Col fiato sospeso al Consiglio di Stato: se i giudici accolgono ricorso Asrem, addio al Punto Nascite

Un’ora di discussione questa mattina a Palazzo Spada a Roma, davanti ai giudici della III sezione, per la questione dei parti al San Timoteo. L’azienda sanitaria era rappresentata dall’avvocato Scoca, che ha chiesto di confermare la chiusura del Punto nascite stabilita dai commissario. A difendere i Comuni e le mamme gli avvocati Fiorini e Venittelli, che hanno spostato l’attenzione sulla mancanza di sicurezza in caso di stop ai parti. “Per arrivare negli ospedali di Chieti o Campobasso occorre almeno un’ora: chi si prende la responsabilità in caso di parto violento o distacco di placenta?”. La Regione Molise non si è costituita. La decisione attesa nelle prossime ore.

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Il basso Molise col fiato sospeso in attesa della decisione dei giudici del Consiglio di Stato: se oggi viene respinto il ricorso presentato dalla Asrem contro la sospensiva concessa dal Tar Molise, si conferma la decisione dei giudici di primo grado di tenere aperto il reparto e si potrà continuare a partorire a Termoli. Se invece Palazzo Spada accoglierà il ricorso, per il Punto Nascite del San Timoteo non ci sarà nulla da fare: dovrà chiudere i battenti con immediato stop ai parti.

 

Un’ora di discussione questa mattina a Roma, davanti ai giudici della III sezione, per il Punto nascite del San Timoteo. Un appuntamento dirimente, sul quale sono riposte le speranze per la sopravvivenza di Ostetricia nell’ospedale adriatico dopo il provvedimento di chiusura dei commissari straordinari Asrem e la decisione del Tar Molise, che ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dai sindaci del territorio e da numerose donne che hanno partorito o sono in attesa di partorire nella struttura termolese.

A rappresentare i loro interessi l’avvocato Laura Venittelli, mentre Vincenzo Fiorini ha parlato a difesa dei Comuni del territorio. Sono 11 quelli che si sono costituiti, capeggiati dall’Amministrazione di Termoli guidata da Francesco Roberti.

La regione Molise per bocca dell’avvocato Franco Gaetano Scoca ha invece sostenuto le ragioni della Asrem, ribadendo la necessità di chiudere il Punto Nascite di Termoli per motivi di sicurezza. A Termoli negli ultimi anni sono stati circa 350 i parti annui. Una cifra al sotto della soglia fatidica dei 500 che costituisce, secondo l’azienda sanitaria regionale e le linee guide dell’Organizzazione Sanità, una valida motivazione per sospendere le attività nel reparto e affidare le donne a ginecologi di Campobasso e Chieti. Ma è proprio contro questa posizione che si sono espressi i legali dei Comuni e delle mamme, Fiorini e Venittelli, ribadendo che la sicurezza delle partorienti “comunque non sarebbe garantita considerando la distanza di almeno un’ora da percorrere in ambulanza per raggiungere le due strutture più vicine, specie in assenza di accordi di confine”.

Fiorini e Venittelli, nelle loro arringhe durate ognuna circa 20 minuti, hanno insistito sul fatto che al San Timoteo la situazione è cambiata negli ultimi mesi con due nuove assunzioni sulla base dell’avviso pubblico e l’imminente arrivo in reparto di 6 ginecologi vincitori del concorso pubblico al quale hanno risposto oltre 40 professionisti. “In questo scenario e dopo la sospensiva concessa dal Tar – chiarisce l’avvocato Venittelli, che ha portato anche esperienze umane e casi reali in udienza, a fortificare la fondatezza della replica – chi si prende la responsabilità in caso, per esempio, di distacco di placenta?”

Tanto più che in Molise, ha ricordato il legale, soffre il grosso deficit della tempistica nella risposta delle autoambulanze, ricordando a tale proposito la risposta alla interrogazione presentata nel 2016, quando ricopriva l’incarico di Parlamentare. “Un’ambulanza in media impiega 18 minuti ad arrivare, ma in Molise ne servono 32. E dal 2016 a oggi questo dato non è cambiato”.

“Nelle situazioni emergenziali – ha aggiunto Venittelli – andare a Chieti o a Campobasso come sostiene la Asrem significa impiegare almeno un’ora. Un lasso di tempo impensabile in caso di urgenze, quando la vita di una madre e di suo figlio viene salvata grazie alla tempestività”.

La Regione Molise non si è costituita in giudizio, anche in conseguenza del fatto che una deroga alla soglia dei 500 parti annui per il san Timoteo non è masi stata chiesta, e che anzi il Punto nascita di Isernia è stato mantenuto aperto a condizione di accettare la chiusura di Termoli.

La decisione dei giudici di Palazzo Spada è attesa a breve, e su quella si gioca il futuro della sanità bassomolisana. E’ chiaro, come riconoscono tutti, che bisogna intervenire in maniera radicale e non fermarsi alle contingenza odierna nella pianificazione e nella strutturazione dei servizi.

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