Incendio partito da macchina per stampa distrugge fabbricato commerciale: per ore nessuno se n’è accorto

I Vigili del Fuoco sono intervenuti alle 2 e 45 della notte, ma le fiamme sono partite senza essere notate da nessuno diverso tempo prima e hanno bruciato lentamente fibre sintetiche, cartongesso e macchinari, facendo poi scoppiare i vetri per il calore e compromettendo diverse attività commerciali dello stabile. Piano terra parzialmente inagibile, mentre il primo piano è distrutto. Le cause potrebbero essere accidentali, collegate a un macchinario per stampare a caldo.

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L’incendio che nella notte e fino all’alba di oggi, 26 settembre, ha distrutto un fabbricato commerciale a Campomarino, sarebbe partito da una macchina per stampa a caldo sul retro del negozio Personalstyle, al primo piano, che vende indumenti da lavoro, antinfortunistici e sportivi con relativa personalizzazione tramite macchinari.

Proprio in uno di quei macchinari, secondo le prime risultanze del Niat ovvero il nucleo investigativo antincendi territoriale, ci sarebbe l’origine del rogo, probabilmente per un problema di natura elettrica. La gravità di quanto accaduto risiede però nella tempistica, perché per ore nessuno si è reso conto che il negozio sulla statale 16 stava bruciando.

La chiamata è arrivata ai vigili del fuoco del distaccamento di Termoli tramite 115 solo dopo le 2 e 30 della notte, quando un automobilista ha deciso di lanciare l’allarme riferendo al telefono di aver notato un piccolo incendio lungo la scarpata che porta in paese, a Campomarino. Le fiamme infatti non erano visibili quasi per nulla dalla strada e solo dopo occhiate molto attente da parte del personale del 115 ci si è resi conto che a bruciare non era vegetazione incolta bensì l’interno di un locale commerciale. Le vetrate annerite e il bagliore dietro hanno spinto i vigili a sfondare la porta e precipitarsi all’interno del negozio, già quasi completamente distrutto.

Non è l’unico attività danneggiata in maniera pesantissima dal fuoco, che ha richiesto l’intervento di 6 mezzi e 15 uomini, arrivati sia dal distaccamento di Santa Croce di Magliano che dal comando provinciale di Campobasso, che hanno lavorato fino alla tarda mattinata odierna.

La presenza di fibre sintetiche, delle magliette e delle divise da lavoro, e delle pareti in cartongesso che fungono da divisori fra i locali, ha moltiplicato gli effetti del fuoco, attraverso una combustione lenta e inarrestabile che è stata difficile da spegnere e che per ore ha trasformato e locali – soprattutto del piano superiore, in una trappola micidiale.

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Non solo il negozio di indumenti sportivi e da lavoro è stato distrutto, ma danni ingentissimi anche per i due locali attigui. Il mini appartamento, che si trova sul lato destro del negozio, non esiste più. La palestra, sull’altro lato, è parzialmente inagibile e in attesa di una certificazione che ne possa attestare la sicurezza, che non è detto arrivi prima di svolgere determinati lavori di ripristino.

Danni molto importanti anche al piano sottostante, dove trovano spazio un’attività di ricambi per auto, il cui titolare è Caringella, lo stesso proprietario dell’intero fabbricato, e un forno. Quest’ultimo è quello che ha subito le conseguenze più pesanti e al momento non è agibile. In queste ore il funzionario di servizio del Niat sta coordinando nuovi rilievi con il personale dei vigili del fuoco per accertare le cause e la sicurezza attuale dello stabile, dove il proprietario sta anche quantificando il danno.