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Raddoppio ferroviario, Termoli e Campomarino vogliono la stazione unica a Pantano Basso: “Scelta epocale”

Alla conferenza di servizi a Roma i sindaci Roberti e Silvestri chiedono un'importante modifica: "Sarebbe snodo fondamentale per l'intero basso Molise". D'accordo anche la Regione e Niro rimarca l'esigenza di spostare i binari anche per evitare la frana di Petacciato

Una nuova stazione ferroviaria da realizzare a Pantano basso e che possa essere il fulcro del trasporto su ferro per l’intero basso Molise, eliminando le due stazioni esistenti, sia a Termoli che a Campomarino. Questa è la proposta che ieri i sindaci dei due comuni costieri hanno avanzato alla conferenza di servizi sul raddoppio ferroviario Termoli-Lesina che si è tenuta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Roma.

Una proposta in qualche modo spiazzante rispetto alle idee venute fuori finora ma che ha trovato il pieno appoggio della Regione Molise e che verrà valutata nelle prossime settimane dai vertici di Rfi. Termoli e Campomarino hanno infatti chiesto delle modifiche strutturali e consistenti a quello che è il progetto finora portato avanti per il Lotto II e III del raddoppio ferroviario che va da Termoli a Ripalta.

Si sa invece che per quanto riguarda il lotto I, quello da realizzare esclusivamente in territorio pugliese e che riguarda il segmento fra Lesina e Ripalta, si è in questi mesi in fase di appalto e i lavori per un costo complessivo di 106 milioni dovrebbero essere terminati entro il 2023.

mappa raddoppio ferroviario

Più lunghi invece i tempi per il segmento che va da Ripalta fino a Termoli per un investimento pari a 594 milioni e un’attivazione che Ferrovie italiane ha previsto entro il 2026. Nell’attuale progetto l’eliminazione e sostituzione della fermata esistente a Campomarino lido è già messa nero su bianco. Ma adesso potrebbe esserci questa importante modifica che i sindaci dei due comuni molisani hanno chiesto anche per eliminare il grosso problema della realizzazione di barriere antirumore e sono fortemente contestate dal comitato civico “Cittadini in rete’, nonché dallo stesso Comune di Termoli.

Nell’incontro di ieri Roberti e Silvestri hanno fatto un’analisi critica del progetto del nuovo tracciato ferroviario chiedendo in sostanza lo spostamento della stazione ferroviaria nella zona di Pontano Basso in modo da creare un unico punto di snodo strategico sia per passeggeri, comprendendo sia l’altra velocità che i treni locali, che soprattutto per i treni merci.

Infatti la nuova stazione ipotizzata verrebbe costruita a circa 500 metri di distanza dallo svincolo autostradale della A14 e in prossimità del nucleo industriale di Termoli. L’ipotetica nuova stazione sarebbe quindi uno snodo fondamentale per l’intero territorio, o almeno questa è la visione proposta nell’incontro di ieri a Roma dagli esponenti politici molisani.

“La riteniamo una scelta epocale capace di soddisfare le molteplici esigenze del territorio tramite nuove arterie viarie capaci di interconnettere il nucleo industriale, l’autostrada, il porto di Termoli e il lido di Campomarino” queste le parole di Piero Donato Silvestri, primo cittadino di Campomarino. “Per materializzare questa proposta, che non ha trovato ostruzione degli enti attuatori, abbiamo stabilito di concerto con la regione Molise di istituire a breve un tavolo tecnico per avanzare proposte concrete da depositare agli atti del Ministero interessato” ha proseguito Silvestri.

Silvestri conferenza servizi

La palla passa quindi al servizio urbanistica dei Comuni per l’attuazione delle proposte formulate durante la conferenza di servizi. La proposta della nuova stazione andrebbe quindi a eliminare il problema delle barriere antirumore ma al tempo stesso cancellerebbe la proposta che era stata avanzata dalla precedente Amministrazione comunale di Termoli di interrare i binari dell’attuale fermata in centro cittadino, così da trasformarla in una ampia area parcheggio.

Così il sindaco Roberti in una nota stampa: “Abbiamo ribadito la contrarietà alle barriere antirumore sottolineando che è necessario definire una volta per tutte quale sia lo sviluppo che si intende dare al territorio.

Per Termoli, siamo disponibili ad individuare una soluzione che metta tutti d’accordo, abbiamo però la necessità di ricucire il territorio evitando quelle barriere acustiche che proprio in centro non fornirebbero il giusto decoro alla città e che creerebbero un impatto devastante“.

Nelle intenzioni del Comune di Termoli l’attuale stazione che si trova in Piazza Garibaldi dovrebbe passare nelle competenze comunali per essere riutilizzata diversamente. La proposta avanzata da Roberti e Silvestri, come detto, ha trovato l’appoggio della Regione Molise.

“Occorre trovare una soluzione e condividiamo l’idea della stazione unica” ha commentato a primonumero.it l’assessore regionale Vincenzo Niro. “Bisogna inoltre recuperare quella parte di città di Termoli che è spaccata in due dai binari. Noi stiamo facendo altro che dare attuazione alla mozione già votata in consiglio regionale nel luglio 2018 a maggioranza. La certezza è che qualcosa nel progetto finora proposto non andava bene, a cominciare dalle barriere. Da parte dei vertici di Rfi abbiamo trovato la giusta condivisione senza mettere in discussione né i fondi stanziati né l’evolversi del progetto di raddoppio ferroviario, ma ribadendo che se finora siamo stati bistrattati adesso occorre darci la giusta attenzione”.

Va infatti ricordato che Ferrovie italiane ha programmato un intervento complessivo di 700 milioni di euro per eliminare questo ormai noto imbuto nella circolazione ferroviaria sulla linea adriatica. Il raddoppio infatti dovrebbe aumentare la circolazione dei treni, dare maggiore velocità di percorrenza e aumentare la regolarità del servizio.

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Ma non è l’unica novità emersa nell’incontro capitolino. Infatti l’assessore Niro ha riportato all’attenzione di Rfi il grosso problema della frana di Petacciato e di quali rischi comporti per la circolazione su ferro in mezza Italia. “C’è un problema di sicurezza che può essere risolto soltanto bypassando la frana e quindi la ferrovia va spostata rispetto all’attuale passaggio sulla costa” questo il giudizio di Niro, anche se questa possibile modifica non è attualmente inserita nel raddoppio ferroviario fra Termoli e Lesina.

Se ne riparlerà comunque in Molise a Campobasso, o come proposto anche da Niro, direttamente a Termoli nella prima metà di ottobre, per il tavolo tecnico.