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Reddito di Residenza, la neo Fondazione QuidNovi approva: “Ma non risolve spopolamento”

Si alza una voce a favore del provvedimento del Reddito di Residenza attiva lanciato di recente dalla Regione Molise. È quello della Fondazione QuidNovi che nasce da una costola del comitato di sviluppo imprenditoriale di Forche Caudine.

La Fondazione afferma di essere “un nuovo soggetto con maggiore autonomia, risorse e incisività rispetto alla vocazione più culturale che ha da sempre caratterizzato l’associazione Forche Caudine, sodalizio dei romani di origine molisana”.

A proposito del Reddito di Residenza, la Fondazione QuidNovi ritiene “sorprendente vedere, e leggere, come sui social molisani e sulle testate giornalistiche regionali e non, stia dilagando il concetto che il Reddito di Residenza, misura proposta dal Consigliere regionale Antonio Tedeschi, sia risolutiva al problema dello spopolamento delle aree interne. Altrettanto sorprendente è vedere come il Molise, rispetto al resto del mondo abbia idee diverse”.

“Come Fondazione QuidNovi non pensiamo – prosegue l’intervento – che sia una misura definitiva o risolutiva al problema della perdita di residenti. Così come, crediamo, lo pensi lo stesso Consigliere Tedeschi. Ma, analizzando in ottica imprenditoriale i termini del bando, è certo che la somma rimarrebbe quasi interamente nel territorio molisano, salvo frodi”.

Robert Ciccolini, imprenditore del settore IT e Horeca, che è stato volontario nel comitato imprese dell’associazione Forche Caudine, ora Fondazione QuidNovi, dichiara che “la proposta del reddito di residenza mi sembra intelligente e finalmente è la prima a non ledere interessi reali della regione Molise. Tedeschi è uno dei pochi politici giovani, propositivo e pulito che si muove trasversalmente alle strategie vecchie e locali – continua Ciccolini-  compatibilmente alle possibilità che ha a disposizione e come anche il resto del mondo ha recepito l’idea non è malvagia”.

Tuttavia, leggendo il bando, viene evidenziato che “a essere finanziati sarebbero solo i primi tre anni, e non i cinque previsti. 24 mila euro complessivi che, verrebbero rimessi nel circolo finanziario locale, cosa che riteniamo saggia ma non sufficiente. Il commercialista, l’iscrizione alla Camera di commercio di rifermento, l’affitto o l’acquisto del locale e della casa, il gasolio/benzina per i mezzi di trasporto e via discorrendo per 5 anni superano sicuramente l’importo ricevuto, creando un Dare maggiore dell’Avere. Perché finanziare solo tre anni quando, invece, bisogna risiedere per cinque?”

Secondo la Fondazione QuidNovi “purtroppo nel 2019 l’assistenzialismo è finito: questa misura è un ‘premio’ a chi decide di trasferirsi in un comune sotto i 2000 abitanti, per almeno 5 anni e per avviare una attività commerciale. Ed è un premio proprio perché fare impresa e vivere in tali luoghi può diventare difficile. È un bonus per aiutare l’avvio imprenditoriale con l’obiettivo di aumentare il prodotto interno lordo (il Pil) locale. Creare un indotto economico virtuoso che possa, di conseguenza, aumentare anche la popolazione del paese interessato”.