Mancato sopralluogo in via Udine, Fraraccio: “Chi ha convocato il Comitato non era autorizzato a farlo”

A distanza di diversi giorni dalla polemica sul mancato sopralluogo in via Udine da parte della IV Commissione, il presidente Bruno Fraraccio ha voluto ulteriormente chiarire la sua posizione.

Secondo l’esponente della Lega “come risulta dalla formale convocazione della Commissione, la seduta del 13 settembre 2019 è stata convocata “presso la sala consiliare” con il seguente ordine del giorno: “sopralluogo cantiere via Udine”, “varie ed eventuali”.

Il che significa che la seduta si svolge (come si è regolarmente svolta) presso la sala consiliare del Comune di Termoli e che l’argomento da discutere è (come è stato) il sopralluogo del cantiere di via Udine, evidentemente da decidere.

A riprova di tale realtà, sta il fatto che il sottoscritto Presidente della IV Commissione, unico organo amministrativo competente per regolamento a contattare o meno la ditta esecutrice dei lavori e/o i rappresentanti del comitato di Via Udine per l’eventuale sopralluogo della Commissione sul posto, non ha contattato nessuno dei suindicati soggetti proprio perché se ne doveva prima discutere in Comune con il tecnico incaricato, cosa che è regolarmente avvenuta”.

Per questo Fraraccio rispedisce al mittente le accuse del collega di maggioranza Annibale Ciarniello e del centrosinistra. “La circostanza che altri soggetti, diversi dal Presidente della IV Commissione e/o dai componenti la stessa, abbiano di loro iniziativa contattato il Comitato di Via Udine e/o l’impresa per lo svolgimento di un sopralluogo per il giorno 13 settembre creando così una erronea aspettativa, certamente non può essere addebitata né alla Commissione e tanto meno al Presidente della stessa.

Per cui, lungi dal voler fare qualsivoglia polemica con chicchessia, il sottoscritto Bruno Fraraccio, sia come cittadino che nella qualità di Presidente della IV Commissione, respinge ai diversi mittenti ogni offesa di scorrettezza e maleducazione ricevuta da più parti in maniera del tutto gratuita ed infondata, riservandosi in merito ogni azione a tutela della onorabilità propria e dell’istituzione che ricopre.

Ripristinata la realtà dei fatti, quindi, è evidente che si è trattato di un equivoco generato da un semplice difetto di comunicazione ad iniziativa di soggetti diversi dai componenti la IV Commissione Consiliare. Quindi è stato fatto tanto rumore per nulla”.