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Lettera aperta all’Amministrazione del Comune di Guglionesi

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Carissimo Sindaco e, con Lei, carissimi assessori e delegati, l’esigenza di scrivere questa lettera, da ipotetica, si è fatta impellente e poi necessaria.
La mia riflessione è quella di una comune cittadina che ha votato la vostra lista e quindi ha condiviso a pieno il vostro programma elettorale.
Salvo sviste, uno dei capisaldi del suddetto riguardava il ripristino e lo “svecchiamento” del centro storico, nell’ottica di un rinverdimento delle nostre origini e tradizioni, allo scopo di mantenere sempre attuale l’antico al servizio del nuovo. Ho così pensato, stavolta da Presidente dell’Arci cittadina, assieme ai miei amici di avventura, di poter dare il nostro aiuto nell’attuazione di un così meritevole scopo. Abbiamo utilizzato come sede, con delibera comunale – art. 24 del decreto sblocca Italia – Palazzo Massa, espressione del bello e della tradizione del nostro paese.
Il Palazzo è diventato la cassa di risonanza di tutte le nostre attività: recupero ai ragazzi delle scuole medie, corso di tombolo, corso di Inglese e gruppo di lettura. Abbiamo veramente ipotecato una grande parte del nostro tempo per essere al servizio del paese. Lo abbiamo fatto con non poco successo e senza richiesta di denaro alcuna, essendo i corsi totalmente gratuiti. Certamente anche in questo caso abbiamo messo del nostro, fieri di poterci attivare per la comunità, in linea con gli obbiettivi dell’Amministrazione stessa. Alla base del nostro lavoro associativo abbiamo posto un motto “una società è viva se chi ne fa parte si mobilita per la propria comunità” e lo abbiamo perseguito costantemente!!!

Oltre alle nostre specifiche attività, abbiamo messo a punto altre iniziative di non poco conto, svolte soprattutto durante il periodo estivo 2018. Non sto qui ad elencarle essendone voi tutti a conoscenza per averle sottoscritte pur non avendo partecipato a nessuna di esse. Abbiamo avuto l’onore della presenza del Sindaco solo in occasione dell’incontro con l’Amministrazione di Castel del Giudice, ma solo grazie al dovere di ospitalità nei confronti del Sindaco, Lino Gentile. Il gemellaggio con questo piccolo paese ci ha portato all’organizzazione della “festa della mela” che ci è valsa da eco nel TG regionale, portandoci così agli onori della cronaca. Anche in questa occasione siamo stati soli, se non per la fugace presenza dell’Assessore D’Onofrio che ha presenziato all’evento. Il resto dell’Amministrazione non è stata minimamente incuriosita dal grande interesse suscitato dalle nostre attività.

Abbiamo continuato ad operare durante l’inverno; nel periodo natalizio, e prima ancora, il 25 Novembre abbiamo organizzato una manifestazione contro la violenza sulle donne. Da qui (Pina Russo) è scaturita l’idea della panchina rossa, che avrebbe dovuto essere quella antistante il Comune. Lei, signor Sindaco, era presente assieme a Michela Bellocchio e si programmò la realizzazione del progetto dopo il periodo natalizio. Ad Aprile mi sono trovata all’inaugurazione della panchina rossa “da un’idea” della Dottoressa Senese. Mi dispiace dover precisare che il precedente 25 Novembre in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, la stessa non aveva neanche risposto al mio personale invito a partecipare alla nostra manifestazione a Palazzo Massa.
Un capitolo a parte merita la nostra permanenza e uscita da Palazzo Massa.

Abbiamo dato vita, lo dico senza falsa modestia e non solo io, al centro storico con una nostra costante presenza, a servizio dei ragazzi, di coloro che volevano allargare in qualsiasi modo gli orizzonti delle loro conoscenze: con le lingue, con la lettura, con la tradizione, con l’arte. Ci siamo messi a disposizione delle esigenze di tutti, arrivando a fare lezione fino alle 23:00. Abbiamo dovuto lottare per avere l’acqua, l’ascensore (mai ottenuto) e ogni giorno abbiamo vissuto con la spada di Damocle di dover lasciare la “nostra” sede.
In ogni discorso non mancava mai il riferimento, dei nostri rappresentanti amministrativi, alla nostra precarietà e l’imminente requisizione del Palazzo. Finalmente (per loro, non per noi), con gran sollecitudine di tutta la nostra Amministrazione, alla fine di Gennaio siamo stati sfrattati !!! Il Palazzo ha chiuso per dover essere sede di nuove e meritevoli iniziative … ???
Abbiamo cercato un’alternativa, abbiamo ascoltato proposte assurde da parte degli addetti all’associazionismo, siamo ricorsi al parroco, ma tutte le nostre attività erano compromesse; l’impossibilità di essere reperibili, sempre, in un luogo preciso, di lavorare a volte in orari strani cercando di venire incontro alle esigenze dei nostri fruitori, l’ “esserci” per chiunque fosse interessato, ha indebolito e poi irrimediabilmente compromesso la nostra presenza sul territorio.

Abbiamo messo a disposizione le nostre abitazioni, ma pian piano è stato chiaro quanto la sede, per il nostro tipo di attività, fosse non importante ma imprescindibile. Abbiamo “chiuso” veramente, lavorando sempre di lena alla ricerca di un punto nevralgico dove riaccendere la nostra fiammella.
E fino ad ora, cioè dopo 7 mesi, Palazzo Massa quali grandi attività ha ospitato, o anche quali lavori sono stati messi a punto per poterlo utilizzare al meglio come ci era stato sempre detto? Il Palazzo è rimasto sempre assolutamente CHIUSO. Non solo non è stato adibito a nessun altro scopo, ma nemmeno utilizzato per eventi sporadici (a parte la premiazione di “Guglionesi in fiore”), né frequentato in modo da contrastare il senso di abbandono che si respira in quel borgo. Nella scorsa estate ci era capitato più volte di ricevere cittadini che venivano esplicitamente a testimoniarci il piacere di sentire e vedere il fermento che fluiva in quell’angolo del nostro centro storico.
Non dico che avremmo dovuto essere premiati per aver realizzato uno dei progetti della nostra Amministrazione, ma neanche essere perseguitati e ostacolati costantemente nei nostri intenti fino a essere quasi sacrificati biecamente.
Da tutto ciò nasce una domanda: PERCHE’ questo astio contro l’Arci? E nessuno si azzardi a negare la cosa!! Fareste una figura meschina!
Il vostro comportamento è lapalissiano, però, essendo, come da voi affermato, l’Amministrazione di tutti, dovete motivare le vostre azioni.
Per quale motivo un’associazione che si adopera per la propria comunità, e lo fa in linea con i programmi della propria classe dirigente viene, se ci va bene, ignorata ma il più delle volte ostacolata e discriminata proprio da coloro che ne avrebbero null’altro che vantaggi?
Senza tenere conto del fatto che altre associazioni (Corus line e Informare), evviva Dio che sia così, usufruiscono di sedi a loro assegnate a cura del Comune.
Sicura di ricevere una risposta più che esaustiva da voi tutti, con osservanza saluto e ringrazio.

Margherita Di Prospero

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