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Approvato il Piano regolatore del porto che promette di rivoluzionare Termoli. “Ora il Governo deve finanziarlo”

Il consiglio regionale ha detto sì a maggioranza al piano urbanistico che delinea l’ampliamento dello scalo portuale di Termoli. Astenuti i Cinque Stelle che hanno rilevato criticità su sicurezza e presenza del tunnel. Dall’assessore Niro richiamo al Governo: “Ora i fondi”

Il Piano regolatore portuale di Termoli è stato finalmente approvato, dopo oltre tre anni di discussione che sembrava arenata ma che negli ultimi mesi aveva ripreso il via. Nella tarda mattina di martedì 10 settembre il via libera a maggioranza in consiglio regionale a un piano urbanistico presentato come rivoluzionario. “Cambierà non solo il porto, ma Termoli e con essa il Molise” hanno detto il presidente Donato Toma e l’assessore Vincenzo Niro. Ma siamo ancora a una fase burocratica, per la quale oltretutto servono fondi importanti, quelli chiesti oggi esplicitamente dall’assessore alle Infrastrutture.

Cosa cambierà in concreto? Il Prp comporterà innanzitutto una espansione degli attuali spazi del porto, con lo spostamento del porto turistico più a ridosso del Borgo vecchio e di conseguenza l’inserimento dell’area per i pescherecci più a sud. Previsti spazi per il molo traghetti, la cantieristica e l’accesso alle navi passeggeri e commerciali. Su questo aspetto verte molto del Prp, perché l’intento è far sì che il porto possa ospitare imbarcazioni commerciali e piccole navi da crociera.  

“L’area da diporto sarà invertita con quella della pesca rispetto a come è oggi, sorgerà un nuovo grande molo e si incrementeranno i traffici commerciali” secondo quanto riferito dal relatore della III Commissione consiliare, Nico Romagnuolo.

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Perplessità, miste a una certa soddisfazione per la conclusione dell’iter, sono state espresse dall’esponente dei Cinque Stelle, Valerio Fontana. “In questo piano datato 2010 sono previste infrastrutture che ancora non esistono, come l’autostrada Termoli-San Vittore, il raddoppio ferroviario Termoli-Lesina, e persino il tunnel che avevamo bloccato”.

Dubbi cui hanno replicato prima Niro e poi ancora Romagnuolo. “Stiamo lavorando per un nuovo progetto con un concetto diverso al posto dell’autostrada – ha detto l’assessore riferendosi all’ipotesi di superstrada -. Così come dialoghiamo con Rfi perché il raddoppio non spezzi in due la città ma vengano spostati i binari. Sul tunnel, bisogna attendere che sia concluso l’iter secondo quanto rilevato dal Tar, altrimenti si rischia di dover rifare la Vas sul Prp”.

Fontana, che con gli altri esponenti pentastellati si è astenuto al momento del voto, ha poi ricordato come “alla simulazione effettuata nel 2010, ben due manovre su otto non vennero concluse perché ritenute impossibili” e ha poi posto l’accento sui problemi che potrebbero presentarsi a Rio vivo. “Lo spostamento verso sud sarà una condanna a morte per la balneabilità di Rio vivo, come già si vede attualmente nell’area più vicina al porto dove non c’è ricambio d’acqua”.

Romagnuolo ha illustrato le risposte dei progettisti assicurando che “l’imboccatura verso sud è stata scelta per questioni di sicurezza considerate le correnti marine”. Sulla sicurezza delle manovre navali ha poi affermato che “tutte le prove effettuate in condizioni severe e senza rimorchiatori sono state concluse in sicurezza”.

“L’atto che la Regione Molise ha approvato oggi, prevede, tra le altre cose, lo spostamento a Sud della bocca di porto e un sostanziale stravolgimento dello stato attuale che consentirà, con il dragaggio dei fondali, l’attracco a navi di stazza superiore di quelle oggi possibile e, di conseguenza, rendere l’unica porta sul mare della Regione Molise attrattiva nei confronti di imbarcazioni turistiche medie” ha commentato a margine Romagnuolo.

nico romagnuolo

Esprimo piena soddisfazione per la conclusione di questo iter burocratico – le dichiarazioni dell’esponente di Forza Italia – l’Amministrazione Comunale di Termoli, le Associazioni di categoria, gli Armatori e gli Operatori turistici da troppo tempo attendevano questa risposta da parte della Regione Molise che oggi è operativa e sarà propedeutica per le future iniziative operative.

Ringrazio il Presidente D’Egidio e l’intera III Commissione consiliare per il lavoro svolto, il Presidente Toma e l’Assessore Niro per aver dato un’accelerazione all’approvazione del Piano Regolatore Portuale e nel predisporre tutti gli atti che si sono resi necessari. Il Porto di Termoli, sono sicuro, potrà essere un forte volano di sviluppo per l’intera Regione e, se in piena funzionalità ed operatività, potrà far funzionare anche la Zona Economica Speciale Adriatica appena approvata. Potremo intercettare, inoltre, i flussi economici balcanici ed aprirci sull’Adriatico”.

Zenit porto Termoli biglietteria Tremiti

“Questo piano ridisegna e stravolge la città di Termoli, rivitalizza alcune aree sottoutilizzate e interviene su elementi di viabilità – le parole dell’assessore Niro – Parliamo di 90mila mq di superficie interessata”. Ma adesso arriva la parte più difficile, quella dell’ottenimento dei finanziamenti. Attualmente solo la prima fase ha i fondi a disposizione. “20 milioni per la prima fase, 50 per la seconda e poi 10 per la terza – ha dichiarato Niro -. Finora non abbiamo mai avuto l’attenzione finanziaria del governo, anche perché mancava il piano urbanistico. Già oggi è partita la seconda lettera per segnalare la disattenzione del governo a non considerarci finanziabili”. Nei contratti istituzionali di sviluppo, pochi mesi fa, era stato inserito il primo stralcio da 23 milioni.

Conferenza dragaggio Toma Niro

Il governatore ha esordito ringraziando “il presidente Conte per la disponibilità ineccepibile e la grande collaborazione e l’ex ministra Lezzi per aver tenuto fede alla promessa di firmare la Zes con la Puglia prima del cambio di governo”.

Poi ha fissato l’obiettivo. “Possiamo rilanciare il porto e farne una delle leve di sviluppo della regione, perché i flussi arriveranno dai Balcani. Inoltre questo porto sarà volano di sviluppo anche per i porti turistici di Montenero e Campomarino”. Il sì è arrivato con dieci voti favorevoli e sei astenuti.