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“Io assolto da ogni accusa, mia moglie vittima due volte. Rivogliamo i nostri figli che ci hanno tolto anni fa”

Scagionato da ogni accusa un anno e mezzo fa, resta in attesa di poter riabbracciare i figli che gli erano stati tolti dal giudice dopo l'arresto per maltrattamenti e abusi. Non li vede da 7 anni, la moglie da 3. "Ci sentiamo come i genitori di Bibbiano e cominciamo ad avere dubbi nella giustizia" affermano, provati da un allontanamento forzato e da una procedura di ricongiungimento lunga e complessa.

Arrestato e processato per minacce contro la moglie e i 3 figli, maltrattamenti, botte e costrizioni. Ma assolto, con sentenza del tribunale di Larino dell’8 gennaio 2018, perché il fatto non sussiste. Una telefonata anonima al Telefono Azzurro aveva raccontato abusi – anche di natura sessuale – da parte di questo padre residente a Termoli, che oggi ha 44 anni e malgrado la chiarezza del dispositivo giudiziario (che lo ha scagionato con formula piena ammettendo che alla base dell’indagine e dell’arresto c’era una falsa informazione) non può vedere i figli da anni.

All’epoca avevano 14, 11 e 2 anni. Oggi ne hanno rispettivamente 20, 17 e 8. Stanno crescendo uno in una casa-famiglia, le altre con famiglie affidatarie. Lui, il padre, è distrutto come è distrutta la compagna, poco più giovane di lui, che ha sempre difeso il marito esponendosi anche sui media.

Sebbene abbia ritenuto di fare anche appelli pubblici sui social, noi lo chiameremo Franco, che non è il suo vero nome, a tutela dei minori. Idem per lei, che chiameremo Maria. Franco e Maria oggi vivono l’inferno di restare lontani da quei bambini per i quali il Tribunale dei Minorenni non ha ancora disposto il ricongiungimento.

“È passato tempo – racconta Franco – e comincio a non avere fiducia nella giustizia. Ci avevano promesso almeno un incontro con le famiglie che hanno in affidamento le nostre figlie, ma sono trascorsi mesi e mesi e non è accaduto nulla”.

Il maggiore è ospite di una struttura che potrà lasciare al compimento dei 21 anni. “Manca poco perché torni a casa e non vediamo l’ora. Lui, almeno, possiamo incontrarlo”.

Le figlie invece sono cresciute lontane da entrambi i genitori. Il padre non le vede da 7 anni, la madre da 3. Malgrado la riabilitazione pubblica, malgrado la sentenza riconosca a quest’uomo di non aver commesso quegli odiosi reati per i quali era stato ammanettato nell’aprile 2013, l’incubo non cessa.

“Le accuse di violenza sessuale erano già decadute in fase di indagini preliminari e in seguito all’incidente probatorio. Ma era stato rinviato a giudizio e processato per maltrattamenti contro i bambini e la compagna nonostante non ci fosse alcun presupposto”, è il commento dell’avvocato Mileti, che con la collega Gianandrea ha ottenuto un’assoluzione “perché il fatto non sussiste” dimostrando, durante il rito abbreviato, che non ci sono stati maltrattamenti né contro i figli né contro la compagna.

Il ricongiungimento dovrebbe essere scontato, ma i mesi continuano a trascorrere e loro dicono di sentirsi “come i genitori dei bimbi di Bibbiano”.

“Questo è un allontanamento forzato che sta provocando sofferenze e che – aggiungono – può causare danni psicologici irreversibili”. Franco ha un lavoro stabile, come gli riconoscono anche i giudici sulla base delle relazioni degli assistenti sociali, grazie al quale può garantire il sostentamento alla famiglia. I giudici riconoscono a entrambi il “responsabile atteggiamento nell’affrontare il pesante carico familiare”.

“Allora perché  – domanda Maria – tutto questo tempo per riavere i nostri figli? Le coppie affidatarie non sono la loro famiglia, e noi vogliamo riabbracciarli. Tutto questo è straziante e sembra non dover finire più”. I legali, che li stanno seguendo nella complessa vicenda che è materia del Tribunale dei Minorenni, confermano i tempi lunghissimi. Tempi che allontanano un diritto naturale prima ancora che giudiziario. “Speriamo che la procedura possa essere velocizzata”. Anche perché la fase del ricongiungimento non avviene dall’oggi al domani ma attraverso un percorso di graduale reinserimento dei bambini nel nucleo familiare di origine.