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La Moldaunia bussa alle porte della Regione e trova aperto: si apre il dialogo sul futuro del Molise

I rappresentanti del progetto che vorrebbe unire la nostra regione alla provincia di Foggia sono stati ricevuti dal presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone. "Unica via per ridare dignità e futuro ad una regione che langue e a una provincia mortificata"

Si apre uno spiraglio nella questione della futura collocazione del Molise. Infatti dopo reiterate richieste, i promotori del progetto Moldaunia che propone di unire il Molise con la provincia di Foggia, sono stati ricevuti lo scorso lunedì 9 settembre dal Presidente del Consiglio regionale del Molise Salvatore Micone.

È stato un atto di cortesia e collaborazione istituzionale che per il momento non porta direttamente ad alcuna possibilità concreta che il Molise vada a costituire una nuova regione con la Capitanata.

Ma come richiesto più volte da Gennaro Amodeo, presidente del progetto Moldaunia, finalmente si apre un dialogo sul futuro della nostra regione e su quanto l’attuale autonomia molisana possa ancora convenire dal punto di vista economico e sociale, visti i gravi problemi di natura occupazionale e lo spopolamento evidente in moltissime aree.

Lunedì scorso intanto nella sede del consiglio regionale del Molise, Salvatore Micone ha ricevuto non solo Amodeo, ma anche il dottor Pierangelo Marano, la professoressa Luisa Andalorio e il signor Fabio Mucelli come rappresentanti del progetto Moldaunia. Secondo l’ingegner Amodeo “l’incontro è servito a illustrare le radici storiche e le prospettive di sviluppo legati al progetto Moldaunia che prevede, appunto, il passaggio dell’intera provincia di Foggia dalla giurisdizione regionale della Puglia a quella del Molise, unica via per ridare dignità e futuro ad una regione che langue da una parte e a una provincia mortificata dall’altra”.

“Infatti la suddetta operazione – prosegue Amodeo nel testimoniare l’incontro avvenuto lunedì scorso -, consentirebbe di portare il Molise a una dimensione territoriale e demografica pesante e rappresentativa, nonché collocata geograficamente in posizione di cerniera tra le regioni limitrofe dell’Abruzzo, Lazio, Campania, Lucania e la restante parte della Puglia che insieme ospitano circa il 30 per cento dell’intera popolazione nazionale”.

L’auspicato dialogo dovrebbe tuttavia prevedere anche le possibili altre opzioni a disposizione dei molisani, a cominciare da quella oggi più probabile che è rappresentata dalla continuazione dell’attuale autonomia acquisita nel 1963.

Ma sul tavolo restano altre opzioni, magari oggi meno pressanti come quelle rappresentate dal progetto Majella madre che si propone la riunione fra Abruzzo e Molise come era prima del 1963 e il progetto del Molisannio che unirebbe la provincia di Benevento alla nostra regione.

Da non sottovalutare invece l’idea della Macroregione Adriatica che metterebbe insieme Marche, Abruzzo e Molise come da una antica proposta di riforma complessiva delle Regioni d’Italia.

Di recente primonumero.it ha interrogato i propri lettori con un sondaggio senza fini statistici, pensato per tastare l’opinione delle persone, ed è stato chiaro l’orientamento di chi ha deciso di rispondere.

Il sondaggio infatti visto una netta prevalenza di chi propone di riunirsi con l’Abruzzo con il 40 per cento delle preferenze. Al secondo posto si era piazzata invece l’opzione Macroregione Adriatica mentre soltanto il 16 per cento dei votanti preferiva l’autonomia. L’opzione Moldaunia si era piazzata al quarto posto relegando in coda il Molisannio.