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Finito il fermo, si riaccende il mercato del pesce. Armatori pronti a salpare già stanotte foto

Il rumore delle reti che vengono issate, il rombo dei motori che tornano attivi, le voci dei pescatori che riecheggiano lungo il porto: è così che Termoli si appresta a dare l’arrivederci al fermo biologico. Dalla mezzanotte di oggi, infatti, i pescherecci saranno liberi di tornare nuovamente in mare, dopo un mese esatto di ‘prigionia’ che li ha costretti a terra. Le redini ben strette, le cabine chiuse, i computer di bordo spenti saranno solo un lontano, seppur lungo, ricordo di quest’anno.

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Domenica mattina l’emozione è palpabile, la voglia di navigare si percepisce lontano un miglio e le flotte trepidano nell’attesa di poter tornare a pescare. Abbronzatura da lupi (di mare), le braccia muscolose ed i vestiti comodi, i pescatori balzano fuori dalla poppa dei pescherecci ormeggiati lungo la banchina. Sulla terraferma i furgoni tirano fuori le reti, imbrigliate lo scorso 15 agosto, e le trasferiscono a bordo. Ad attenderle ci sono tre marinai, pronti a rimontarle, mentre il rumore del motore sotto di loro si fa sempre più forte. “Tira, lascia, prendi” grida qualcuno, mentre il Comandante controlla le rotte e compila il diario di bordo. Dalla coperta si iniziano a preparare le cassette che, nelle ore notturne, saranno riempite di pesce.

Per chi si trovasse a passare per il porto è uno spettacolo da non perdere, che fa trasparire l’animo verace di quella Termoli un po’ retrò che rende omaggio alla sua tradizione millenaria. Una fonte di reddito certo, che ha permesso a migliaia di famiglie di vivere, portando avanti il lavoro degli avi, ma capace di radicarsi così a fondo nell’animo dei termolesi, da farli identificare in un’unica, grande famiglia: quando la flotta esce per la consueta battuta di pesca non si spera solo che, l’indomani, si possano gustare i dolci frutti di mare, ma si scruta l’orizzonte auspicando di notare quelle flebili luci avvolte dal buio della notte che, man mano che si avvicinano, prendono la forma delle navi della flottiglia.

Proprio quelle delizie, cullate tra le onde del Mare Adriatico, torneranno nei mercati cittadini già dall’inizio della prossima settimana: tra lunedì e martedì le tavole dei termolesi si rianimeranno di spaghetti con le vongole, zuppe e polipi in purgatorio. L’ultima volta che il pesce termolese è stato il re dei piatti delle famiglie è stato durante la sagra del pesce dello scorso agosto, quando è stato dato il nulla osta per l’uscita in mare aperto, in via del tutto eccezionale.