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Colle della Torre, il quartiere che resiste: pulizia fai-da-te dei residenti, ma manca la partecipazione di tutti fotogallery

Un gruppo di cittadini, sotto l’impulso dell’associazione di quartiere, si è messo al lavoro ed ha ripulito strade e vegetazione dai rifiuti.

Questo quartiere è sporco, ci sono cartacce dappertutto”. Quante volte abbiamo sentito dire questa frase, o magari l’abbiamo pronunciata proprio noi? Sicuramente tante, soprattutto quando, passeggiando per il quartiere, notiamo plastica e scarti a decorare la vegetazione. Molto spesso, però, a quelle lamentele in parte giustificate, non corrispondono azioni fattive di pulizia che risolvano la questione e così interi quartieri, soprattutto periferici, mostrano il lato peggiore di sé.

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È il caso, ad esempio, del quartiere Contrada Colle della Torre che con i suoi quasi 2mila abitanti può considerarsi un piccolo paese all’interno della città e dove capita, non di rado, di ‘inciampare’ in uno spettacolo poco edificante con rifiuti che ricoprono intere vallate. Qui l’associazione ‘Contrade Termoli Nord’ è molto attiva ed organizza, quasi tutti gli anni, la ‘Giornata ecologica’ per ridare lustro e vivibilità alla zona, il tutto a proprie spese.

E così, in una domenica di metà settembre dal sapore ancora estivo, tanto che in molti hanno affollato le spiagge, una ventina di residenti si sono incontrati per ripulire la loro ‘isola verde’. Adulti e bambini, anche di età inferiore ai 6 anni, si sono attrezzati con guanti, buste nere, bastoni con i pungiglioni per infilzare i rifiuti e due trattori dove sono stati posizionati i cassonetti per la raccolta differenziata e, in poco più di due ore, hanno riempito numerosi sacchi. La giornata ecologica odierna ha tagliato il traguardo dell’undicesima edizione sottolineando, ancora una volta, come l’amore per il proprio quartiere possa essere trasmesso anche attraverso piccole azioni quotidiane come la pulizia degli spazi comuni.

Dalla prima edizione, le azioni non si sono fermate e, seppure la zona sia un po’ isolata dal resto della città e priva di servizi essenziali come una chiesa “per cui abbiamo lottato con il Vescovo senza ottenere nulla” fanno sapere dal quartiere o un supermercato,  il numero crescente di case – alcune delle quali in costruzione – unito alla presenza di illuminazione pubblica, di fermate per gli autobus urbani, di un campetto per il basket o il calcio, di giochi per i più piccoli ed di un bar, rendono la zona una delle più appetibili per le giovani coppie desiderose di un nido d’amore immerso nella natura.

L’unica pecca, e qui occorre dirlo, è la poca partecipazione dei residenti: a parte quella decina di famiglie, accompagnate da figli adolescenti e minori, tra cui i componenti dell’associazione, il resto degli abitanti non è sceso in strada. Diverse le auto che, passando accanto ai volontari impegnati nella pulizia, hanno suonato, salutato ed augurato ‘Buon lavoro’, senza prendersi la briga di scendere, nemmeno quando i più giovani hanno urlato loro “Scendete ed aiutate, questo è anche il vostro quartiere“.

Perché se da un lato è vero che “Anche qui paghiamo le tasse, ma il comune sembra essersi dimenticato di noi e non viene nemmeno a sfalciare l’erba”, come ha evidenziato un residente non appena ha incrociato Primonumero, è anche giusto sottolineare che il rispetto per la natura dovrebbe partire da noi, da piccoli gesti quotidiani come il non gettare scarti a terra o raccogliere i bisogni dei nostri amici a quattro zampe, per poi trasmettere l’amore per il mondo ai nostri figli e nipoti.