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Il Reddito di Residenza non è più uno spot, pubblicato il bando. Fino a novembre si può fare domanda

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Molise il bando per il Reddito di residenza attivo. Fino al 30 novembre si potrà inoltrare la propria candidatura. L'idea del consigliere regionale Antonio Tedeschi è dunque realtà

Il Reddito di Residenza Attiva è realtà. È stato infatti pubblicato oggi, 17 settembre, sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise, l’Avviso Pubblico ‘per l’accesso al Fondo in favore di soggetti che vanno a risiedere nei comuni con popolazione fino a 2000 abitanti’ ed è dunque possibile presentare la propria domanda per ottenere il beneficio.

Ad annunciarlo, con un certo orgoglio, il ‘padre’ del provvedimento, il consigliere regionale Antonio Tedeschi, che afferma come l’iniziativa “in pochi giorni è riuscita a conquistare l’attenzione della stampa di tutto il mondo, regalando al Molise una visibilità senza precedenti”.

Da questo momento in poi gli interessati potranno prendere visione di tutta la documentazione necessaria ed inviare le proprie candidature, a mezzo pec, entro il 30 novembre prossimo. “Naturalmente – le parole di Tedeschi – speriamo che le numerosissime dimostrazioni di interesse giunte nell’ultima settimana si traducano in partecipazione concreta. Siamo stati contattati da migliaia di persone provenienti dall’Italia e da tutto il mondo, dall’Australia agli Stati Uniti, dal Nord Europa all’Africa, dall’Asia all’America Latina. Molte di esse hanno già prenotato viaggi in regione, con l’intento di conoscere il nostro territorio e scoprirne le bellezze. E questa è già una grande conquista. L’interesse è altissimo, ne siamo fieri. Ma restiamo cauti ed attendiamo l’evolversi della situazione”.

L’Avviso Pubblico, di cui presto sarà disponibile anche una versione in inglese, è stato pubblicato sul BURM n.36 del 17 settembre ed è consultabile sul sito della Regione Molise. A corredo della domanda e del testo del bando, è presente un elenco dei comuni molisani che rispondono al requisito principe dell’iniziativa ovvero avere meno di 2mila abitanti. Sono divisi per ambiti territoriali e sono in particolare 11 per quello di Agnone, 21 per quello di Riccia-Bojano, 19 per Campobasso, 9 per Larino, 13 per quanto riguarda l’Ats di Termoli, 12 sono nel territorio di Venafro e 21 in quello di Isernia. Impossibile citarli tutti (qui l’elenco completo), in totale sono 106 dei 136 che compongono la geografia molisana, oltre tre quarti. E chissà che il provvedimento non contribuisca a ridisegnare la demografia interregionale.

Chi deciderà di fare le valigie per trasferirsi e intraprendere un’attività in uno di questi campanili, riceverà un contributo complessivo di 24mila euro in tre anni suddiviso in tre rate da 8mila euro. La prima sarà erogata dopo la presentazione di tutta la documentazione che attesta la nuova residenza, la disponibilità dell’immobile destinato ad abitazione e quello destinato alla attività imprenditoriale. Le altre due tranche saranno erogate, rispettivamente, dopo il primo e il secondo anno, a seguito della presentazione della documentazione richiesta tra cui quella che attesta lo stato di realizzazione dell’iniziativa imprenditoriale. La Regione ha stanziato per il 2019 488mila e 500 euro circa.

All’ormai famoso bando possono partecipare maggiorenni che provengano da un comune italiano con più di 2mila abitanti (non necessariamente molisano) o da altra Nazione. Fermo restando la disponibilità ad avviare lì un’attività imprenditoriale. Non basterà certo un aleatorio progetto che invero dovrà avere dei punti di forza che sarà una apposita Commissione a valutare. Ad esempio, il punteggio massimo (30 punti) lo darà la coerenza tra l’iniziativa presentata e il Comune nel quale si intende insediarla. Sarà dunque preso in considerazione il grado di integrazione ‘territoriale’ del progetto. Ma sarà importante anche il grado di sostenibilità futura cioè quanto l’attività sarà in grado di mantenersi nel futuro. E poi la cantierabilità e dunque i tempi di realizzazione dell’iniziativa, il numero di persone coinvolte (si pensi al beneficio che potrà apportare un’attività che preveda più occupati) e, infine, il recupero di un immobile esistente ma inutilizzato perché, ad esempio, fatiscente.

Nel caso di progetti che riporteranno lo stesso punteggio, a fare la differenza sarà l’Isee, il numero di eventuali figli a carico e l’età del proponente.

La domanda è sul sito regionale (qui il link) insieme a tutte le informazioni utili e alla documentazione da allegare. Dopo tanto parlare, è giunto il tempo di farsi avanti.