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La Festa dell’Uva ha 88 anni ma è il trionfo dei giovani. Radici e ospitalità: così si conquistano 10mila persone

Bilancio positivo per l'88esima edizione della manifestazione che si è svolta ieri (8 settembre) a Riccia. "Qui i visitatori si sentono veramente coinvolti", dice il sindaco Pietro Testa a cui un gruppo di turisti del lago di Garda ha espresso l'intenzione di prendere la residenza dopo aver partecipato all'evento.

“Un gruppo di ragazzi provenienti dal Lago di Garda e in vacanza a Rimini hanno deciso di raggiungere Riccia per partecipare alla Festa dell’uva. E si sono talmente divertiti che mi hanno chiesto di prendere la residenza qui”. Questo episodio, raccontato dal sindaco Pietro Testa, probabilmente è un ‘assaggio’ di quello che è il senso profondo della Festa dell’Uva, una della manifestazioni più longeve ma anche più coinvolgenti del Molise, forse quella in cui la tradizionale accoglienza molisana raggiunge l’apice.

Festa dell'Uva 2019
Festa dell'uva 2019

Un evento un po’ carnascialesco, un po’ goliardico agli occhi degli spettatori. Ma per i riccesi doc è molto altro: è radici, tradizione, folklore, attaccamento alla propria terra e a uno dei suoi migliori prodotti, l’uva appunto. Tutto questo spiega perchè si impegnano tempo, fatica e anche risorse economiche per allestire i carri (quindici quest’anno), per curare tutto nei minimi dettagli: ci si dà i turni, si lavora pazientemente negli ultimi giorni prima della sfilata per attaccare uno ad uno i chicchi di uva nera e bianca che poi addobbano le macchine. Occorre il lavoro di almeno 50 persone.

Ogni anno gruppi di amici e i residenti della varie contrade si organizzano per realizzare i carri che sono solo una componente di una giornata spensierata e indimenticabile. E poi: oltre al vino, il cibo. In particolare le pietanze tipiche di Riccia e del pranzo di San Giuseppe: i calzoni di San Giuseppe, peperoni ripieni, pasta e fagioli, cavatelli, i ciufol, i dolci.

festa dell'uva Riccia

E ancora: musica popolare, canti e balli. C’è anche il folklore dei gruppi che animano la sfilata riescono a creare quel clima di festa e a coinvolgere gli spettatori che riescono a sentirsi veramente “a casa”. Quest’anno, stando alle prime stime, sono arrivate a Riccia 10mila persone: molti da Campobasso e dalla provincia, ma anche dalla Campania, finanche dal Nord Italia, come il gruppo di turisti che dal lago di Garda hanno raggiunto il Molise dopo aver visto sui social e su Internet le foto e i commenti della festa. Hanno deciso che non potevano mancare e sono rimasti talmente entusiasti che al primo cittadino riccese hanno espresso l’intenzione di tornare ogni anno e di prendere addirittura la residenza in paese.

“E’ una manifestazione bellissima, che dà il senso dell’ospitalità di noi riccesi anche perchè i carri distribuiscono cibo e vino gratis a tutti i visitatori”, sottolinea ancora il sindaco di Riccia che traccia un bilancio positiva dell’88esima edizione. “Probabilmente questa festa è apprezzata così tanto perchè le persone si sentono veramente coinvolte nei balli e nei canti. Si crea un’atmosfera bellissima”. Forse è proprio questo il segreto di un evento che si avvicina a grandi passi verso il secolo e non mostra affatto i segni del tempo che passa.