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Sequestrati quattro cellulari in carcere, nuova denuncia del sindacato

Il sindacalista della polizia penitenziaria ha segnalato il ritrovamento di altri telefonini in soli due giorni e chiede interventi urgenti: “Quelli che erano stati inseriti nel decreto sicurezza bis sono stati rimossi da Lega e M5S”

In 48 ore sono stati trovati quattro telefonini cellulari tra le mura del carcere di Campobasso. “Uno di questi micro telefonini era addirittura nascosto nelle parti intime di un recluso”, la denuncia è di Aldo Di Giacomo segretario del sindacato di polizia penitenziaria che questa mattina ha segnalato quella che definisce una vera e propria emergenza tra le tante, in una conferenza stampa convocata davanti al penitenziario di via Cavour.

Una strategia di controllo e di pene esemplari che funzionassero come deterrente era stata pensata e contemplata nel decreto sicurezza bis, ma le proposte“sono poi state rimosse dallo stesso Movimento cinque stelle e dalla Lega”.

Certo è che per Di Giacomo “avanti così non si può andare”. Senza sminuire l’importanza del carcere di Campobasso ricorda, infatti, che questi episodi avvengono tranquillamente anche in penitenziari più grandi con una popolazione carceraria “più pericolosa” e dunque sollecita il governo e all’amministrazione a  riflettere sui dovuti provvedimenti da adottare.

A dimostrare la pericolosità dei contatti con l’esterno permessi dall’utilizzo dei micro cellulari cita anche le recenti operazioni di polizia avvenute nella casa di reclusione campobassana che hanno permesso di scoprire non soltanto una continua relazione  con persone che vivono fuori dalle mura carcerarie ma anche il ritrovamento di droga che con molta probabilità veniva poi consumata dai detenuti in cella.