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La battaglia per L113 al Consiglio di Stato: ma con nuovi ginecologi e 70 parti in più la carenza di sicurezza è sparita

Governo contro le Amministrazioni comunali del Basso Molise nella lotta per tenere aperto il Punto Nascite di Termoli. Giovedì 26 settembre si discute a Palazzo Spada il ricorso contro la sospensiva del Tar

Stato contro mezzo Basso Molise. Con una semplificazione ai limiti dell’eccesso, si può riassumere così il confronto al Consiglio di Stato sulla nota vicenda della chiusura del Punto Nascite dell’ospedale San Timoteo. È prevista infatti domani 26 settembre la discussione del ricorso a Palazzo Spada presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Salute e il Ministero delle Finanze contro la sospensiva concessa dal Tar del Molise lo scorso 25 luglio. Una sospensiva che ha annullato temporaneamente il decreto di chiusura del Punto Nascite di Termoli deciso dal commissario ad acta Angelo Giustini.

Una decisione alla quale il Governo Conte 1, tramite la stessa struttura commissariale, si è opposto nettamente addirittura impugnando la sospensiva e quindi non decidendo di attendere il giudizio di merito davanti ai giudici del Tribunale amministrativo regionale, già programmato per l’8 aprile 2020.

Si preannuncia quindi una giornata decisiva per il destino del Punto Nascita di Termoli, per il quale nel frattempo l’Asrem ha reperito in questi mesi nuovi medici , decisivi per tamponare l’emergenza che aveva portato Giustini alla chiusura giustificata col fatto che mancherebbero le condizioni minime di sicurezza per far funzionare il reparto.

Tuttavia, come era stato fatto rilevare più volte, la mancanza di una rete delle emergenze adeguata, rendeva ancora più pericoloso chiudere l’unico Punto Nascite del Basso Molise, stante la lontananza e le pessime condizioni infrastrutturali con l’ospedale molisano più vicino, quello di Campobasso.

Da qui la battaglia legale che ha visto il Comune di Termoli capofila, con al fianco le amministrazioni comunali di quasi tutte le altre realtà bassomolisane e supportato dal comitato ‘Voglio nascere a Termoli’ che nel corso dell’estate ha raccolto più di 8mila firme per chiedere che il Punto Nascite resti aperto.

Petizione punto nascite

Da allora ad oggi però il reparto è stato rinforzato e quella carenza evidente o di inizio luglio è un ricordo. Fra le ragioni che i legali cercheranno di far valere in Consiglio di Stato c’è anche la risposta massiccia al concorso per dirigenti medici di Ginecologia, al quale hanno presentato domanda oltre 40 medici. Ma c’è anche il numero di parti, aumentato di 70 in questi tre mesi circa, fra i motivi che verranno portati all’attenzione dei giudici della Capitale.

Quindi a breve, presumibilmente entro la fine del 2019, il San Timoteo dovrebbe avere sei ginecologi nuovi e i giudici potrebbero valutare anche la questione del personale. Con sei medici in servizio e di conseguenza l’aumento delle nascite, la mancanza di condizioni di sicurezza dovrebbe venir meno, a rigore di logica.

A Roma ci sarà quindi anche il Comune di Termoli. La Giunta Roberti ha infatti deliberato l’opposizione al Ricorso del Governo. Gli avvocati Massimo Romano e Vincenzo Iacovino, a capo del pool di legali che ha curato il ricorso al Tar del luglio scorso, difenderanno ancora le ragioni di oltre una decina di Comuni bassomolisani e delle donne partorienti.

Fra chi ha già deliberato l’adesione e chi potrebbe non fare in tempo formalmente, si sono schierati a difesa del presidio del Punto Nascite Termoli, Petacciato, San Giacomo degli Schiavoni, Guglionesi, Ururi, San Martino in Pensilis, Montecilfone, Portocannone, Colletorto, Castelmauro, Montefalcone nel Sannio.

Una battaglia che forse si poteva e doveva evitare, anche alla luce del cambio di governo, con il conte Bis che ha portato in dote anche un avvicendamento del ministro della Sanità, con Roberto Speranza di Leu al posto della pentastellata Giulia Grillo. In molti ipotizzavano anche il defenestramento di Angelo Giustini, generale della Guardia di Finanza scelto come commissario alla Sanità molisana per volere della Lega. Ma sparito il partito di Salvini dal governo, Giustini è rimasto al suo posto. E il ricorso di domani mette di nuovo a rischio la sigla L113, quella che identifica i nati a Termoli e che è diventata il simbolo di una battaglia per l’intero territorio.