppure a  Taranto. Ma, in realtà, sono molto di più le zone inquinate nel nostro Paese sulle quali a tutt’oggi sono in corso studi e accertamenti scientifici per dare risposte alle domande e ai dubbi della popolazione preoccupata dal presunto aumento di malattie e casi di mortalità che riguardano sempre più giovani.

La piana di Venafro da tempo è una di quelle zone che da tempo – grazie all’operato e alla costanza delle mamme coraggio – chiedeva risposte scientifiche alle paure denunciate ed esposte pubblicamente.

Il sindaco della cittadina Alfredo Ricci, assieme ai colleghi di Macchia d’Isernia, Filignano, Monteroduni, Montaquila, Pozzilli, Sesto Campano con il pieno sostegno della Regione Molise, questa mattina – proprio a Palazzo Vitale – ha firmato la convenzione con l’Asrem (presente il direttore sanitario Antonio Lucchetti) per avviare ufficialmente l’indagine scientifica che punta a scoprire se esiste un nesso tra ambiente e patologie riscontrate del territorio.

All’incontro c’era anche il direttore generale della Regione, Lolita Gallo, che in questi mesi con il presidente Toma, i tecnici incaricati e il sindaco Ricci hanno lavorato giorno e notte per individuare i 60mila euro utili al progetto e per la strutturazione della convenzione che punta a chiarire tutti i dubbi e le incertezza sullo stato di salute del territorio venafrano.

Partner dello studio l’istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa.

“Abbiamo affrontato in questo modo – ha detto il governatore – un problema richiesto dagli abitanti che hanno diritto a risposte serie e certe. Si vuole quindi capire se i casi rilevati finora soltanto come percezione, abbiano delle correlazioni con l’ambiente che siano scientificamente valide”.

Il Comune di Venafro si impegna quindi a svolgere le attività del progetto e a consegnare relazione relativa agli esiti dell’indagine nonché la rendicontazione economica delle somme utilizzate. A coordinare il lavoro ci sarà l’Asrem che fornirà al comune venafrano tutti i dati relativi ai casi di mortalità e ai ricoveri a partire dal 2006.

Entusiasta il sindaco Alfredo Ricci che ha parlato di “giornata di responsabilità istituzionale, in cui le istituzioni a tutti i livelli (Regione, Comuni e Asrem) cercano di mettere un punto su un tema che crea paura e dubbi provando a ricondurre in ambito scientifico l’evidente allarmismo”.

Poi precisa che la “piana di Venafro non è la terra dei fuochi. Ma certamente esistono criticità che suscitano preoccupazioni e quindi necessitano di risposte di tipo scientifico e questo al di là di ogni personalismo”.