Murales cancellati, parlano cittadini e passanti: “Erano icone, devono trovare altri posti per raffigurarli” foto

Mentre l'associazione Malatesta sta pensando di chiedere un confronto pubblico per fare chiarezza, le opinioni dei campobassani sulla vicenda sono variegate: a qualcuno quelle opere non piacevano, a detta di altri i personaggi che hanno fanno la storia del Campobasso calcio (come il presidente Tonino Molinari) "andrebbero ricordati in un altro modo". In molti pensano che sia stato "un oltraggio nei confronti delle persone defunte, a cui il capoluogo è affezionato, e delle loro famiglie che non sono state avvisate". Intanto sul gabbiotto del vecchio stadio sarà raffigurato di nuovo Mariano Credico.

All’ex Romagnoli le pareti sono state completamente ricoperte con una tinta di color giallo.  E non vi è più traccia dei volti delle ex glorie rossoblù Tonino Molinari, Michele Scorrano, Vincenzo Cosco e Guido Biondi, dell’ex tifoso storico Michele Marinelli, ma anche del ‘mitico’ Piero Ioffredi – per tutti “Polpetta” – e dell’ex allenatore di rugby Mariano Credico.

Murales Campobasso

I murales con la loro effige sono stati cancellati e fra pochi giorni ospiteranno i nuovi dipinti di street art che realizzerà l’Associazione Malatesta nell’ambito della nuova edizione del ‘Draw the line’, evento di arte urbana ormai noto in tutta Italia (e non solo) che si svolgerà proprio al vecchio stadio che sorge al centro del capoluogo molisano.

La vicenda sta tenendo banco da giorni in città e ha scosso l’opinione pubblica, ma innanzitutto i familiari delle sette persone raffigurate, che in un modo o nell’altro, chi più chi meno, hanno lasciato la loro impronta su Campobasso. “Non ne sapevamo nulla, non siamo stati avvertiti, è stato un colpo al cuore”, la posizione espressa dalle famiglie Cosco e Scorrano. “Noi abbiamo messo al corrente le famiglie”, la replica dell’associazione Malatesta. Per i tifosi rossoblù ad ogni modo è stato “un oltraggio, avvenuto poi nell’anno del centenario dalla fondazione della società”. Un fatto che ha provocato anche la reazione di Carlo Perrone, anche lui ex calciatore del Campobasso in serie B, e della figlia di Tonino Molinari, Giovannella. “I fatti restano, i ricordi sono nel cuore, le parole volano. La stupidità non trova casa. Vi hanno cancellato. Bene così, si troveranno nuove occasioni, nuovi luoghi”.

A detta dei Malatesta l’epilogo di questa vicenda era già scritto: “C’era un’intesa di tre anni con l’associazione Talenti e artisti molisani che ha promosso la realizzazione dei murales delle ex glorie rossoblù“. E poi, rivendicano ancora, “è grazie a noi se almeno i muri di un’area degradata come quella del vecchio Romagnoli vengono dipinti da artisti di fama internazionale”. Insomma “noi siamo pronti anche a confronto pubblico per fare chiarezza su questa vicenda”, mentre l’associazione guidata da Michele Falcione, tra i promotori dei murales dedicati alle glorie rossoblù, per ora si è trincerata nel silenzio.

Cosa ne pensano invece i campobassani? Questa mattina (23 settembre) abbiamo raccolto un po’ di opinioni facendo un giro per la città e chiedendo loro cosa pensassero.

Hanno sbagliato a cancellare quei murales, ma non erano delle opere che potevano valorizzare la città e l’ex Romagnoli“, l’opinione del signor Ferdinando. Invece Mirko e Sara, due studenti di Campobasso, ritengono che sia stato “un errore perchè i murales raffiguravano icone importanti per la città. Quei murales andavano conservati, anche se il rinnovamento (del Romagnoli, ndr) è giusto. Potevano probabilmente coinvolgere maggiormente la popolazione prima di cancellarli”.

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Io non sono un appassionato di calcio – commenta il signor Sergio – ma mi è dispiaciuto vedere quei murales cancellati così, improvvisamente. Spero che questa zona venga riqualificata in un altro modo”. “A me non piace la street art e non mi piacevano quei murales”, taglia corto il signor Peppino.

“Io passo ogni giorno al vecchio Romagnoli e non vedere più quei murales è una sensazione strana”, sottolinea Felicia. “Io ero un’amica di Mariano Credico, so cosa significava per il rugby. Stessa cosa per le vecchie glorie del Campobasso calcio, non dovevano essere cancellati”.

L’effige di Mariano Credico sarà dipinta nuovamente al vecchio Romagnoli, nei pressi del gabbiotto che attualmente è presente sul terreno di gioco che ospita le partite di rugby. E forse, passata la tempesta di questi giorni, si troverà una soluzione positiva anche per le vecchie glorie rossoblù. Che, a dir la verità, potrebbero essere ricordate in maniera ancora più degna intitolando loro l’impianto di Selvapiana. Se ne parla da anni, ma nonostante gli annunci, i buoni propositi e gli ordini del giorno approvati in Consiglio comunale in varie legislature (a guida sia centrodestra che centrosinistra), il progetto è rimasto sempre su carta. Chissà se questa volta, con l’amministrazione pentastellata, si riuscirà a onorare la memoria di chi ha fatto la storia calcistica della città.