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No al decreto Bonisoli, il Pd ritira la mozione sull’accorpamento del polo museale

Il gruppo consiliare plaude a Franceschini e rivede il provvedimento che sarebbe dovuto approdare in aula firmato anche dai consiglieri Domenico Esposito e Mario Annuario. Approvati debiti fuori bilancio della vecchia amministrazione guidata da Antonio Battista per circa un milione di euro

Dove approdare in aula la mozione consiliare a firma del Pd e dei consiglieri Espostito e Annuario in merito alla soppressione e accorpamento del polo museale del Molise ma questa mattina a fronte di quanto deciso dal ministro Franceschini, il Partito democratico ha ritirato il provvedimento.

Ieri pomeriggio, infatti, il capo del Dicastero ha scelto di congelare le modifiche introdotte dall’ex Bonisoli (M5S, esponente che ha chiuso la campagna elettorale del sindaco Gravina).

Nel corso del complicato mese di Agosto l’ex (per fortuna) ministro Bonisoli ha dato vita al discutibilissimo “decreto di Ferragosto”, un provvedimento che avrebbe diminuito in modo non trascurabile gli spazi di autogestione dei cosiddetti “supermusei”, quelli nati in seguito alla riforma Franceschini. In particolare il Polo Museale del Molise sarebbe stato accorpato arbitrariamente nella Direzione Territoriale Abruzzo-Molise e in tal modo la nostra Regione e il nostro Capoluogo risulterebbero depauperati di una fondamentale struttura di sviluppo e promozione culturale.

“Il Partito Democratico – si legge in una nota del gruppo consiliare – sarà sempre in prima linea nel difendere questo e ogni altro presidio culturale, amministrativo, sociale del nostro territorio.Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno ritirare la mozione fiduciosi che il“congelamento” di cui parla il ministro Franceschini sia una definitiva ibernazione. In caso contrario non esiteremo a far sentire la nostra voce”.

Infine l’aula consiliare durante i lavori di questa mattina, giovedì 12 settembre, ha approvato circa un milione di euro di debiti fuori bilancio accumulati dall’amministrazione guidata da Antonio Battista.