Gam, appello della Cisl: “Scenari preoccupanti, basta annunci dalla Regione”

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Poche ore dopo la notizia della convocazione al Ministero dello Sviluppo economico (il prossimo 30 settembre), la Cisl suona la sveglia e lancia un appello per evitare il licenziamento dei 240 operai della Gam. Il prossimo 4 novembre scadrà la cassa integrazione straordinaria e, se non saranno trovate delle soluzioni, gli ex dipendenti dello stabilimento di Monteverde di Bojano saranno licenziati.

“Siamo arrivati a un punto di quasi non ritorno per la gestione della vertenza Gam ed è quanto mai necessario che ognuno produca il massimo sforzo per evitare sia i licenziamenti dei lavoratori ma soprattutto evitare che si perda la speranza di un insediamento produttivo che può dare rilancio a tutta la filiera”, sottolinea il sindacato.

Il primo obiettivo deve essere “convincere Amadori a riprendere in considerazione il progetto d’investimento sull’area” e in particolare sul macello. Un piano naufragato lo scorso aprile per una serie di intoppi burocratici. Tanto è vero che non c’è certezza sulla presenza dei rappresentanti della società Avicola Vincentina (gruppo Amadori) al vertice del prossimo 30 settembre.

“Il passo indietro di Amadori per l’investimento sul macello ha aperto a scenari molto preoccupanti – ribadiscono Cisl e Fai – ma non rappresenta nei fatti il passo indietro dell’impresa che ha comunque investimenti e interessi nell’area di Boiano. Su questo bisogna fare leva in modo di organizzare quanto necessario per incrociare tutti gli interessi possibili”. Per questo il sindacato sollecita la Regione Molise che “deve farsi carico di avviare vere politiche attive” e dunque “non è più il tempo di annunciare da parte della Regione le misure previste nel famoso PRRI (Piano di riconversione e riqualificazione industriale, ndr), ma fare i conti precisi sulla platea dei lavoratori e andare al tavolo con idee chiare sui numeri stessi dei lavoratori, in base alle loro caratteristiche ed età, con un piano integrato delle misure da adottare e compatibile con un eventuale piano di ricollocazione previsto da Amadori. Adesso è necessario dimostrare anche la capacità del territorio, in tema di attrattività e soprattutto di responsabilità. A ognuno compete fare il massimo senza caricare necessariamente altri di responsabilità che invece non hanno. Far prevalere il buonsenso e il rispetto per ogni interesse legittimo è quanto mai necessario per portare a casa un risultato soddisfacente per tutti”.

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