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Sanità e Punto Nascite, “dopo le promesse nulla è stato fatto”. Il Comitato chiede di tenere fede agli impegni

Nonostante i buoni propositi e i proclami nulla è stato fatto in un settore cardine e in grave difficoltà: come il servizio sanitario regionale. Il Comitato San Timoteo chiede di uscire dall’ “oscurantismo” e chiede alla classe dirigente, “in primis ai Sindaci e al Consiglio regionale, di assolvere ai propri compiti e dare immediata attuazione a quanto già disposto”. Intanto secondo le indiscrezioni nella bozza del Piano Operativo Sanitario dei prossimi 3 anni non ci sarebbe il Punto Nascite del San Timoteo, per il quale il ricorso si discuterà il 23 settembre. "Ma la soluzione deve essere politica, non giudiziaria".

“Nonostante i buoni propositi nulla è stato fatto in un settore cardine e in grave difficoltà: il nostro servizio sanitario regionale”. Il Comitato San Timoteo chiede di uscire dall’ “oscurantismo” che avvolge il settore sanitario regionale, e chiede all’intera classe dirigente, “in primis ai Sindaci e al Consiglio regionale, di assolvere ai propri compiti e dare immediata attuazione a quanto già disposto”.

Tanto più che oggi è ancora più importante il ruolo della delegazione parlamentare molisana nel rappresentare al governo le esigenze del territorio e nel dare le giuste soluzioni alle aspettative della gente.

Nicola Felice, presidente del Comitato, riepiloga le vicende degli ultimi mesi. “Da agosto, in meno di due mesi  nel nostro Paese abbiamo vissuto un eccezionale movimentismo politico fino a giungere, dopo una crisi lampo mai vista nel passato della storia repubblicana, alla formazione di un nuovo Governo, diametralmente opposto all’esistente. Un fatto che dalle posizioni e dichiarazioni rilasciate fino a poche ore prima dai rappresentanti dei partiti e movimenti politici, nessuno poteva mai immaginar”.

In Molise, al contrario, nulla è accaduto. Immobilismo completo. “Prima delle ferie estive ci siamo lasciati con il Consiglio comunale di Termoli monotematico,con l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno che impegnava il Sindaco a intavolare un rapporto con il Presidente della Regione, i Commissari ad acta alla Sanità e i Ministri della Salute e dell’Interno.

Pochi giorni prima anche il Consiglio regionale aveva tenuto, pur in assenza dei Commissari, una seduta consiliare sulla sanità, che dopo un lungo ed estenuante dibattito, non sempre qualificante, tra maggioranza e opposizione, è giunto all’approvazione unanime della mozione condivisa dalla maggioranza e parte della minoranza. Il dispositivo approvato impegnava il Presidente del Consiglio a convocare in tempi brevi un’altra seduta consiliare sulla Sanità, in data da concordare con i Commissari, tale da avere la loro presenza; inoltre impegnava a costituire una Commissione speciale, temporanea e senza oneri, per la Sanità.

Anche a sentire la disponibilità di alcuni consiglieri regionali di lavorare anche nei giorni di agosto, si auspicava che la costituzione della Commissione speciale, avvenisse in pochi giorni, per creare l’occasione di confronto, ascolto e accoglimento di riflessioni, idee e proposte da parte dei portatori di interessi: Sindaci in primis, Enti e soggetti del settore,  Sindacati, rappresentanti di categorie, Ordini  professionali, Comitati, Associazioni, …

Ciò era quanto indicava il nostro Comitato la richiesta di approvazione di un atto di indirizzo contenente le linee di programmazione del servizio sanitario regionale, nella richiesta inoltrata in precedenza ai Componenti il Consiglio regionale”.

Un passaggio, questo, propedeutico alla Commissione per definire la proposta delle linee di programma per la riorganizzazione del servizio sanitario regionale, da approvare con un atto di indirizzo in Consiglio regionale. Atto che potrà essere utile per rapportarsi con i Commissari, il Tavolo Tecnico Interministeriali, oltre che con i Ministeri della Salute e dell’Economia e Finanze, sia in fase di redazione del Piano Operativo Sanitario 2019-2021,  che nell’iter di approvazione del nuovo Patto per la salute, con la richiesta di modifica oppure di deroga per il Molise del decreto Balduzzi.

“Le ferie sono ormai finite – denuncia il Comitato – il Consiglio regionale ha ripreso i suoi lavori da diversi giorni e nulla è stato ancora fatto e dato sapere su quanto disposto: nuovo Consiglio monotematico con la presenza dei Commissari, e costituzione della Commissione speciale sulla sanità.

Finora le criticità restano tutte, anzi risultano aggravate, anche per l’Ospedale San Timoteo nulla è cambiato. Sul Punto nascite, che tanto clamore ha provocato, dopo la sospensiva del Tar, pende ancora l’esito del ricorso, promosso dall’Asrem e dai Commissari al Consiglio di Stato in discussione il prossimo 26 settembre”.

Il Comitato continua a ritenere che la soluzione al problema non possa essere giudiziaria, ma debba essere politica. E ricorda che il Tavolo Tecnico nella seduta di aprile scorso ha rimandato la decisione al nuovo P.O.S. 2019-2021, che il Commissario Giustini ha preannunciato di aver già consegnato in bozza al Tavolo Tecnico, e che lo stesso P.O.S. potrà essere definito per il prossimo ottobre”.

Cosa accadrà? Le indiscrezioni negli ambienti riferiscono che il Commissario nella bozza della nuova programmazione avrebbe  escluso il Punto nascite di Termoli. “Per evitare che ciò possa materializzarsi occorre far valere le nostre ragioni ricordando in primis che le Regioni, in virtù dell’autonomia organizzativo gestionale conferita dalle modifiche del titolo V della Costituzione, hanno la facoltà di definire la propria rete dei punti nascita a prescindere dai pareri consultivi espressi dal Comitato Punto Nascite, assumendosene la piena responsabilità qualora risultino non allineati a quanto previsto dall’Accordo 16/12/2010, dal Dm 11/11/2015 e dal Dm 70/2015”.