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La scuola di legalità ‘don Peppe Diana’ toccherà 12 regioni d’Italia

Riprendono per il sesto anno consecutivo le “lezioni itineranti” della Scuola di legalità “don Peppe Diana” diretta dal molisano Vincenzo Musacchio. Educazione alla legalità, lotta alla mafia e alla corruzione, lezioni sulla Costituzione repubblicana. Gli incontri sono finalizzati a promuovere, nell’ambito scolastico, un programma di attività conoscitive a favore degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado (dalle primarie all’Università).

Lo scopo resta sempre lo stesso: rendere consapevoli del valore delle regole e della legalità, con particolare riferimento alle mafie, alla corruzione e alla conoscenza dei principi costituzionali. Il progetto denominato “Legalità Bene Comune” anche per l’anno scolastico 2019/2020 prevede l’organizzazione, a livello nazionale e internazionale, di incontri presso tutte quelle scuole orientate a creare e diffondere il concetto di legalità e stimolare nei giovani una maggiore consapevolezza del loro ruolo.

Queste alcune scuole dove terremo i prossimi incontri: Calabria: Catanzaro; Sicilia: Palermo, Messina. Puglia: Torremaggiore, Foggia, Brindisi. Molise: Larino, Campobasso, Termoli e Isernia. Abruzzo: San Salvo. Campania: Caserta, Napoli. Lazio: Fiumicino, Roma, Rieti. Veneto: Verona. Emilia Romagna: Rimini, Marche: San Benedetto del Tronto, Macerata. Basilicata: Potenza. Lombardia: Milano, Pavia.

“Queste sono le scuole con le quali abbiamo avuto prenotazioni, restano aperte ovviamente ulteriori richieste da parte di altre scuole. Ricordiamo ai nostri lettori che tutti gli incontri sono totalmente gratuiti così come tutte le attività connesse. Anche i libri che saranno presentati agli studenti sono gratuiti – afferma Musacchio -. Diceva Antonino Caponnetto “La mafia teme la scuola più della giustizia, la mafia prospera sull’ignoranza della gente, sulla quale può svolgere opera d’intimidazione e di soggezione psicologica: solo così mafia e illegalità possono prosperare.” Noi come lui – che fu nostro maestro – pensiamo che la scuola abbia un ruolo decisivo per lanciare la sfida, formando i giovani alla cultura dello Stato, delle istituzioni e della legalità”.