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La transumanza dei Colantuono in copertina sul New York Times. Milioni di occhi sul Molise

E’ uscito stamattina l’articolo dell'editorialista Maria Russo sulla secolare tradizione preservata e tramandata dalla famiglia Colantuono. La prestigiosa testata newyorkese conta 4 milioni di abbonati sottoscrittori e un numero ancora più consistente di lettori quotidiani. Per il Molise uno spot planetario… e ci siamo anche noi.

Lo avevamo annunciato per primi all’arrivo dell’ultima transumanza: il New York Times, colosso mondiale dell’informazione, in grado di contare 4 milioni di abbonati sottoscrittori e un numero ancora più considerevole di lettori quotidiani, avrebbe dedicato la prima pagina della sezione ‘travel’ alla migrazione di 300 bovini dalla Puglia al Molise, quella tramandata dai mitici Colantuono.

L’articolo, a firma della giornalista Maria Russo, che è anche l’editor della sezione libri per bambini della prestigiosa testata Usa, è uscito stamattina sull’edizione on line del NYT. Verosimilmente, visti i numeri da capogiro del sito newyorkese, ed essendo posizionato in copertina, cioè come pezzo principale della homepage, si tratterà di uno degli articoli riguardanti il Molise più letti nella storia della nostra piccola regione.

Maria Russo ha seguito tutta la transumanza, dalla partenza di San Marco in Lamis all’arrivo nell’altra masserie della famiglia Colantuono, ad Acquevive di Frosolone. Le origini molisane dei nonni (coltellinai locali) e dello zio, partiti nel 1920 per gli Stati Uniti proprio da Frosolone, l’hanno portata a riallacciare il rapporto con una terra di cui da piccola aveva sentito tanto parlare e che adesso, dopo l’esperienza sui tratturi, conosce e ama profondamente.

transumanza new york times

“Oh-Oh, Ay-Ay! Cavalcando il ritmo italiano della transumanza” è il titolo del suo ‘pezzo’ di notevole qualità, poesia, delicatezza. Uno spot ‘mondiale’ per una peculiarità delle nostre latitudini. Maria descrive l’avventura di bovini e mandriani con un sentimento totalizzante per l’attenzione del lettore: l’emozione per il  rito antico che si preserva e tramanda nei secoli, la disciplina dei Colantuono, gente di cuore che  mette gli animali al primo posto, le persone (ci siamo anche noi) incontrate sul suo cammino. Il ritmo delle parole viaggia sui tratturi, con un alternarsi di leggerezza e pathos.

Questa la descrizione del guado del Biferno: “Antonio Colantuono, on a sturdy brown horse, plunge in first, followed by 300 cows, moving in the water as briskly as they’d walked for the past three days, then clambering up the riverbank. I stood mesmerized as Franco and his girlfriend, Pasqualina, appeared in the middle of the herd, riding bareback together on the same horse, like a mytological god and goddess”. Tradotto “Antonio Colantuono, in sella a un robusto cavallo marrone, solca l’acqua per primo, seguito da 300 mucche che si muovono nell’acqua con lo stesso incedere sostenuto dei tre giorni precedenti, conquistando poi la riva del fiume. Io rimango ipnotizzata mentre Franco, e la sua compagna, Pasqualina, arrivano nel mezzo della mandria, cavalcando senza sella lo stesso cavallo, come divinità mitologiche”.

Da vera oriunda molisana, Maria racconta delle distese di caciocavallo a fette sui tavolacci, di ciambotta e di una nottata in cui siede con i mandriani che cantano in dialetto mentre sulla brace prendono odori e corpo i torcinelli.

Parole dense di emozione raccontano invece l’arrivo: “Molti di noi hanno versato delle lacrime difficili da spiegare. Nel frattempo, faccio l’ultimo miglio a piedi, devo essere esausta, ma mentre guardo in alto per ammirare gli edifici medievali e le guglie della chiesa di Frosolone, con le montagne che svettano sullo sfondo, tutto quello che provo è meraviglia e gratitudine”.

Beh, in tantissimi, probabilmente milioni, tra oggi e nei prossimi giorni, proveranno altrettanta meraviglia nello scoprire la transumanza dei Colantuono. Del Molise viene fuori una consistenza notevole che si sostanzia nella bellezza di luoghi e persone. Grazie Maria Russo per quest’omaggio alla tua e nostra terra. Oggi si fondono il brand inimitabile di una testata storica, che ha quasi 170 anni di età, con il millenario concerto di suoni, odori e sapori della transumanza. E’ un giorno speciale per il Molise. E’ un giorno speciale per la transumanza che insegue lo status di bene immateriale patrimonio dell’umanità.

Ecco il link all’articolo.