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Pesca di frodo, sequestrati un palangaro di 2mila metri e un tonno da 50 chili foto

La Capitaneria scopre un attrezzo di pesca professionale o sportiva usato in violazione delle norme e un esemplare di circa 50 chili di tonnetto pinna gialla, che dopo i controlli da parte del veterinario è stato devoluto a un istituto di beneficenza.

La pesca di frodo nel mirino della Capitaneria di Porto di Termoli, impegnata stamattina in una attività specifica contro la cattiva pratica di gettare le reti in zone vietate. Un controllo capillare che ha dato i suoi frutti, perché gli operatori di Guardia costiera si sono imbattuti in un palangaro, rete non segnalata e utilizzata per la pesca di frodo. Duemila metri la lunghezza complessiva dello strumento utilizzato impropriamente anche per la pesca sportiva, che rappresenta un elemento di rischio per il depauperamento delle risorse ittiche.

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Mentre si recuperava la rete gli uomini della motovedetta CP 878, coordinata dalla sala operativa della Guardia costiera, hanno sequestrato un esemplare di tonnetto pinna gialla, del peso di circa 50 chili. Dopo i controlli del veterinario il pesce è stato devoluto a un istituto di beneficenza.

L’azione repressiva condotta stamani, fanno sapere dalla Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Termoli, “si inserisce nel solco di quell’incessante attività posta in essere nel contrasto alle attività illecite condotte nell’area di giurisdizione, ponendosi come elemento deterrente al proliferare di quel mercato parallelo in nero dedito alla commercializzazione, abusiva, di prodotti ittici di vario genere, che, oltre a costituire potenziale pregiudizio per la salute pubblica, incide fortemente anche sul delicato equilibrio eco-sistemico del litorale costiero e sullo sviluppo di un settore che rappresenta uno degli assi portanti dell’economia del territorio, stante la presenza di numerose imprese da pesca”.