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Scuole a rischio sismico: “Altro che tunnel, bisogna investire sulla sicurezza degli edifici”

Il Partito di Rifondazione comunista: "Quasi tutti gli edifici scolastici (70%) hanno problemi strutturali, come denunciato dall'Ordine dei Geologi"

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Nuovo anno scolastico, restano i vecchi problemi legati alla sicurezza degli edifici scolastici. E’ il Partito di rifondazione comunista a lanciare di nuovo l’allarme sulle condizioni in cui versano gli istituti scolastici.

“Purtroppo per le scuole rimangono i vecchi e irrisolti problemi, come la messa in sicurezza degli edifici scolastici che presentano nella quasi totalità e per tutto il territorio regionale problemi strutturali, anche perché tutta le Regione Molise è a rischio sismico e idrogeologico. Del resto, solo poco più di una anno fa, il Basso Molise è stato colpito da una scossa di terremoto abbastanza forte e lo sciame sismico non ancora è concluso. Come tutti sappiamo la dorsale Appenninica, che va dall’Emilia Romagna fino alla Calabria, è a forte rischio sismico e, in qualsiasi momento, potrebbero scatenarsi dei terremoti come quello del 24 agosto 2016 al confine tra Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria, oppure come quello accaduto il 16 agosto 2018 in Basso Molise”.

Anche se “come dichiarato dagli esperti, questi terremoti non sono eventi molto rilevanti dal punto di vista sismico, ma i danni sono causati soprattutto dal fatto che l’uomo, non è intervenuto per mettere in sicurezza il territorio e il patrimonio edilizio esistente”.

Eppure il Molise è una zona ad elevato rischio sismico. “Nessuno dei 136 comuni molisani – ricorda il Partito di Rifondazione Comunista – risulta essere nella zona 4 con pericolosità sismica molto bassa: solo 7 comuni nel Basso Molise risultano essere nella zona 3 con pericolosità sismica bassa e i restanti 129 comuni molisani si trovano nelle zone 1 e 2 con pericolosità sismica alta e media, dove si potrebbero verificare terremoti abbastanza forti, così come accaduto spesso negli ultimi anni a partire da quello di Isernia del 1984, passando per quello dei Monti Frentani del 2002, quello di sabato 16 gennaio 2016, del 9 Agosto 2016 e per ultimo l’evento verificatosi il 16 agosto 2018″.

Dunque per il Partito di Rifondazione comunista, il problema delle scuole sicure dovrebbe essere al primo posto nell’agenda della politica alla luce della tragedia di San Giuliano di Puglia.

Tali disastri possono essere evitati scegliendo di utilizzare i soldi pubblici non per opere inutili e dannose (come il tunnel di Termoli), ma per la messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio esistente, sia pubblico che privato, a partire dalle scuole di tutta la regione; il dato preoccupante è che quasi tutti gli edifici scolastici (70 %) hanno problemi strutturali, come denunciato più volte dall’Ordine dei Geologi del Molise. La messa in sicurezza delle scuole, degli edifici pubblici e privati, oltre alla garanzia della incolumità fisica degli alunni, dei lavoratori della scuola e dei cittadini tutti, darebbe respiro alle Imprese molisane e lavoro immediato ed esigibile a centinaia e centinaia di lavoratori edili e di tutto l’indotto (laterizi, calcestruzzo,legno arredo,cemento), considerata anche l’estrema crisi del settore edile (più volte denunciato dalla CGIL ), che ha causato la perdita del 50% degli addetti e la chiusura di quasi tutte gli impianti produttivi del settore (calcestruzzo,lapidei;legno,prefabbricati cementizi)”.

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