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Ristrutturazione Castello Monforte, c’è il progetto: 1,2 mln e lavori dal 2020. Restano le orribili antenne

L'amministrazione comunale ha presentato in commissione Lavori pubblici il progetto di consolidamento del maniero simbolo del capoluogo: l'intervento di riqualificazione, che punta a restituire le antiche sembianze ricostruendo ad esempio il ponte levatoio, dovrebbe cominciare il prossimo anno. Il sacrario dei caduti di guerra non sarà spostato, ma (pare) solo ridimensionato. L'unica nota stonata del piano di riqualificazione è legata alla presenza dei tralicci che resteranno sui torrioni.

Se ne parla da anni, ma il prossimo dovrebbe essere l’anno giusto per avviare i lavori di riqualificazione del castello Monforte, il simbolo per eccellenza del capoluogo molisano, nonchè uno dei luoghi di maggiore interesse per i turisti che visitano la città.

Spesa da 1 milione e 200mila euro (si tratta di un finanziamento europeo già concesso all’interno dei fondi per le Aree Urbane) per il progetto del Comune già passato al vaglio della Sovrintendenza e che – secondo il cronoprogramma – sarà affidato l’anno prossimo, dopo il progetto esecutivo e l’apposito bando di gara.

Qualche giorno fa il sindaco Roberto Gravina l’ha illustrato in commissione Lavori pubblici e chi c’era riferisce i primi dettagli del piano di riqualificazione dell’immobile che prese il nome di colui – il conte Cola II dei Monforte – Gambatesa – lo fece ristrutturare dopo il terremoto del 1456.

Il maniero sarà ristrutturato, restituito alle antiche sembianze con la ricostruzione, ad esempio, del ponte levatoio e la risistemazione degli spazi interni e del fossato che circonda il castello. Qualche modifica potrebbe interessare il sacrario militare che accoglie le spoglie degli eroi caduti in guerra. Pare che sarà ridimensionato, ma sicuramente resterà all’interno del castello. Nessuno ‘sfratto’, insomma, come era trapelato nei giorni scorsi.

L’indiscrezione aveva messo in allarme i rappresentanti dell’Associazione nazionale Famiglie dei Caduti e dei Dispersi di Guerra che, assieme al Comitato per la Memoria della Bonifica Campi Minati, hanno chiesto un incontro al sindaco di Campobasso Roberto Gravina: “Quel luogo va tutelato”, la loro posizione.

Il confronto chiarificatore si è svolto martedì pomeriggio in Municipio, quando il primo cittadino ha spiegato al presidente provinciale e regionale, Cav. Domenico Pilla, i dettagli del piano di ristrutturazione e consolidamento che coinvolgeranno le mura del Castello Monforte.

gravina e pilla

Non è intenzione di questa Amministrazione svilire l’importanza di un luogo come il Sacrario dei Caduti in Guerra”, ha dichiarato Gravina al termine dell’incontro. “È fondamentale precisare che nessuna iniziativa in quel luogo sarebbe mai stata presa senza prima informare, come abbiamo fatto, l’Associazione delle famiglie dei caduti in guerra. Si tratta di regole di rispetto indispensabili da ottemperare quando si tratta di situazioni che chiamano in causa valori morali ed umani universali come quelli che rappresentano i nostri caduti. Sono personalmente contento, lo dico apertamente, – ha precisato il sindaco Gravina – dello spirito collaborativo dimostrato dal presidente provinciale e regionale dell’Associazione che alla luce di quanto gli è stato esposto in questa occasione, ha ritenuto valido il progetto che andremo a realizzare per consolidare e ristrutturare le mura del Castello Monforte“.

Sul progetto però resta qualche ombra: antenne, tralicci e ripetitori continueranno ad ‘addobbare’ i torrioni della fortezza per via della convenzione rinnovata nel 2016 dall’allora amministrazione Battista e valida per nove anni. Il Comune di Campobasso in pratica ha concesso in comodato d’uso di alcuni locali del Castello Monforte all’Aeronautica Militare per continuare a utilizzarli come stazione meteorologica. Un atto che venne osteggiato dal Movimento 5 Stelle che all’epoca sedeva all’opposizione in Consiglio comunale.

E pare che il progetto di riqualificazione del maniero non preveda la rimozione degli impianti. L’amministrazione Gravina si è impegnata ad accertare la presenza di abusivi, oltre ad avviare un’interlocuzione per verificare la possibilità di spostare qualche antenna.

Il piano di ristrutturazione ha incontrato finora il parere favorevole delle opposizioni. “Credo che tali interventi siano doverosi, da anni si aspettavano”, il commento del capogruppo della Lega Alberto Tramontano. “Tuttavia, resta il problema che il monumento simbolo della città di Campobasso sarà utilizzato e continua ad essere utilizzato come un traliccio per le antenne, senza alcun rispetto per la nostra storia. Dunque chiediamo al sindaco di fare una denuncia preventiva per verificare se vi siano installazioni abusive e abbiamo proposto al primo cittadino di rivedere la convenzione con l’Aeronautica Militare”.