Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Quel 19”72 che ha segnato un’epoca. 40 anni dopo anche Campobasso celebra il grande Mennea

Anche a Campobasso le celebrazioni del Mennea Day, in ricordo di quel record del mondo nei 200 metri di corsa che segnò un'epoca

Se sei nato prima degli anni Ottanta non puoi non ricordare. 19”72 è uno dei tanti francobolli celebri del Novecento. Non una formula, un numero o un mero riscontro cronometrico. Non un versetto della Bibbia. 19”72 è l’affresco di un’epoca lontana che si pone esattamente tra noi e la Seconda Guerra mondiale.

E’ il numero dell’uomo che rompe gli schemi, se non proprio gli equilibri precostituiti. E’ il numero dell’impossibile. Un bianco del Sud Italia, meno di un metro e ottanta, con le ossa che puntellano il volto e la fronte aerodinamica, batte il record del mondo dei 200 metri, ritoccandolo di undici centesimi rispetto al precedente del 1968 di Tommie Smith (lo ricordate? sul podio alzò il pugno chiuso stretto nel guanto nero del ‘black power’) realizzato nello stesso stadio a Città del Messico, entrambi con il vantaggio dell’altura. Mennea sfreccia a 36,31 km orari, talmente veloce in canottiera azzurra e pantaloncini bianchi dell’Adidas, che il record resterà imbattuto per 17 anni a livello mondiale (stratosferico il 19”32 di Michael Johnson nel ’96 ad Atlanta, poi Bolt scriverà un libro a parte) ed è tuttora la migliore prestazione di sempre tra gli europei.

Le immagini un po’ appannate, ma già a colori, gli spalti semi vuoti delle Universiadi in Messico, sono ancora vive, immutabili: atmosfera surreale immersa nell’aria rarefatta della capitale, così  l’impresa di Mennea diventa epica nel senso letterale del termine. Il mito in una corsa senza tempo.

Sbalordì tutti quella prestazione, forse perfino il grande Carlo Vittori, il suo allenatore, amico di mio padre (hanno collaborato a lungo tra Formia e Roma, ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente).

Erano tempi diversi, non solo per la guerra fredda in corso. Il boicottaggio dei Giochi Olimpici di Mosca sarebbe avvenuto meno di un anno dopo, ma per fortuna l’Italia salvò i suoi sport dall’oblìo forzato di quell’edizione, e meno male, perché viceversa non avremmo assistito a una delle più entusiasmanti rimonte di tutti i tempi. Sempre nei 200, sempre di Mennea! Vedemmo quella gara tutti insieme, in vacanza, mi sembra a Campitello: la famiglia raccolta davanti al televisore bianco e nero Grundig da 12 pollici, svegliati nel cuore della notte per via del fuso orario. Nel 1980 funzionava così. Altro giro, altra corsa… vittoriosa.

mennea day a cb

Oggi su molte piste d’Italia, in tantissime città, si celebra il Mennea Day, perché quel 19”72 è un po’ come un simbolo nazionale, per chi ama lo sport. Anche al Campo Coni ‘Nicola Palladino’ di Campobasso tutti in pista, nei 200 metri piani, per onorare la ‘freccia del Sud’, il grande Pietro Mennea. Alle batterie (foto) hanno partecipato diverse categorie, bambini maschi e femmine, e poi adulti, perché oggi è un giorno speciale, senza tempo. Buon segno. 40 anni dopo Città del Messico, quel razzo spaziale è ancora in orbita.

mennea day a cb