Nascere a Termoli si può, ora però bisogna aumentare i medici e il numero di parti
Ecco cosa succede con la decisione del Consiglio di Stato che ha confermato la sospensiva del Tar: il Punto Nascite resta aperto, ma l’8 aprile ci sarà l’udienza di merito davanti al Tar e bisognerà dimostrare, numeri alla mano, che la sicurezza è garantita da una equipe ginecologica adeguata e da una soglia di parti aumentata rispetto agli ultimi anni.
Per ora il San Timoteo resta così com’è, con il suo Punto Nascite. Il reparto di Ostetricia dell’ospedale termolese non subirà alcun taglio. La decisione del Consiglio di Stato, notificata questa mattina alle parti, fa tirare un profondo sospiro di sollievo ai sindaci dei dieci Comuni che si sono costituiti in giudizio, rappresentati dai legali Vincenzo Fiorini e Massimo Romano, alle mamme e partorienti riunite in un comitato spontaneo difeso dagli avvocati Laura Venittelli e Roberto Giammaria.
La fiducia nel verdetto dei giudici di Palazzo Spada prospettata ieri ha trovato un riscontro pieno perché la decisione congela qualsiasi variazione rispetto a quanto già deciso dal Tar, che aveva accolto la sospensiva rispetto al provvedimento di chiusura firmato dai commissari ad acta.
I ministeri della Salute e delle Finanze, nonché la Asrem chiamata in causa dallo stesso ricorso partito del territorio, non possono modificare l’attuale scenario, cioè il diritto a continuare a nascere a Termoli con l’ormai famoso codice L113.
Il prossimo 8 aprile però c’è l’udienza di merito davanti ai giudici del primo grado, nel Tribunale Amministrativo regionale. E per quella data le cose dovranno essere nettamente diverse. La sicurezza, sulla cui mancanza si è imperniato il provvedimento di chiusura del Punto Nascite, dovrà essere garantita da una presenza di medici ben più massiccia di quella odierna.
E’ la stessa Asrem, attraverso il direttore amministrativo Antonio Forciniti, che senza commentare la sentenza del Consiglio di Stato (“Ci siamo costituiti perché siamo stati chiamati in causa, non c’è molto da dire”) apre al miglioramento imminente del numero di camici bianchi. “Ai ginecologi in servizio si è già aggiunto un giovane, un’altra ostetrica sta per arrivare tramite avviso pubblico ed entro la fine dell’anno 6 medici ginecologi dovrebbero essere assunti”. Questo avverrà al termine dell’espletamento della procedura concorsuale che è partita da un pezzo e alla quale hanno risposto oltre 40 interessati.
Per quanto riguarda la soglia richiesta dallo standard nazionale dei 500 parti annui (che potrebbero essere spostata addirittura a 1500) “la decisione – sostengono in Asrem – è di natura politica”. Il ministro Roberto Speranza, che col Conte 2 ha preso il posto di Giulia Grillo, e che sembra più aperto alla possibilità di una interlocuzione con gli stessi territori regionali per quanto riguarda i servizi sanitari, è l’uomo sul quale si ripongono le speranze fra i fautori della battaglia intrapresa in Basso Molise a salvaguardia del presidio nascite.
Ma si chiede, e lo fa il Comitato Voglio Nascere a Termoli, una posizione più chiara e netta alla Regione e al governatore Donato Toma, che oggi ha commentato a caldo la sentenza del Consiglio di Stato così: “Una decisione molto opportuna”.
Il punto focale è relativo però ai numeri, e su quelli né la politica né i giudici possono fare alcunché. Termoli ha bisogno di aumentare il numero di bambini partoriti in città. Negli ultimi anni la cifra non ha superato i 350 in 12 mesi, ma occorre almeno arrivare a 500 per mettersi al riparo dal rischio di nuovi provvedimenti di chiusura, tanto più a cause delle incognite del Piano Operativo triennale. Nessuno, al momento, saprebbe dire se il presidio nascite termolese è conservato nella programmazione futura o se invece è stato “depennato”. Per la sopravvivenza del reparto, insomma, più che una decisione istituzionale occorre al momento che siano gli stessi cittadini ad avere la fiducia necessaria per mettere al mondo i loro figli a Termoli. Solo questo potrà convincere in via definitiva che il reparto è sicuro. E’ una questione di numeri, che chiama in causa le persone. La sicurezza, nella medicina, ha molto a che fare con la matematica e la statistica.


