Roberti o Caporicci per la presidenza della Provincia: un’elezione che interessa solo i politici

Nel disinteresse generale domani si saprà il nome del successore di Antonio Battista, decaduto dopo aver perso le elezioni comunali di Campobasso. Sfida fra il sindaco di Termoli e quello di Portocannone, ma i risvolti saranno esclusivamente politici

Martedì 3 settembre la Provincia di Campobasso eleggerà il suo nuovo presidente. Una notizia che è pressoché sconosciuta alla popolazione, visto il ruolo marginale che l’ente provinciale ha assunto a partire dalla legge Delrio del 2014, una riforma che l’ha totalmente depotenziato togliendo ai cittadini la possibilità di eleggere i propri rappresentanti.

La sfida, per i pochi che avranno l’interesse di seguirne l’esito, è fra il sindaco di Termoli Francesco Roberti e il suo omologo di Portocannone, Giuseppe Caporicci. Il primo, espressione di Forza Italia e quindi di centrodestra, il secondo del Partito Democratico e quindi di centrosinistra. La nuova elezione si è resa necessaria a causa della decadenza di Antonio Battista, il quale non può più ricoprire il ruolo non essendo dal giugno scorso più il sindaco di Campobasso.

Non saranno eletti i consiglieri, che restano in carica a differenza del presidente. Attualmente le proporzioni in consiglio provinciale sono nette: otto consiglieri espressioni del centrodestra: Alessandro Amoroso, Orazio Civetta, Simona Contucci, Angelo Del Gesso, Michele Marone, Mariacristina Spina, Simona Valente e Vincenzo Sabella. Solo due di centrosinistra, vale a dire Giuseppe Aristotile e Gigino D’Angelo. Non ha esponenti in Provincia il Movimento Cinque Stelle, il quale fin da principio ha affermato di non riconoscere il ruolo dell’ente provinciale e non partecipa al voto.

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Chiamati al voto 982 fra sindaci e amministratori di tutti gli 84 Comuni della Provincia escluso Bojano, paese commissariato dopo le dimissioni del sindaco. Per votare dovranno recarsi nel seggio costituito nella Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso in via Milano, a Campobasso, dalle 8 alle 20.

Con la legge Delrio, per la conta dei voti verrà utilizzato il cosiddetto voto ponderato. In sostanza il valore del voto sarà commisurato alla grandezza del Comune rappresentato dal singolo elettore. Per farla breve, verrà dato maggiore peso ai voti dei consiglieri di Campobasso e Termoli rispetto a quelli di centri piccoli come Salcito o Matrice. Lo scrutinio sarà immediato ed è verosimile che in serata si conoscerà il nome del nuovo presidente.

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Francesco Roberti, sindaco di Termoli, si appella non solo a un centrodestra che, nel caso di Campobasso e a differenza di Isernia, si presenta compatta, bensì a tutti gli amministratori del territorio che intendono dare una soluzione concreta a emergenze e criticità rappresentate da strade, scuole, ambiente. Settori ancora di competenza della Provincia. Il suo è un appello pratico a fare squadra per affrontare le necessità in maniera rapida e concreta.

Giuseppe Caporicci, sindaco di Portocannone, lancia il suo appello così: “Domani gli amministratori della Provincia di Campobasso saranno chiamati al voto per eleggere il presidente della Provincia. Nonostante questo Ente abbia subito, a causa di recenti riforme incomplete ed inorganiche, un drastico ridimensionamento delle proprie dotazioni finanziarie, riveste ancora il ruolo di importante presidio territoriale con competenze delicate quali quelle sulle strade, sulle scuole superiori nonché su diverse tematiche di rilevanza ambientale. Nella mia quotidiana attività di Sindaco a capo di un Ente privo di risorse e con grandi problemi di dotazione organica (situazione che purtroppo si riscontra nella maggior parte dei Comuni della nostra Regione), ho accettato di candidarmi alla Presidenza della Provincia di Campobasso per contribuire a portare all’interno dell’Ente Provinciale la mia esperienza di Amministratore di una piccola comunità, che spesso incontra difficoltà nel relazionarsi con gli Enti territoriali di livello superiore e che altrettanto spesso è chiamato a rimboccarsi le maniche in prima persona per dare risposte ai Cittadini. Il mio auspicio è che i colleghi amministratori che saranno chiamati domani alle urne, facciano una scelta consapevole, al di là delle appartenenze politiche e delle rappresentanze di territorio. Buon voto a tutti”.

La vera questione, oltre a quella sull’interesse della popolazione, è quella sul reale ruolo del presidente e dell’ente provinciale. Oggi la Provincia non interessa perché ha perso il suo significato, è diventato un ente preposto a settori fondamentali come le strade e le scuole, senza però avere le risorse, economiche ma in molti casi persino professionali, per gestirle.

Le infrastrutture, tanto per dirne una, sono in condizioni disastrose e a parte l’impegno del presidente Battista che a parole ha cercato di recuperare fondi, il risultato in molti casi è che le strade sono in condizioni disastrose e la Provincia non ha i soldi per rimetterle in sesto. Normale che davanti a questa evidenza i cittadini si chiedano la reale utilità dell’ente e di questa elezione, dalla quale come detto i cittadini sono stati esclusi. Perciò il significato di questa sfida appare tutto politico, nel continuo misurarsi fra partiti e coalizioni, anche alla luce del sorprendente risultato della provincia di Isernia.