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Tartarughe aliene, esemplare sfuggito alla rete investito da auto. Ora tocca al Comune mettere in sicurezza il laghetto

Dopo il censimento degli scienziati, che gratuitamente hanno fornito la loro competenza all’Amministrazione evitando una multa salata, le tartarughe divise per genere sono state messe temporaneamente nella vasca piccola della piscina. Qualcuna è sfuggita al monitoraggio, perché la rete del laghetto è bassa e gli esemplari possono entrare e uscire. Una di loro è stata investita da un’auto ma non “barbaramente uccisa” come si racconta sui social. Al Comune di Termoli viene chiesto di accelerare i lavori di messa in sicurezza.

Tartarughe “aliene”, laghetto senz’acqua, presunte barbare uccisioni di tartarughe. Sui social è polemica. C’è chi sostiene che la poca acqua lasciata nello stagno del parco di Termoli mette a rischio le tartarughe. Un timore infondato, dal momento che non si tratta di animali acquatici: le tartarughe non hanno branchie bensì polmoni e vivono benissimo anche con poca acqua.

C’è chi grida alla barbarie per una immagine che ha fatto il giro di facebook e di whatsapp, e che mostra una tartaruga col carapace rotto. La segnalazione è arrivata a tutti i giornali online, Primonumero compreso. “Ne abbiamo trovata una morta in modo orribile, tirata fuori per gioco e poi uccisa. Non è accettabile, tra chi fa barbecue e lascia i carboni sul prato secco, immondizia ovunque, questo accanirsi su un animale anche protetto dal cites è troppo”.

Falso anche questo, come confermano gli esperti che abbiamo interpellato. La tartaruga – una delle tartarughe originarie del centro America, non autoctone – è stata verosimilmente investita da un’auto. “L’esame macroscopico conferma che è stata investita” chiarisce Nicola Norante, che ha coordinato gli scienziati che con generosità e per amore della natura hanno messo a disposizione la loro esperienza gratis, procedendo al censimento delle specie presenti nel laghetto, che sono state spostate temporaneamente nella vasca piccola della piscina poco distante, separate da un barriera anche questa provvisoria.

Questa mattina Norante, con i veterinari della Asrem, è tornato al parco per verificare lo stato delle cose. Nessuna tartaruga è stata trovata nella melma del laghetto, che resta in attesa di essere riempito di acqua e adeguato alla norma con una barriera che impedisca ai femmine e ai maschi di entrare in contatto per evitare la riproduzione fuori controllo di una specie che inquina l’ecosistema. La Trachemis Scripta infatti – ovvero la tartaruga in questione – non è autoctona e costituisce una minaccia per il delicato equilibrio ambientale del parco. Ma visto che la Regione Molise non si è dotata di un centro di raccolta adatto, come richiesto dalla norma, per il momento le tartarughe americane dovranno restare nel parco, purchè appositamente divise fra femmine (che sono 100) e maschi (che sono 61).

“Quello che era il nostro compito è terminato – spiega Nicola Norante – perché il censimento è finito e le tartarughe sono state spostate nella piscina in attesa di venire inserite nel laghetto, dove oltre a una barriera interna che eviti la contaminazione occorre una rete di protezione a maglia molto più stretta e con copertura in alluminio che possa impedire alle tartarughe di entrare e uscire”.

Probabile infatti che gli esemplari avvistati da diversi cittadini si siano introdotti nel laghetto in un secondo momento rispetto al censimento, spostandosi dalla vegetazione attorno all’acqua. “Stamattina però, come hanno verificato i veterinari Asrem, nessuna tartaruga si trovava nel laghetto”.

Probabile anche che uno di questo animali “sfuggiti” sia stato investito, chiaramente per errore, da un’autovettura. L’immagine mostra chiaramente che metà del carapace è schiacciato dove sono passate le ruote.

Per evitare comunque che accadano altri episodi del genere, e per mettere a tacere una polemica su ipotetici trattamenti barbari che qualcuno starebbe riservando alle tartarughe, è bene che il Comune di Termoli proceda in fretta (d’altronde sono passati già diversi giorni) e adempia alla norma, migliorando la barriera perimetrale del laghetto e creando il divisorio tra maschi e femmine. A quel punto le tartarughe saranno riportate nel laghetto, nuovamente riempito di acqua. L’assessore all’Ambiente Rita Colaci è stata informata.