Parrucca nera a coprire il viso e lenzuolo bianco: la sfida americana degenera sui social. Col rischio di procurato allarme foto

Da qualche giorno sui social non si parla d'altro, ma nei commenti la sfida sbarcata in Italia è degenerata nella violenza. Nella vicina Puglia una denuncia di procurato allarme

La Samara Challenge arriva in Molise sebbene non dappertutto. Perchè se a Campobasso non c’è stato nulla di tutto ciò, a Termoli non si parla d’altro, almeno sui social. Di cosa si tratta? Presto detto: parrucca nera in testa a coprire il volto e gli occhi, lenzuolo bianco sul corpo per interpretare Samara Morgan, la protagonista del film di paura “The Ring”, sbucando nella notte e all’improvviso nelle strade cittadine. Tutto – ovviamente – da postare poi sui social, Instagram in primis e Facebook a seguire.

E’ l’ultima sfida che nel giro di pochi giorni è diventata un fenomeno dai risvolti potenzialmente pericolosi. Partito oltreoceano, arrivato già da tempo in diverse città d’Italia, da Milano a Messina, passando per Roma dove chi era sotto il travestimento è stato preso a calci in faccia da chi se l’è ritrovato davanti, ora del Samara Challenge si sono accorti pure i molisani.

A Termoli, o meglio sui social dei gruppi termolesi e dei cittadini, la moda ‘Samara’ è arrivata a inizio settimana quando le prime foto con sfondo scuro e una macchia bianca a spezzare il nero della notte hanno iniziato a fare il giro dei social. Difficile individuare il luogo: qualcuno ha parlato di San Pietro, altri poi anche della zona della Fornace e ancora di Difesa Grande. Perchè è difficile capire realmente quale luogo sia e visto che lo sfondo è quasi sempre lo stesso fatto di boschi, strade, alberi e sfondi neri con una luce fioca. In molti si divertono a fare fotomontaggi presi dalla mania del momento e addirittura a dare appuntamenti improponibili per vedere la fantomatica Samara.

samara challenge

Partendo da Instagram e sbarcando su Facebook, gli scatti immortalati con un filo di luce sono diventati oggetto di commenti. Commenti spropositatamente pesanti e leggendo i quali si capisce che la violenza ha preso il sopravvento. Si è arrivati a minacciare punizioni fisiche, schiaffi e pugni. “Porto la motosega, se la incontro non sa cosa le faccio, quattro schiaffi e poi vediamo”. Minacce e persecuzioni social da far accapponare la pelle.

La violenza scatenata è reale al contrario della foto che può essere definita un vero e proprio ‘fake‘. Difatti una delle immagini che gira sui social dei gruppi molisani e termolesi in realtà appartiene a tutt’altra zona, e non è il Molise. Si tratta infatti della Puglia, nello specifico pare essere Lesina, dove i carabinieri della locale compagnia hanno individuato due donne – di 35 e 32 anni  – che “si divertivano” a scherzare con la sfida. Gli uomini dell’Arma hanno accertato così che la 32enne costringeva la figlia a travestirsi, girare per il paese davanti alla telecamera del suo telefono e finire sui social scatenando così paura e commenti.

Qualcuno pensa che chi abbia scelto di travestirsi lo abbia fatto in compagnia di un paio di amici con il preciso compito di fare foto e poi postarle su facebook, ma solo dopo che l’intero gruppo è andato via, con l’intento di agitare le acque, creare suspance e far parlare di sè, facendo salire lungo la schiena un brivido di paura. Insomma un po’ come il detto “buttare la pietra e ritirare la mano”: fanno foto, annunciano su facebook l’ora in cui Samara sarà in un dato luogo e poi vanno via. Intanto però qualcuno si organizza e in gruppi di ronde, anche armate, finisce a fare pure la guardia nei vari quartieri per fermare il fenomeno.

E a “smentire” tutto arrivano i ragazzi: “Si racconta che sia qualcuna che si diverte a travestirsi e a fare foto per poi postarle – rivelano adolescenti termolesi e non solo – ma il divertimento è solo suo, è una perdita di tempo e pure pericolosa visto che non si sa chi potrebbe ritrovarsi di fronte semmai ci fosse qualcuno che in quel momento si trova lì e che si potrebbe spaventare. Certo è che questa trovata prima o poi finirà come è nata“.

Perchè se da una parte può essere indubbio che ognuno possa spaventarsi e magari mettersi a urlare, come può essere lecito e normale, dall’altra commentare con una valanga di messaggi negativi non fa che aumentare la violenza. Centinaia e centinaia di parole riversate sui social senza limiti e senza controllo, una violenza inaudita che appartiene perlopiù agli adulti. La Samara Challenge finirà, come è iniziata e come gli stessi adolescenti hanno annunciato, la speranza è che pure la violenza abbia una fine.