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Reddito di residenza, dopo le critiche Tedeschi difende l’idea: “Solo il primo passo”

Il consigliere regionale di Popolari per l’Italia Antonio Tedeschi replica alle parole del circolo dei molisani a Roma, Forche Caudine, che di recente ha aspramente criticato il provvedimento da lui proposto e denominato ‘Reddito di Residenza’. Nel farlo, Tedeschi difende l’iniziativa.

“Leggo con dispiacere le esternazioni dell’Associazione Forche Caudine a proposito dell’Avviso Pubblico per ‘l’accesso al Fondo in favore di soggetti che andranno a risiedere nei comuni con popolazione fino a 2000 abitanti’. Dichiarazioni che, mio malgrado, devo interpretare come l’ennesimo approccio negativo al lavoro che, come istituzioni, tentiamo di portare avanti, non senza sacrifici, nell’interesse della nostra terra – scrive Tedeschi -. I No “a prescindere” sono quelli che fanno più male, anche se mi rincuora sapere che non tutti i membri dell’Associazione capitolina la pensano allo stesso modo. Ho avuto io stesso occasione, in queste ore, di sentire associati che, al contrario, hanno accolto molto positivamente l’iniziativa”.

Il promotore del cosiddetto “Reddito di Residenza Attiva” si dice per nulla intenzionato a fomentare le polemiche e coglie l’occasione per tornare ad evidenziare le intenzioni e gli obiettivi dell’Avviso Pubblico.

“Questa misura è nata con l’idea di porre un freno al triste fenomeno dello spopolamento che sta colpendo la nostra regione. Si rivolge ai comuni con popolazione fino a 2000 abitanti, ovvero la maggior parte del nostro territorio (106 su 136 comuni). Seppure consapevoli che le agevolazioni contenute nell’Avviso Pubblico non rappresentano la panacea di tutti i mali – prosegue il consigliere Tedeschi – siamo altrettanto convinti che possano costituire un primo passo verso la rivitalizzazione dei nostri piccoli borghi.

Gli aiuti previsti dall’Avviso in favore dei soggetti che intenderanno trasferire la propria residenza in uno dei comuni molisani con meno di 2000 abitanti ed in esso avviare un’attività imprenditoriale, non possono certo essere intesi come una forma di assistenzialismo, bensì come un tentativo di creare economia sul territorio ed attrarre nuovi residenti, stimolando anche le persone provenienti da fuori regione che hanno voglia di cambiare stile di vita. Perché noi, nelle potenzialità di questa terra abbiamo sempre creduto e continuiamo a credere, a prescindere dal disfattismo che spesso circonda ogni tentativo di miglioramento. Aggiungo che le domande saranno valutate altresì in base alla qualità dei progetti imprenditoriali”.

In conclusione Tedeschi rimarca che “il cosiddetto Reddito di Residenza Attiva, per il quale sono previsti specifici controlli e verifiche a beneficio della trasparenza e a totale discapito dei tentativi di raggiro, rappresenta solo un primo strumento in favore della rivitalizzazione economica e rigenerazione urbana dei piccoli comuni che, di fatto, non esclude potenziali e future misure a vantaggio di coloro che già popolano, con coraggio, ne siamo consapevoli, di questi centri”.