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Porto, il centrosinistra sul Piano regolatore: “Ritardo inspiegabile, ora benefici per tutta l’economia molisana”

Il centrosinistra termolese propone ipotesi e prospettive di sviluppo per il Piano regolatore del porto, approvato dopo "decenni di inspiegabile ritardo"

Il centrosinistra termolese plaude all’approvazione della Regione Molise del Piano Regolatore portuale. “Un parto durato incomprensibilmente più di un decennio ed un ritardo che ha danneggiato, a nostro avviso, non solo la città di Termoli ma tutta la Regione Molise”.

Il centrosinistra sottolinea infatti come il porto di Termoli sia l’unico della regione – con funzioni multiple peraltro (pesca, diportismo, commercio, trasporti e servizi) – e come il suo rilancio avrà dei benefici su scala regionale, e non solo per l’economia blu ma per quella tout court.

Il centrosinistra li elenca ad uno ad uno: “Creare nuove imprese relative ai vari settori; creare nuove infrastrutture a servizio delle funzioni portuali (strutture portuali adeguate, nuova viabilità, nuovi locali e magazzini per la pesca e per la piccola pesca, piccoli locali per la trasformazione del pescato, nuove infrastrutture per il turismo e per la pesca-turismo, infrastrutture per navi da crociera, una stazione marittima); sviluppo della pesca e della piccola pesca e delle attività ad esse connesse; implementare le attività di trasporto con particolare attenzione a quello dei passeggeri e del commercio; poter usufruire dei finanziamenti nazionali ed europei; eliminare o ridurre ogni tipo di monopolio che inevitabilmente si è creato negli anni per incertezza delle regole”.

La nota, a firma degli attuali consiglieri di minoranza Sbrocca, Vigilante, Casolino e Scurti  che parlano anche a nome degli ex dell’Amministrazione Sbrocca, rileva come sia necessario “eliminare ogni incertezza sull’assetto del porto e delineare in maniera chiara le funzioni che il Porto di Termoli potrà e dovrà avere oltre che la loro distribuzione all’interno di un perimetro definito e bisognerà eliminare ogni tipo di monopolio che inevitabilmente si è creato negli anni per incertezza delle regole”.

Alcuni esempi: “Si immagini che l’implementazione del trasporto passeggeri (per turismo o per affari) e di quello del piccolo commercio avrà conseguenze positive non solo per la nostra città ma per tutto il territorio regionale (in poco più di un’ora Termoli è raggiungibile da ogni parte del Molise e viceversa)”.

“Questa forse – spiegano nella nota – è stata la motivazione che ha portato a bloccare per tanto tempo l’approvazione di questo piano come tanti altri provvedimenti: la paura atavica di molti consiglieri regionali del medio e dell’alto Molise di vedere cresciuto lo sviluppo di Termoli a danno delle altre parti della Regione”. Una questione territoriale, insomma, giudicata come un “grande errore politico e strategico. Termoli ed il Bassomolise sono economicamente autopropulsivi, ma siamo sicuri che il loro ulteriore sviluppo porterà solo benefici al resto del Molise e non lo danneggerà affatto. Occorre solo fare sistema, una parolina magica che viene sempre citata ma mai attuata”.

Sulla concreta attuazione del Piano regolatore, il centrosinistra sciorina un dato: “Ci vorranno non meno di 130 milioni di euro, quindi è necessaria una grande attrazione di capitali pubblici e privati”.

Come ottenerli? “Molti pensano che la ZES possa essere una panacea per il porto di Termoli. Noi purtroppo pur avendo lavorato tanto per una buona attuazione della Zona Economica speciale crediamo che – così come concepita – non porterà grandi benefici al porto di Termoli e ciò perché la Regione ha deciso di fare l’alleanza con la regione Puglia (a nostro avviso erroneamente) e non con la regione Abruzzo con il principale effetto che il porto di Termoli non sarà autorità portuale e ciò con le conseguenze negative che ne derivano. Né l’area portuale potrà essere zona perimetrata Zes perché non è area produttiva e quindi vengono meno sia l’attrattività economica che quella della semplificazione amministrativa”.

Sul finanziamento dell’infrastruttura tramite il cosiddetto Contratto istituzionale di Sviluppo (promosso dal premier Conte), il centrosinistra rammenta come “l’amministrazione Sbrocca aveva candidato proprio il porto di Termoli per questo tipo di sovvenzione e la richiesta è stata ritenuta ammissibile. Ora bisognerà vedere se questo tipo di provvidenze resteranno. Speriamo di sì”.

Poi ci sono i finanziamenti nazionali ed europei, altra risorsa che bisognerà saper cogliere con una progettualità dedicata. “Certo avere come Ministro delle infrastrutture Paola De Micheli è un dato positivo”.

Infine si rimarca la necessità di un partenariato pubblico-privato (selezionato attraverso evidenza pubblica) al fine di dare impulso ad una progettazione simile.

“Siamo certi che quella dell’attuazione del PR portuale non è un sogno irraggiungibile ma un obiettivo raggiungibile con grande impegno e con una progressività programmata nel medio-lungo termine. È una scommessa che non possiamo perdere”.