Arrivano ‘Transumando’ e ‘Tratturando’: il Molise fra natura, trekking e tradizione

Neologismi, giochi di parole, gerundi improvvisati: poco importa la loro collocazione sul piano linguistico. Quello che conta è che ‘Transumando’ e ‘Tratturando’ sono due iniziative degne di nota che accenderanno i riflettori dei prossimi due weekend sui fenomeni del pastoralismo e della civiltà delle antiche autostrade verdi, meglio note come tratturi.

Dopo il ‘botto’ planetario con il New York Times, che ha infiocchettato e consegnato al mondo intero il fenomeno enorme della transumanza della famiglia Colantuono di Frosolone, si torna a parlare di migrazioni di armenti e di pastori anche direttamente in Molise.

Primo appuntamento questo weekend con ‘Transumando’. Di pastoralismo tradizionale e transumanza parlerà la professoressa Letizia Bindi del Centro di Ricerca Biocult dell’Unimol con Antonio Innamorato, capostipite di questa straordinaria famiglia di pastori transumanti, nella puntata di Geo & Geo (Rai 3) di domani venerdì 27 settembre.

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Sabato e domenica si rinnoverà il cammino di transumanza che da Civita di Bojano, passando per il cosiddetto ‘vico p’ dent’ a Bojano, porterà la famiglia Innamorato e la loro morra di pecore alla sosta di San Polo Matese (Località Porcareccia). Da lì il 29, giorno di San Michele Arcangelo, strettamente connesso ai cammini pastorali e ai pellegrinaggi di questa area centro-meridionale italiana, il cammino ripartirà lungo il Tratturo Pescasseroli-Candela per giungere a Sepino dove il gregge con i suoi pastori attraverserà il magnifico sito archeologico di Altilia. Lungo la strada, le cattedre ambulanti sul tratturo per raccontare, discutere di prospettive, intrattenere i curiosi, gli interessati, gli esperti, i fotografi, i camminatori che vorranno accompagnare la transumanza della famiglia Innamorato.

Si tratta, ormai da tre anni, di una piccola consuetudine, sorta dall’interazione tra questa famiglia di pastori, gli Innamorato – Antonio e i suoi figli, Michele, Giacomo, Luca – e gli studiosi del Centro di Ricerca Biocult dell’Università del Molise che a partire dall’indagine etnografica sulla pastorizia transumante di Letizia Bindi, Antropologa e dalle ricerche zootecniche, economiche, ecologiche, storico-archeologiche e Giuridiche di Fabio Pilla, Angelo Belliggiano, Fulvia Ciliberto, Carlo Ebanista, Roberto Parisi, Antonella Minelli, Lorenza Paoloni, Maria Laura Carranza ha dato avvio a un lungo lavoro di ricognizione, salvaguardia e valorizzazione di questa antica pratica che oggi, grazie al primo seme gettato dalla famiglia Colantuono, è oggi candidata alla Lista del patrimonio immateriale Unesco.

Da ‘Transumando’ a ‘Tratturando’ è una logica conseguenza. Ma la regia, nel weekend tra il 5 e il 6 ottobre prossimi, sarà un’altra. Particolarmente attiva l’omonima associazione e la Fondazione ‘Popoli e territori’ quella che sul piano organizzativo e logistico sostiene la transumanza dei Colantuono. In programma, con il patrocinio dell’Unione Coltivatori italiani, una fantastica passeggiata sui tratturi regi, attraversando i territori di Santo Stefano (Campobasso), Ripalimosani e Torella del Sannio, con interessamento del maestoso tratturo Lucera-Castel di Sangro. Cena e serata al fuoco di bivacco, come facevano i veri pastori. Un’esperienza totalizzante che consentirà ai presenti di dare un mano al recupero e alla pulizia dell’antica scalinata di via Moscatelli a Santo Stefano. Ma ci sarà tempo e modo di parlarne, nel frattempo ‘transumiamo’ tutti sul Pescasseroli-Candela e la famiglia Innamorato.

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(foto archivio)