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Raddoppio ferroviario, sindaco dice no alle barriere antirumore: “Il progetto va cambiato”

Venerdì 27 settembre conferenza di servizi sull'opera che dovrà eliminare l'imbuto che fa viaggiare i treni su binario unico in quel tratto della linea adriatica, ma Termoli e Regione Molise non vogliono opere che deturpino il paesaggio

Il Comune di Termoli dirà no alle barriere antirumore e chiederà ancora che la stazione ferroviaria venga interrata, così come da proposta già avanzata nei confronti di Ferrovie Italiane.

Lo farà domani, venerdì 27 settembre, quando si terrà la conferenza di servizi per il progetto definitivo del raddoppio ferroviario Termoli-Lesina e in particolare per il tratto che riguarda la città molisana.

Intanto lo scorso 19 settembre il sindaco Francesco Roberti ha incontrato i rappresentanti del Comitato civico “Cittadini in Rete”, che da tempo segue le problematiche legate al raddoppio ferroviario Termoli-Lesina.

Si tratta di un’opera strategica, pensata per eliminare definitivamente quella sorta di imbuto che dalla città molisana arriva fino alla località in provincia di Foggia, un tratto nel quale tutti i treni sono costretti a viaggiare su binario unico, il che porta enormi rallentamenti rispetto al resto della linea Adriatica.

Il sindaco ha affermato che esprimerà con decisione parere negativo al Progetto di R.F.I. ritenendolo inadeguato – fanno sapere dal comitato presieduto da Carmela Sica – sotto tutti i punti di vista, in particolare per quanto riguarda le problematiche acustiche e della sicurezza (tutti ricordiamo la tragedia di Viareggio)”.

Il comitato termolese è in particolare contrario alla realizzazione di alte barriere antirumore (alte quasi 8 metri) che andrebbero a deturpare il paesaggio, tanto da aver raccolto delle firme a sostegno delle ragioni dei cittadini. “Un progetto, quello del raddoppio ferroviario, datato 2001 (e bocciato dalla Commissione Speciale di Valutazione Ambientale, nel 2004 e nel 2010, accogliendo in toto le osservazioni dei cittadini preoccupati per la loro salute e per il loro territorio), che è stato riproposto ai cittadini spezzettato’ in tre lotti, di cui il lotto 2 interessa Termoli dalla rotonda del parco fino alla stazione di Campomarino” ricorda ancora il comitato.

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Ed è proprio in questo tratto che dovrebbero sorgere le barriere. “Tale distanza è stata autorizzata con raddoppio affiancato e oltre 4 km di barriere per lato alte fino a 7.50 metri e che si sommano agli altri 2 km di barriere anti-rumore in tutto il centro di Termoli. Dunque in totale oltre 12 km di barriere per tutta Termoli. Si pensa di risolvere il problema dell’inquinamento acustico con barriere anti-rumore e con la sostituzione delle finestre private con finestre anti-rumore a circolazione di aria forzata, limitando in tal modo la libertà delle persone in casa propria” denuncia il gruppo di cittadini riunito in questa battaglia che è finita in passato anche sulle cronache nazionali.

I cittadini ribadiscono di “non essere contrari al raddoppio ferroviario, ma pretendiamo l’adozione di soluzioni in grado di tutelare la salute, l’ambiente, il paesaggio ed il turismo, così come è stato fatto in altre regioni.  Bene ha fatto la Regione Molise a prendere una posizione inequivocabile contro le barriere antirumore con una delibera di Consiglio. Ora i cittadini si aspettano anche dall’Amministrazione Comunale di Termoli una posizione chiara”.

Il Comitato seguirà con attenzione l’evolversi dell’iter amministrativo e si è dichiarato pronto a movimentare la cittadinanza, avendo già aderito al Coordinamento dei Comitati delle Marche “NO al Muro, SI al Mare” ribadendo la posizione assunta.

Sì al raddoppio ferroviario, No alle barriere anti-rumore alte fino a 7,5 mt per 10 km. Sì alla copertura dei binari per il tratto cittadino e tecnologie alternative sulla costa e Sì alla delocalizzazione della sottostazione elettrica dal quartiere Crocifisso e degli elettrodotti ad alto voltaggio”.