A Viareggio per affinare l’arte della cartapesta. Lezioni dai “maestri” per il Carnevale 2020

Una delegazione di una ventina di persone in trasferta a Viareggio per studiare l'arte della cartapesta e prepararsi all'edizione 2020 della grande sfilata dei giganti

Sono andati fino a Viareggio per scoprire caratteristiche, particolarità e segreti dell’arte della cartapesta e dell’argilla. Quella che ogni anno, dopo giorni e mesi di lavoro anche notturno, regala agli spettatori emozioni uniche, occhi spalancati e tanta soddisfazione ai maestri per ciò che realizzano. E parlare di arte non é certo un errore. Perché il carnevale è un’arte fatta di colori, fantasia, magia, impegno, pratica, tecnica e tanto, tanto lavoro. Così per l’edizione 2020 del carnevale di Larino, il più importante appuntamento del Molise nel suo genere, i ragazzi che rappresentano i costruttori dei carri hanno deciso di trascorrere un fine settimana nella città toscana per imparare dai maestri che ogni anno realizzano delle vere e proprie opere d’arte giganti che si muovono nell’aria e richiamano in città migliaia di spettatori.

L’associazione Larinella ha organizzato il corso di formazione e una delegazione di Larino composta da 21 ragazze e ragazzi è partita alla volta di Viareggio dove ad attenderli nella cittadella del Carnevale c’erano i maestri già al lavoro, ovviamente, per l’edizione del prossimo febbraio.

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Nei giorni trascorsi in Toscana i delegati larinesi hanno avuto l’occasione di confrontarsi e di seguire gli esperti per “affinare le tecniche di realizzazione per migliorare la qualità artistica dell’evento”, ha spiegato il presidente di Larinella Danilo Marchitto.

Nella grande struttura dove ponti, pedane e manichini sono in azione per trasformare l’argilla e la cartapesta, gli allievi hanno potuto mettere le mani in pasta, é il caso di dire, e lavorare insieme ai maestri per sperimentare le tecniche e prepararsi a metterle in pratica al ritorno a casa.

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Nei laboratori di Jacopo Allegrucci e dei fratelli Emilio e Stefano Cinquini hanno svolto un approfondimento sulle grandi realizzazioni e sulle scenografie, in particolare sulle tecniche di movimentazioni automatiche, ovvero idrauliche o elettriche, e infine su quelle manuali che permettono ad ogni elemento del carro di muoversi, girare, spalancare braccia, mani e occhi . Una serie di esperimenti e segreti da applicare ai pupi di grande e di piccolissima dimensione che si ergono in aria colorati e illuminati in mezzo alla folla in festa.

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Ma le lezioni non sono certo terminate perché dopo aver imparato con Luca Bertozzi le tecniche di stesura della carta negli stampi, l’assemblaggio degli stampi stessi e la modellatura delle forme in argilla con annessa fase di stampaggio del calco in gesso, i ragazzi hanno potuto anche ammirare il museo del carnevale di Viareggio dove sono custoditi una serie di elementi tratti dai più bei carri e una serie di immagini e disegni che raccontano le passate edizioni di un appuntamento che piace e conquista grandi e piccini.

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Ora, rientrati a Larino, si tornerà nei grandi capannoni per mettere in pratica le novità e creare i grandi capolavori che a febbraio sfileranno ancora una volta tra la meraviglia dei presenti per la 45esima edizione. Perché, come hanno detto sui post su Facebook con cui hanno raccontato la loro avventura toscana, “i maestri hanno dimostrato che si può fare della propria passione è un’arte e un lavoro”.

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