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Scatta la rivolta contro la ‘fusione’ dei musei: “Si rischia di privatizzare la cultura”

Nel pomeriggio di oggi (6 settembre), l’associazione “Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali” protagonista della mobilitazione nazionale andata di scena anche a Campobasso dinanzi alla sede del Museo Sannitico. La responsabile per il Molise, Daniela Pietrangelo: “Il decreto, nello specifico, incide pesantemente sui poli museali, cancellandoli e accorpandoli con altre regioni: anche quelli molisani verranno uniti a quelli dell’Abruzzo. Noi diciamo no!”.

La piazza, come sede della protesta. L’impegno sul campo, quale mezzo per testimoniare l’importanza di una battaglia dalle implicazioni significative. L’associazione “Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali” ha ribadito oggi (6 settembre), a Campobasso, il “no” convinto agli accorpamenti previsti dal decreto Bonisoli.

Isabella Astorri museo

Nel corso del sit-in andato di scena dinanzi al Museo Sannitico del capoluogo – iniziativa sostenuta anche da “Italia Nostra”, Sipbc e Il Bene Comune – la responsabile per il Molise, Daniela Pietrangelo, ha esposto le ragioni del dissenso: “Oggi siamo qui per protestare contro questo decreto attuativo, emanato il14 agosto ed entrato in vigore il 22. Il Molise e Campobasso rispondono dunque a una iniziativa nazionale; abbiamo organizzato questa giornata proprio per dire no alla riforma Bonisoli. Il decreto, nello specifico, incide pesantemente sui poli museali, cancellandoli e accorpandoli con altre regioni: anche quelli molisani verranno uniti a quelli dell’Abruzzo, per cui ci sarà un unico direttore a capo di 28 musei nel caso della nostra regione”.

La mobilitazione, dunque, chiede con forza il ritiro del decreto, al fine di scongiurare così gli scenari ad esso connessi.

Presente all’appuntamento anche Isabella Astorri, della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (Sipbc): “Fin dal mese di aprile maggio – ha spiegato- si è chiesto l’ intervento delle istituzioni; richieste che qui non hanno avuto alcuna risposta . La classe politica locale è latitante per quanto riguarda i beni culturali”.

“Tutta quest’aria e norme di organizzazione, profondamente dannosa per il futuro del patrimonio culturale pubblico, è stata sancita per decreto da un governo dimissionario alla vigilia di Ferragosto: il più nascostamente possibile” – si legge nella nota diffusa. Motivazioni che hanno spinto gli organizzatori alla mobilitazione contro accorpamenti e privatizzazioni.

Ma Campobasso non è l’unico centro ad ospitare dei presidi: la questione sarà infatti portata dall’associazione “Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali” anche a Roma, Venezia, Pompei, Firenze, Milano, Torino, Perugia, Pescara, Lecce, Bari, Bologna e Taranto.