Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

3 mesi di stipendi arretrati e nuovo bando, i lavoratori della vigilanza armata chiedono certezze

Presidio questa mattina - 17 settembre - davanti al Consiglio regionale, poi l'incontro col governatore Donato Toma: "Contatterò la società, la Regione ha versato il dovuto"

C’è chi ancora non percepisce lo stipendio di giugno, altri quello di luglio. E questa mattina – 17 settembre – hanno presidiato palazzo D’Aimmo per chiedere risposte alla politica. La Regione Molise ha versato all’istituto di vigilanza L’Aquila le spettanze dovute, stando a quanto riferito dai sindacati, ma non si capisce perchè l’azienda non versi gli emolumenti ai lavoratori.

Toma Guardie giurate Consiglio regionale

UilTucs e Fisascat hanno proclamato per questo lo stato di agitazione a causa della mancata retribuzione delle spettanze ai dipendenti dell’istituto di vigilanza

“La situazione sta diventando delicata: i lavoratori hanno maturato tre mesi di stipendio arretrato“, ha spiegato Pasquale Guarracino (Uiltucs). “Sappiamo che la Regione Molise, uno dei più grandi committenti dell’istituto L’Aquila, ha pagato e ci aspettiamo che a brevissimo ci sia il pagamento degli stipendi a tutti i dipendenti molisani”.

Guardie giurate Consiglio regionale

Stefano Murazzo (Fisascat Cisl) ha inoltre evidenziato la necessità di chiarire gli obiettivi del nuovo bando di gara per l’affidamento del servizio: “Il nuovo bando dovrebbe essere pronto entro la fine di settembre. Dal nostro punto di vista, dovrà prevedere regole di ingaggio ben definite: chi non paga deve essere mandato a casa”. E poi “occorre garantire il rispetto del lavoro delle maestranze”.

Il governatore Toma ha incontrato poco dopo i rappresentanti sindacali e i lavoratori impegnandosi a contattare i vertici della società e approfondire i motivi legati al mancato pagamento degli stipendi. Lunedì 23 settembre potrebbero esserci novità per le guardie giurate, ma tempi certi sul pagamento degli arretrati non ce ne sono. Anche se i dipendenti della società lo sperano: molti di loro sono monoreddito e dunque hanno urgenza di avere la certezza legittima di poter contare su stipendi che spettano loro.