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Incendio in un vano della nave, poi il black-out e lo stop in mare: “Abbiamo avuto paura, ma siamo salvi”

La Msc Sinfonia era partita lo scorso 30 agosto dal porto di Ancona. Tre giorni più tardi, in piena notte, l’incendio di una turbina ed il black-out, con conseguente fermo della nave in mare aperto, hanno scatenato la paura dei passeggeri.

‘C’è un incendio a bordo ma non c’è da preoccuparsi. Il personale addetto alla sicurezza è già a lavoro e non c’è un immediato pericolo’. È questo il messaggio, letto dal Comandante della Msc Sinfonia, che rompe il silenzio della notte ed allarma i passeggeri a bordo che non sanno cosa aspettarsi. Ma andiamo con ordine: la nave è partita lo scorso 30 agosto dal porto di Ancona, per una crociera di una settimana che avrebbe toccato la Grecia e la Croazia, prima di rientrare in Italia con tappe a Spalato, Santorini, Mykonos, Dubrovnik e Venezia. Il viaggio si profila perfetto, con mare e vento che accompagnano la navigazione. Tutto scorre secondo programma.

Mercoledì 4 settembre, dopo aver lasciato le splendide coste di Santorini, la ‘Sinfonia’ si rimette in viaggio alla volta di Dubrovnik, nel cuore del mare Adriatico. Sono da poco passate le 20 e, dopo cena, i passeggeri si intrattengono sui ponti, nel centro benessere o facendo sport, prima di andare a dormire. La notte, lentamente, si impossessa del cielo ed il silenzio cala sovrano sulla nave.

Verso la mezzanotte, però, una voce rompe l’armonia. Un messaggio in codice del Comandante, probabilmente rivolto al personale di bordo, dove compare la parola ‘Fire’ (incendio ndr). “Non prometteva nulla di buono – racconta un imprenditore termolese a Primonumero.it in vacanza con la famiglia proprio sulla ‘Sinfonia’ e che preferisce mantenere l’anonimato per evitare inutili preoccupazioni ai parenti –. Dopo tre o quattro minuti c’è stato un black-out a cui è seguito lo stop della nave. Sono subito partite le luci di emergenza e, dopo una decina di minuti, la voce del Comandante annuncia che c’è un incendio a bordo, ma è tutto sotto controllo”. Nel frattempo in molti si dirigono sul ponte, altri restano nelle cabine ed altri ancora cercano di capire cosa sia successo e quanto sia grave la situazione.

Mentre i passeggeri si radunano, parlano fra loro e cercano di tranquillizzarsi a vicenda, si riaccendono le luci: “Era passata circa un’ora ed i messaggi che ci arrivavano confermavano ancora la presenza di un incendio a bordo”. Di tracce di fiamme o di odore di fumo, però, nemmeno l’ombra. “Siamo tornati in cabina per prendere i giubbotti ed incontriamo una persona del personale, in divisa, con un secchiello rosso con il moccio in mano, che ci rassicura e ci invita ad andare a dormire. Lo abbiamo guardato e siamo tornati in cabina, seppure l’immagine era particolare, immaginando che avrebbero estinto l’incendio con i secchi”.

Poco prima delle due del mattino, un nuovo annuncio del Comandante riempie i cuori di tutti: l’incendio è stato domato ed il pericolo è rientrato. “Noi abbiamo mantenuto la calma, anche se eravamo molto preoccupati. Abbiamo preso i giubbotti di salvataggio per essere pronti ad ogni evenienza”. Il resto della notte trascorre velocemente, senza intoppi e senza sonno: “Abbiamo dormito poco, ci siamo messi a letto tardi e ci siamo svegliati prestissimo”.

Il giorno successivo, verso mezzogiorno, sulla nave c’è un nuovo black-out mentre era in navigazione in nave aperto verso Dubrovnik, durato circa un’oretta: “Anche in questo caso ci annunciano che gli ingegneri erano al lavoro per risolvere il guasto e che non c’era motivo di allarmarsi – continua l’imprenditore – Costeggiavamo un’isola, vedevamo a circa due miglia la costa luminosa”.

Ma cos’è successo in quella terribile notte? Ce lo racconta l’imprenditore termolese che ha avuto modo di indagare e di parlare con il personale che si è occupato dell’emergenza e che gli ha spiegato anche l’importanza della sicurezza a bordo delle navi della compagnia Msc, considerata una delle migliori in questo ambito: “È  andata a fuoco una turbina che si trovava in un locale al terzo piano, causando il black-out ed il blocco della nave. Il locale a fuoco è stato immediatamente sigillato, visto che sono compartimenti stagno, ed eliminato l’ossigeno così da domare l’incendio in meno di un’ora ed evitare il propagarsi delle fiamme negli altri locali”.

Il viaggio, a parte il black-out del giorno successivo verso mezzogiorno e risolto in circa un’ora con successiva ripartenza della nave, non ha subìto ritardi: “Alle 12.30 di venerdì eravamo a Dubrovnik, come da programma”, rassicura ancora l’imprenditore. Una volta arrivati in Croazia, i passeggeri sono scesi ed il personale a bordo ha effettuato le prove del generatore, avvisando i suoi ospiti di tutte le operazioni che si andavano profilando. “Malgrado il rischio di creare panico, siamo stati costantemente messi al corrente di quello che accadeva – ha aggiunto l’imprenditore – Io ne sono stato contento, ho preferito sapere tutto minuto per minuto, invece di venirlo a sapere dopo qualche giorno, magari dai giornali”.

La traversata terminerà in queste ore, dopo sette giorni, in tutta sicurezza: “Siamo venuti a sapere che, nei minuti successivi all’incendio, il Comandante aveva lanciato un SOS e quattro grandi imbarcazioni, tra cui la Costa ‘Luminosa’, si trovavano vicino a noi. In meno di un’ora ci avrebbero raggiunti e tratti in salvo, laddove fosse stato necessario”. Questa mattina la crociera attraccherà a Venezia, concludendo il suo emozionante – e non privo di paura – viaggio, ma il ricordo dei passeggeri sarà indelebile: “Abbiamo gestito la paura in modi diversi – ha concluso l’imprenditore termolese – Alcuni si sono spaventati a morte, altri sono rimasti calmi. Il personale di bordo è stato fantastico e, il giorno successivo ci ha regalato una giornata spettacolare a base di animazione, divertimento e risate. Ci hanno fatto dimenticare la paura”.

Foto: pagina facebook MSC Crociere