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370 aspiranti dottori per entrare a Medicina. “Ma poi andremo via, il Molise non offre opportunità” fotogallery

Questa mattina - 3 settembre - il Secondo edificio polifunzionale ha ospitato i test di ingresso alla Facoltà di Medicina di Campobasso. I sogni e le aspettative degli studenti arrivati da tutto il Centro Sud che sperano di potersi formare in Molise, ma poi di "fuggire" verso mete più ambiziose mentre gli ospedali della nostra regione continuano a svuotarsi di forze fresche.

Molti sono arrivati dalla Puglia e dalla Campania, ma c’erano studenti anche dalle Marche e da tutto il Centro Sud d’Italia per il test d’ingresso alla Facoltà di Medicina che questa mattina – 3 settembre – si è svolto nel Secondo edificio polifunzionale dell’Ateneo molisano. 370 aspiranti dottori per 75 posti a disposizione. Qualcuno al primo tentativo, altri al secondo dopo aver frequentato Farmacia o Scienze Biologiche.

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“I quesiti? Erano difficili, ma più semplici dello scorso anno. Il test è stato comunque impegnativo”, commentano alcuni giovani studenti. “Abbiamo studiato tutta l’estate, speriamo di riuscire a passarlo”. Cento domande tra cultura generale, logica, chimica, biologia, fisica. Davanti al Secondo edificio polifunzionale ci si confronta, si beve o si mangia qualcosa per stemperare la tensione accumulata.

I sogni e le speranze dei ragazzi sono legati tutti alla buona riuscita della prova che spalancherà loro le porte della Facoltà di Medicina di Campobasso. Ma poi non tutti resteranno in Molise a lavorare.

“Ho scelto Campobasso perchè molti me l’hanno consigliata, la facoltà è organizzata bene e a Campobasso si può studiare e vivere bene. Napoli è più caotica, qui si può fare un percorso di studi migliore“, dice Gianluigi che arriva da Aversa (provincia di Caserta). “Ma poi non credo di restare in Molise, mi piacerebbe andare a lavorare all’estero”.

Il capoluogo molisano ha convinto anche una studentessa di Taranto. Il fratello già studia qui e le ha parlato bene della Facoltà di Medicina, ma poi difficilmente resterà nelle corsie degli ospedali della nostra regione, attualmente a corto di forze fresche e di organici: la carenza di medici e infermieri è cronica, ormai lo sanno tutti e se ne parla quotidianamente sulla stampa locale. Le due proposte sull’utilizzo degli specializzandi o dei dottori in pensione per rinforzare gli organici nei nosocomi molisani sono state finora bocciate dal Ministero.

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Eppure chi arriva da fuori regione ha impressioni positive sul Molise e sulla sua Università. E’ il caso del dottor Ciro Di Gennaro, primario dell’Uoc di Medicina interna all’ospedale ‘Rizzoli’ di Ischia, che accompagna il figlio per il test: “Mi hanno colpito positivamente il posto, l’organizzazione e la location: non me l’aspettavo. Ma poi credo che il futuro di mio figlio sarà all’estero. Al tempo stesso è importante mettere delle buone fondamenta e il corso universitario è fondamentale per la formazione e la preparazione. E in una università piccola si può essere seguiti meglio“.

Virginia, invece, viene da Apricena (provincia di Foggia) e la pensa diversamente: “Mi piacerebbe specializzarmi all’estero, ma non mi dispiacerebbe restare qui in Molise a lavorare”.

Anche da via de Sanctis dunque si delinea l’immagine di una regione piccola e dalle grandi potenzialità, ma che non riesce ad essere attrattiva al punto tale da convincere chi viene a studiare e a formarsi qui di restare.

Infine ci sono i genitori che pongono un problema che a Roma, ad esempio, ha ispirato flash mob di protesta: il numero chiuso nella Facoltà di Medicina. “Bisognerebbe eliminare i test di ingresso, dare la possibilità a tutti i ragazzi di poter iniziare il loro percorso di studi. Poi ci sarà una sorta di ‘selezione naturale’ durante gli esami: chi è meno bravo si ferma o abbandona”, osserva il padre di una studentessa molisana che per la seconda volta affronta la prova.