Se Vincenzo Cuoco avesse avuto i social. ‘I Futurieri’, il Molise eccellente: il corto girato a Civitacampomarano appassiona

Sala gremita a Termoli per la proiezione del corto del regista molisano Simone D'Angelo che ha appassionato i presenti con il suo originale 'I Futurieri'.

Andare a ritroso fino a più di 200 anni fa per illuminare il nostro presente. È questo quello che fa I Futurieri, corto del regista molisano Simone D’Angelo che – dopo essere stato presentato a MoliseCinema ed essere stato selezionato in importanti festival internazionali – è stato proiettato ieri, 22 settembre, nella sala dell’ex cinema Sant’Antonio, a Termoli.

Una storia social del 1796, questo il sottotitolo de I Futurieri, opera originale che, tra ricostruzione storica accurata ed elementi di fantasia, racconta personaggi eccellenti della nostra terra (Vincenzo Cuoco in primis, ma anche donna Olimpia Frangipane e Gabriele Pepe) attraverso una ‘variante’ social: il corto difatti immagina cosa sarebbe successo alla fine del 18esimo secolo se ci fossero stati degli antesignani dei moderni social network. E difatti, al ritorno di Cuoco da Napoli (la città in cui studiava), la comunità di Civitacampomarano è ‘sconvolta’ dall’arrivo di un tachigrafo, uno strumento reputato in grado di selezionare le informazioni ‘vere’. Le analogie con la contemporaneità sono impressionanti così come impressionante è il pensiero e la visione di Cuoco che, sul finale, ammonisce i propri concittadini: “Dobbiamo imparare ad usare le informazioni, e a non farci usare da queste”.

Il breve film è girato quasi interamente nel Castello Angioino di Civitacampomarano, è in costume e si nota una ricostruzione certosina dell’ambientazione. Un omaggio eccellente alla nostra terra, alle sue bellezze e ai suoi personaggi illustri. Nel corto hanno recitato anche attori noti – tra cui Mario Patanè, Augusto Zucchi e la molisana Chiara Cavalieri – e la fotografia di Alberto Marchiori arricchisce questo prezioso lavoro cui ha contribuito l’aiuto regia di Costanzo D’Angelo che è stato anche fotografo di scena. Una ricerca linguistica di valore e i testi curati dagli sceneggiatori Annalisa Montanaro e Simone D’Angelo fanno di questo corto un piccolo gioiello che sta già ricevendo importanti riconoscimenti dalla critica. E che non è escluso diventi un lungometraggio.

simone d'angelo

Il cortometraggio del talentuoso regista molisano (nato a Castelmauro e da sempre ‘innamorato’ della figura di Vincenzo Cuoco) è nato da una felice intuizione di D’Angelo e si candida ad essere un prodotto a servizio della didattica scolastica, come ha spiegato D’Angelo alla giornalista Manuela Iorio, conduttrice della serata. L’idea infatti è quella di portarlo nelle scuole, a cominciare da quelle molisane i cui studenti sovente non conoscono la figura di quel brillante conterraneo che è stato Cuoco, che andrebbe invece valorizzata ed ‘esportata’, come ha consigliato l’attore Ortis che ne ha vestito i panni.

A dare il la alla serata è stata proprio la sua interpretazione di un testo di Vincenzo Cuoco. A Ortis – volto noto probabilmente per aver interpretato la Divina Commedia Opera Musical – il compito di dare voce al rapporto che Cuoco scrisse all’allora Re di Napoli Gioacchino Murat e al Ministro dell’istruzione Zurlo. Uno scritto che ha stupito per la modernità dei contenuti e che è stato reso emozionante dalla vibrante interpretazione di Ortis, accompagnato per l’occasione dalle note del piano di Mariano Gramegna. Un testo dei primi dell’800 sul valore dell’istruzione, sulla necessità di educare l’uomo e il cittadino attraverso una scuola pubblica e accessibile a tutti (anche alle donne e ai ‘reietti’). Un accenno anche all’importanza del linguaggio “che non è solo la veste delle idee” ma che dà forma stessa al pensiero e dunque alle idee.

Andrea Ortis, I Futurieri

Dopo le straordinarie parole di Cuoco è toccato alla giornalista Valentina Fauzia riflettere insieme al numeroso pubblico sullo stato della comunicazione ai tempi d’oggi. “Viviamo in un flusso costante di informazioni e, a differenza del passato, abbiamo libero accesso ad esse. Ma non tutti hanno i codici per decodificarle (e dunque distinguere una notizia falsa da una vera, ndr) e una visione critica”. La difficoltà e la sfida di oggi è quella di saper stare nel web dove il terreno è oltremodo fertile per le cosiddette ‘fake news’. La risposta è quella fornita da Cuoco più di due secoli fa ed è l’istruzione e la cultura.

Dopo la proiezione de I Futurieri – resa possibile grazie allo sponsor Confidi Rating e grazie al supporto de La Casa del Libro e la Libreria Fahrenheit – ha preso la parola il regista che, insieme agli altri intervenuti, ha dato vita ad un ‘salotto culturale’ in cui si sono esaminati i temi alla base del lavoro.

Girare in Molise dunque si può, D’Angelo lo dimostra ma al contempo è lui stesso a ribadire l’importanza di istituire una Film Commission di cui la nostra regione è sprovvista e che invece potrebbe costituire un importante volano non solo per chi intende fare cinema ma per lo stesso territorio che ne avrebbe un ritorno notevole.

La sala gremita è vieppiù una rarità: non così ieri quando in tantissimi si sono recati al cinema per un evento culturalmente degno di nota. Un modo sentito per rendere omaggio al giovane autore molisano che dimostra che andare controcorrente si può, così come si può sognare in un Molise che non sta nelle retrovie ma che ‘esporta’ cultura e che sa sognare. E quale miglior sogno del cinema.

foto di Costanzo D’Angelo