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“Crisi climatica senza precedenti, rischia anche il Molise”: geologi lanciano allarme con i ragazzi foto

Il presidente dell'Ordine regionale Giancarlo De Lisio averte: "Nella nostra regione Molise, in cui il dissesto idrogeologico (o per meglio dire geo-idrologico, essendo di genesi primariamente geologica) è endemico e congenito, va ad aggravarsi ulteriormente per lo sconvolgimento climatico prospettato dai ricercatori".

Numerosi, ben più numerosi del solito e delle solite manifestazioni, i ragazzi che questa mattina si sono dati appuntamento nelle piazze molisane dove si è celebrata la terza edizione dei Friday for future, sciopero contro i cambiamenti climatici. Una mobilitazione evidente, ma anche una bella dimostrazione da parte dei giovani di stare un passo avanti agli adulti, ai quali hanno dato la sveglia, nel rivendicare scelte politiche coerenti con la necessità del cambiamento per la Terra e contenere l’aumento della temperatura entro 1,5 gradi.

A Termoli come a Campobasso e in diverse altre piazze “minori” (le foto sono di Guglionesi oggi 27 settembre) gli studenti hanno sostenuto con slogan, striscioni e parole la necessità per i governanti di impegnarsi concretamente in questo, e al Ministero per l’Istruzione, che aveva deciso di non conteggiare in maniera tradizionale le ore di assenza, investimenti mirati per sviluppare l’innovazione tecnologica, cominciando proprio dal istituti scolastici.

Accanto ai ragazzi anche i sindacati e l’Ordine Geologi del Molise che attraverso il presidente Giancarlo De Lisio (a sinistra nella foto sotto) lancia l’allarme: “Viviamo una crisi climatica senza precedenti in quanto causata (o concausata, accelerata e aggravata) dalle azioni antropiche, come ormai acclarato dalla quasi totalità della comunità scientifica. I ‘Cambiamenti Climatici’, alla ribalta dell’attualità e al centro dell’opinione pubblica mondiale, non comportano solamente, ad esempio, un incremento della temperatura media del Pianeta Terra, un incremento del livello medio del mare o l’arretramento dei glaciali alpini”.

De Lisio e Angelone Geologi

Il ‘global warming’ ha delle ricadute dirette anche sull’assetto idrogeologico del territorio, sconvolgendo e complicando equilibri già spesso precari. “Nella nostra regione Molise, in cui il dissesto idrogeologico (o per meglio dire geo-idrologico, essendo di genesi primariamente geologica) è endemico e congenito, va ad aggravarsi ulteriormente per lo sconvolgimento climatico prospettato dai ricercatori.

Un rivoluzionato regime idrico nelle precipitazioni, che spesso assumono un carattere “tropicale” con piogge eccezionali nella quantità e concentrate nel tempo e nello spazio, mette a dura prova l’assetto territoriale già notoriamente fragile e vulnerabile nella nostra Regione. Piene fluviali, sempre più frequenti e gravi, alternate a lunghi periodi di siccità, non solo estive, saranno scenari a cui – se non sarà invertita questa tendenza globale – dovremo abituarci”.

De Lisio prosegue: “Alcune criticità legate al clima modificato negli ultimi anni sono già rilevabili: ad esempio le opere idrauliche di regimazione dei corsi d’acqua, oggi appaiono in alcuni casi sotto-dimensionate in quanto non sono più in grado di sopperire allo smaltimento del volume idrico attualmente maggiorato rispetto al passato.

Al contrario, si registrano sempre più casi di cedimenti strutturali delle fondazioni di immobili, legati a prolungati tempi di siccità che provocano una “ritrazione” del sottosuolo più superficiale su cui poggia la stessa fondazione. In questi scenari, assume un ruolo cardine la professionalità del geologo, capace – in collaborazione con le altre professionalità tecniche – di porre in essere opere e pianificazioni territoriali per la migliore mitigazione degli effetti del cambiamento climatico”.