Bracciante agricolo con piantagione di marijuana: sequestrata “erba” per 250mila euro

Bracciante agricolo di giorno, coltivatore di marijuana nel tempo libero. Ma non si tratta di tre o quattro piante da terrazzo.

Il 32enne di Baranello arrestato dai carabinieri di Campobasso aveva una vera piantagione nella casa di campagna, di sua proprietà, con tanto di serra e sistema di irrigazione.

L’operazione è scattata ieri mattina e ha portato al sequestro di 20 piante estirpate, che avrebbero fruttato 40 chili di prodotto, 3 chili di marijuana in fase di essiccazione, un chilo e mezzo di prodotto già essiccato e pronto per essere venduto. Complessivamente il valore sul mercato illegale dello stupefacente sequestrato si aggira sui 250mila euro. L’uomo era già noto ai Carabinieri come assuntore.

Questa la ricostruzione dei fatti fornita dagli inquirenti: l’arrestato, su un terreno di sua proprietà, aveva creato un vero e proprio indotto per la coltivazione di Marijuana con tanto di strumentazione sia per la crescita delle piante (copertura, bacino artificiale e impianto di irrigazione) sia per la successiva essiccazione (ripiani ventilati e ventilatore). I Carabinieri del Nucleo Investigativo intervenuti sul posto hanno sequestrato la piantagione estirpando 20 piante alcune delle quali alte 2 metri.

Nel corso della perquisizione i militari hanno sequestrato 3 chilogrammi di marijuana che stava seccando e un chilo e mezzo di erba pronta per la vendita al dettaglio.

“Da una prima stima – dichiarano i carabinieri – si ritiene che il quantitativo di sostanza stupefacente sequestrata, pari a circa 45 Kg di prodotto secco, una volta immessa sul mercato, avrebbe fruttato al circuito criminale una cifra superiore ai 260.000 euro”.

L’uomo è stato portato nel carcere di via Cavou in attesa dell’udienza di convalida, così come disposto dal Sostituto Procuratore di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Campobasso.

Sono in corso le analisi tossicologiche presso il Laboratorio Analisi di sostanze stupefacenti (LASS) di Foggia, anche per verificare la quantità di dosi che si sarebbe ottenuta.

 

 

 

 

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